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La voltura catastale

27 giugno 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 giugno 2018



Voltura catastale: cos’è e a cosa serve? Qual è la differenza con la visura catastale? Chi deve presentare la domanda di voltura?

A tutti, almeno una volta nella vita, sarà capitato di dover affrontare un’operazione riguardante immobili: vendita, acquisto, donazione, ecc. Arrivati ad un certo punto, si è resa necessaria la voltura catastale, un’attività che, probabilmente, vi ha fatto perdere tempo in pratiche e pagamenti vari. Con questo articolo cercheremo di fare luce su quest’attività, necessaria ogni volta in cui occorra cambiare il nome dell’intestatario di un immobile. Vediamo allora cos’è e come funziona la voltura catastale.

Catasto: cos’è?

Prima di analizzare il problema della voltura catastale, vediamo cos’è il catasto. Per catasto si intende una raccolta di documenti (registri, mappe, ecc.) che riguarda dei beni omogenei tra loro. Il catasto più noto è senz’altro quello edilizio, assieme a quello dei terreni. Perché il catasto è importante? Perché contiene informazioni preziose per tutto ciò che riguarda i beni in esso inseriti. Si pensi, ad esempio, al catasto edilizio, il quale è costituito dall’insieme di documenti, mappe e atti, che descrivono i beni immobili e ne individuano luoghi, confini, nome dei possessori e rendite, queste ultime indispensabili per il calcolo di tasse e imposte.

Visura catastale: cos’è?

Apparentemente simile alla voltura catastale è la visura catastale. Di cosa si tratta? La visura catastale sarebbe la consultazione degli atti e dei documenti che costituiscono il catasto e permette di acquisire:

  • i dati identificativi e reddituali dei beni immobili (terreni e fabbricati);
  • i dati anagrafici delle persone, fisiche o giuridiche, intestatarie dei beni immobili;
  • i dati grafici dei terreni (mappa catastale) e delle unità immobiliari urbane (planimetrie);
  • le monografie dei Punti Fiduciali e dei vertici della rete catastale;
  • l’elaborato planimetrico (elenco subalterni e rappresentazione grafica);
  • gli atti di aggiornamento catastale.

La visura catastale, ad eccezione della consultazione delle planimetrie riservata esclusivamente agli aventi diritto sull’immobile (proprietari, usufruttuari, ecc.) o ai loro delegati, è pubblica: l’accesso è consentito a tutti, pagando ovviamente i relativi tributi catastali.

I titolari, anche in parte, del diritto di proprietà o di altri diritti reali di godimento, possono chiedere la consultazione gratuita e in esenzione dei tributi, per gli immobili di cui risultano titolari in catasto.

Voltura catastale: cos’è?

Mentre la visura catastale consente semplicemente di prendere visione dei registri del catasto, la voltura catastale consente di modificarli. La voltura catastale permette al contribuente di comunicare all’Agenzia delle Entrate che il titolare di un determinato diritto reale (proprietà, usufrutto, enfiteusi, ecc.) su un bene immobile non è più la stessa persona ma un’altra, per esempio dopo un passaggio di proprietà di una casa, il trasferimento di un usufrutto o una successione. Il modello, infatti, deve essere presentato per aggiornare le intestazioni catastali e consentire così all’amministrazione finanziaria di adeguare le relative situazioni patrimoniali.

Voltura catastale: chi deve presentarla?

La voltura catastale permette di incidere direttamente sui dati presenti nel catasto. Essa consegue di norma ad un’operazione effettuata sui beni immobili, quali: donazioni, vendite, costituzione di usufrutto, ecc. ma chi è tenuto ad effettuare la voltura catastale?

Secondo la legge, devono presentare la domanda di voltura coloro che sono tenuti a registrare gli atti con cui si trasferiscono diritti reali su beni immobili, e quindi:

  • i privati, in caso di successioni ereditarie e riunioni di usufrutto;
  • i notai, per gli atti da essi rogati, ricevuti o autenticati;
  • i cancellieri giudiziari per le sentenze da essi registrate;
  • i segretari o delegati di qualunque Amministrazione pubblica per gli atti stipulati nell’interesse dei rispettivi enti.

Se più persone sono obbligate alla presentazione, è sufficiente che solo una di esse consegni la domanda di voltura. Se chi è obbligato non richiede la voltura, possono provvedere direttamente gli interessati.

Voltura catastale: quanto costa?

Tutto ha un prezzo, anche la voltura catastale. Per presentare la domanda di voltura occorre pagare 55 euro a titolo di tributo speciale catastale, a cui si aggiungono 16 euro di imposta di bollo per ogni quattro pagine della domanda.

È possibile pagare direttamente allo sportello dell’ufficio oppure eseguire un versamento sul conto corrente dell’ufficio. Per le domande di voltura dipendenti da atti che scontano l’imposta di registro proporzionale nella misura del 9%, 2% o del 12% non sono dovuti i tributi speciali e l’imposta di bollo.

La voltura catastale deve essere presentata entro trenta giorni dalla data di registrazione della successione all’Agenzia delle Entrate nel territorio in cui è situato l’immobile o dal momento dell’avvenuta compravendita o donazione dell’immobile. In caso di presentazione della domanda in ritardo, devono essere pagate anche le sanzioni.

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