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Lo sai che? Se non mi piace ciò che ho comprato posso restituirlo?

Lo sai che? Pubblicato il 7 giugno 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 7 giugno 2018

Come esercitare il diritto di recesso o ripensamento: il termine entro cui inviare la comunicazione e restituire la merce. Che succede se la scatola dell’imballaggio è stata aperta?

Hai acquistato una borsa da viaggio via internet. Una volta ricevuta però ti sei accorto che non è così bella per come appariva dalle foto pubblicate online. In verità non hai trovato alcun difetto e ogni cosa funziona correttamente: le cerniere si aprono e chiudono senza intoppi, le rotelle del trolley non presentano anomalie e la qualità del rivestimento è quella pubblicizzata. Ma il fatto è che non ti piace. Questione di puro gusto. Vorresti rispedirla al mittente, ma non sai quale scusa o motivazione addurre per farti restituire i soldi spesi. Così ti chiedi: se non mi piace ciò che ho comprato posso restituirlo? Ci sono buone notizie: il codice del consumo ti tutela entro determinati limiti che dovrai rispettare. Perciò ti consiglio di leggere le istruzioni che ti darò qui di seguito in modo da comprendere come e quando disdire un acquisto.

Quando è possibile restituire un oggetto acquistato?

Il codice del consumo tutela chi compra fuori dai negozi o dagli stand delle fiere. Quando infatti una persona fa acquisti su internet, per corrispondenza, attraverso televendite, offerte a domicilio, per strada o comunque fuori dai cosiddetti “locali commerciali” è previsto il cosiddetto diritto di recesso o di ripensamento. Cosa significa? Si tratta della possibilità di restituire il prodotto acquistato anche se questo non presenta difetti o disfunzioni ed è corrispondente a quanto promesso. Non bisogna dare motivazioni delle ragioni del recesso, non è necessario cioè giustificarsi e attribuire la colpa al venditore o all’oggetto: la scelta può essere determinata anche dal semplice “capriccio”. Perciò viene anche chiamato “ripensamento”: il fatto di cambiare idea in merito all’utilità dell’acquisto è sufficiente per ottenere indietro i soldi spesi.

La funzione di questo diritto è di tutelare la formazione del consenso della parte debole del rapporto contrattuale.

Quindi, se una persona ti ferma per strada per proporti un abbonamento o se trovi un sito che pubblicizza un vestito, una volta che hai accettato il contratto puoi sempre revocare il consenso. Ma c’è un termine entro cui devi recedere, altrimenti il contratto diventa definitivo e allora l’unico modo che avrai per recedere è nel caso di prodotto difettoso la cui riparazione è impossibile.

Entro quanto tempo esercitare il diritto di recesso?

Il diritto di recesso deve essere esercitato entro 10 giorni lavorativi dalla consegna del bene. Per cui, se hai acquistato online, il termine per il recesso non si calcola dal momento del pagamento ma da quando è arrivato il corriere e ti ha affidato il pacco o da quando lo hai ritirato all’ufficio postale.

Come esercitare il diritto di recesso?

Per esercitare il diritto di recesso è necessario inviare, nel termine di 10 giorni lavorativi, una raccomandata con avviso di ricevimento o una email di posta elettronica certificata all’indirizzo del venditore. La comunicazione può essere inviata anche con telegramma, posta elettronica o fax a condizione però che sia confermata mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento entro le 48 ore successive.

Il consumatore deve restituire il bene secondo le modalità e i tempi previsti dal contratto ove, appunto, deve essere menzionato il modo per l’esercizio del diritto di ripensamento. Il termine per la restituzione dell’oggetto acquistato non può comunque essere mai inferiore a 10 giorni lavorativi decorrenti dalla data di ricevimento del bene.

Ai fini della scadenza del termine di 10 giorni per la restituzione dell’oggetto, la merce si intende restituita nel momento in cui viene consegnata all’ufficio postale accettante o allo spedizioniere. Il consumatore è tenuto a restituire la merce a sue spese.

