Diritto e Fisco | Editoriale

Il diritto al rimborso del prodotto difettoso

29 giugno 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 giugno 2018



Se il vostro acquisto si è rivelato irreparabilmente difettoso, avete diritto alla restituzione di quanto avete speso. Cosa fare se il venditore vi propone un buono in cambio del rimborso.

Avete acquistato un oggetto, ma lo stesso si è rivelato difettoso. Magari è stato lo stesso venditore a richiamare l’articolo, denunciandone il difetto e proponendovi la risoluzione del problema con la consegna di un buono. Ebbene, lo può fare? Siete tenuti ad accettarlo come rimborso? Il consumatore ha diritto al rimborso del prodotto difettoso e, nel caso di risposta affermativa, in quali casi?

Il diritto al rimborso: il Codice del consumo

Se dobbiamo affrontare l’argomento del diritto al rimborso per l’oggetto difettoso ed a favore del consumatore, la legge di riferimento è il cosiddetto Codice del consumo [1]. Questo afferma chiaramente che il venditore, nei confronti dell’acquirente/consumatore, è responsabile per gli eventuali difetti presenti nel bene acquistato. In particolare, la normativa appena richiamata, a proposito di quello che tecnicamente viene definito come difetto di conformità, se questo viene riscontrato sul bene, contempla a favore del compratore le seguenti possibilità:

  • Il diritto al ripristino della detta conformità, senza dover affrontare alcuna spesa, mediante la semplice riparazione o sostituzione dell’oggetto difettoso e non conforme;
  • Il diritto alla riduzione del prezzo, in misura evidentemente proporzionata al valore ed alla utilizzabilità del bene difettoso;
  • Il diritto alla risoluzione del contratto. In questo caso, il contratto che si è concluso tra il venditore ed il compratore si scioglie, cioè perde efficacia e potere vincolante tra le parti e le prestazioni già eseguite sono oggetto di restituzione ad opera di chi le ha ricevute. In termini pratici, secondo il Codice del consumo, il consumatore ha diritto al rimborso del prezzo pagato.

Ebbene, a proposito di quest’ultima possibilità, e cioè la risoluzione del contratto di acquisto dell’oggetto rivelatosi non conforme e difettoso, la legge in esame precisa che il predetto diritto è, in particolare, esercitabile:

  • allorquando, la riparazione e la sostituzione sono impossibili o eccessivamente onerose;
  • oppure se il venditore non ha effettuato la riparazione o la sostituzione entro un congruo termine;
  • oppure, lì dove la riparazione o la sostituzione eseguite hanno prodotto notevoli inconvenienti al compratore.

C’è da precisare che, in tutte le descritte ipotesi, in alternativa al diritto alla risoluzione del contratto ed al conseguente rimborso, il consumatore può chiedere una proporzionata e sostanziosa riduzione del prezzo.

Detto ciò, è importante ricordare al lettore che l’acquirente è coperto dalla descritta garanzia per un periodo di due anni. Egli, scoperto il difetto, ha due mesi di tempo [2] per denunciare il fatto al venditore e per chiedere il rimedio tra quelli indicati dalla legge. Ricevuta la denuncia, se il consumatore non ha indicato cosa desidera in merito al bene difettoso (ad esempio, la riparazione oppure la riduzione del prezzo), il venditore può proporre al medesimo un rimedio alternativo a quelli indicati dalla legge. Se il consumatore non è d’accordo con la proposta ricevuta, deve necessariamente comunicarlo al venditore, proponendogli la propria scelta tra quelle previste dalla normativa appena richiamata e tenendo conto che la risoluzione non potrà essere richiesta se si tratta di un difetto lieve, anche quando la riparazione o la sostituzione siano state impossibili o eccessivamente onerose [3].

Il rimborso del prodotto difettoso: il buono

Come evidenziato in premessa, non è infrequente che abbiate acquistato un prodotto rivelatosi difettoso, che ne abbiate denunciato la difformità, che sia stato lo stesso venditore a richiamarli ed a denunciarne il difetto. Ebbene, se è avvenuto ciò, ribadiamo che avrete diritto alla risoluzione del contratto ed al conseguente rimborso, se:

  • il difetto di conformità è presente ed è stato riconosciuto ed ammesso dallo stesso venditore oppure da voi opportunamente denunciato;
  • non si tratta di un difetto lieve, (magari potrebbe essere a rischio la sicurezza dell’acquirente e/o degli eventuali utilizzatori del bene);
  • non è possibile la sostituzione o la riparazione dell’oggetto acquistato.

Detto ciò, il venditore, a seguito della vostra denuncia del difetto oppure di propria iniziativa, invece del rimborso del denaro speso, potrebbe proporvi la consegna di un buono a compensazione degli eventuali acquisti futuri (ipotesi questa abbastanza frequente). Ebbene, se non siete d’accordo con questa soluzione, sarebbe opportuno che rispondiate formalmente al predetto venditore, mediante una raccomandata a.r. (in alternativa potreste inviare una mail pec da una vostra pec, se ne siete in possesso), con la quale comunichereste:

  • la vostra volontà di risolvere il contratto di acquisto per le ragioni sopra descritte (difetto di conformità non lieve ed impossibilità della sostituzione o della riparazione);
  • il rifiuto al rimedio alternativo propostovi (cioè la consegna del buono da spendere);
  • la richiesta di rimborso, cioè di restituzione del denaro versato all’atto dell’acquisto del bene rivelatosi non conforme.

Ovviamente, ricordatevi che in mancanza di ogni riscontro positivo alla vostra comunicazione, l’unica alternativa all’accettazione del buono, sarebbe quella di promuovere una formale azione legale nei riguardi del venditore, per ottenere la restituzione dei soldi spesi (soluzione, questa, sicuramente non consigliabile quando si tratta di piccoli importi). Quindi, valutate bene se è il caso o meno, di portare avanti un braccio di ferro col venditore o se accettare di buon grado il buono propostovi.

note

[1] Art. 130 dlgs 230/2005.

[2] Art. 132 dlgs 230/2005.

[3] Art. 130, co. 9 lett. b) dlgs 230/2005.

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1 Commento

  1. Scusate, in merito all’articolo riportato, il consumatore deve presentare una prova dell’acquisto quale lo scontrino, o può chiedere il rimborso in denaro anche senza prova? (che sarebbe il documento del contratto in essere mi pare).

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