Una volta ricevuta la merce, il venditore deve restituire il prezzo pagato dall’acquirente nel minor tempo possibile e in ogni caso entro 30 giorni dalla data in cui è venuto a conoscenza dell’esercizio del diritto di recesso.

Come faccio a sapere se mi spetta il diritto di recesso?

Il diritto di recesso spetta per legge in tutti i casi di acquisti fuori dai locali commerciali, anche se il contratto non lo menziona. Eventuali affermazioni del venditore di carattere contrario non hanno valore. In ogni caso il consumatore deve essere informato sul diritto di recesso già nello stesso contratto che deve esprimere chiaramente per iscritto tale facoltà concessa dalla legge. Se il venditore non menziona il diritto di recesso, il consumatore lo può esercitare in qualsiasi momento, anche oltre i 10 giorni concessi dalla legge.

Ricordati che la giurisprudenza ritiene che lo stand è un locale commerciale. Per cui se compri l’oggetto a una fiera, non ti spetta il diritto di ripensamento.

Non puoi esercitare il diritto di ripensamento neanche se acquisti al negozio. Come abbiamo detto infatti tale tutela è prevista solo per gli acquisti effettuati fuori dai locali commerciali. Quindi, se ti rechi ad esempio in una catena di elettrodomestici puoi tutt’al più pretendere la garanzia per i difetti di fabbricazione.

Quasi mai succede che i contratti firmati via internet menzionino la possibilità del diritto di recesso.

Se la scatola viene aperta posso restituire l’oggetto?

Il venditore non può porre come condizione per l’esercizio del diritto di recesso il fatto che la confezione non sia stata aperta. Diversamente ne verrebbe meno la stessa funzione del diritto il quale presuppone che il consumatore possa provare l’oggetto acquistato per poi valutare la convenienza e l’utilità dello stesso. Dunque neanche l’uso del prodotto è un ostacolo al ripensamento.

Alcuni contratti però negano la possibilità di esercitarlo se il prodotto non viene imballato correttamente o se viene rovinata la confezione originale. Alcuni siti inoltre per il ripristino della confezione originale chiedono il 10% del costo del prodotto. Tuttavia il codice del consumo subordina l’esercizio del diritto di recesso solo alla sostanziale integrità del bene. Il che significa che, per non vedersi precluso il diritto, è sufficiente che il bene sia restituito in normale stato di conservazione, in quanto custodito e adoperato con l’uso della normale diligenza. Ciò implica anche che il consumatore può aprire la confezione, rimuovere i sigilli e gli involucri protettivi onde testare l’oggetto. Ad ogni modo spetta al venditore dimostrare che l’acquirente ha fatto dell’oggetto un uso non conforme alla normale diligenza.

Modulo facsimile per esercitare il diritto di recesso

Indirizzo del venditore

Luogo e data

Raccomandata a/r

Oggetto: esercizio del diritto di recesso su acquisto del … avente ad oggetto… contratto n…..

In data… vi ho inviato ordine, tramite il vostro sito, per l’acquisto del seguente oggetto … codice … e nello stesso tempo ho pagato il prezzo di euro … tramite carta di credito, per come riportato sulla vostra fattura n… del…

La merce mi è stata consegnata il giorno …

Con la presente intendo tuttavia esercitare il diritto di recesso previsto dal codice del consumo. Pertanto vi comunico il mio ripensamento e l’intenzione di recedere, come di fatto recedo, dal contratto in oggetto. Detto contratto, pertanto, deve ritenersi automaticamente risolto sin d’ora.

Attendo Vostre disposizioni in merito alla restituzione del prodotto.

Vi comunico nel contempo le mie coordinate bancarie per il rincrudito del prezzo pagato per l’acquisto del prodotto. Iban… conto corrente intestato a …

Vi invito, pertanto, a rimborsarmi la somma anzidetta, entro e non oltre 30 giorni dal ricevimento del prodotto.

Distinti saluti

firma


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