Diritto e Fisco | Editoriale

Si possono dire bugie sul curriculum?

25 giugno 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 giugno 2018



Curriculum falso: cosa si rischia? Quali bugie sono tollerate nel curriculum? Su cosa non si può assolutamente mentire?

Pur di trovare lavoro si è disposti a tutto, anche a mentire. Quante volte abbiamo millantato conoscenze o abilità, oppure ci siamo fregiati di titoli che, in realtà, non avevamo ancora conseguito? Quante volte abbiamo detto di essere poliglotti e di conoscere decine di lingue oltre all’italiano? Ebbene, una cosa è parlare con altre persone e vantarsi di capacità che non possediamo; un’altra è mentire spudoratamente in un colloquio di lavoro. Con questo articolo capiremo cosa può accadere nel caso in cui il curriculum venga eccessivamente gonfiato, tanto da far credere agli altri di essere i nuovi Einstein. Si possono dire bugie nel curriculum? Scopriamolo.

Curriculum: a cosa serve?

Tutti sanno che il curriculum vitae è quel documento che riassume la vita lavorativa di una persona. Titoli di studio, formazione, lavori pregressi, esperienze all’estero, abilitazioni, concorsi vinti, corsi di perfezionamento frequentati, master, tirocini, stage, esperienze extra-lavorative, pubblicazioni, passioni, attività sportive: tutto fa brodo quando si parla di curriculum.

Il curriculum serve al futuro datore per valutare la candidatura della persona che si propone per il nuovo lavoro: attraverso le informazioni contenute nel curriculum, il datore può indirizzare il colloquio al fine di esplorare le effettive conoscenze del candidato.

Curriculum: come si scrive?

Il curriculum è il biglietto da visita di un lavoratore: è perciò importante che esso sia preparato con cura e dovizia di particolari. In realtà, oggi è possibile trovare in internet tanti modelli da poter utilizzare riempiendoli con le proprie esperienze. Oltre alle proprie generalità, è importante che nel curriculum siano indicati:

  • i titoli di studio (diploma di scuola superiore; diploma di laurea; dottorato, scuole di specializzazione o master);
  • i lavori svolti in precedenza;
  • le conoscenze linguistiche e il relativo grado di preparazione (meglio ancora se formalmente certificata);
  • le attività extra-lavorative (passioni, attitudini, ecc.);
  • il possesso di patente di guida;
  • il consenso al trattamento dei dati personali.

Curriculum: si può mentire?

Pur di fare colpo su una donna fareste di tutto; lo stesso accade nel caso del datore di lavoro: pur di conquistarlo sareste pronti ad ogni cosa. Ma attenzione, perché ad ogni azione corrisponde una reazione: mentire spudoratamente all’interno del proprio curriculum può comportare conseguenze anche gravi.

In linea di massima, nel curriculum sono ammesse bugie bianche, cioè quelle che tendono semplicemente ad aumentare un’abilità, una conoscenza o un’esperienza che realmente si possiede. Così, ad esempio, colui che dice di essere specializzato in un determinato settore (ad esempio, diritto civile) perché ha seguito un corso di perfezionamento in una branca affine (continuando l’esempio: diritto dei contratti), mente ma fino a un certo punto.

Allo stesso modo, è senz’altro plausibile che un candidato si attribuisca attitudini che gli appartengono limitatamente: un classico sono le bugie nel curriculum che riguardano le capacità relazionali, quelle di reagire bene allo stress, di saper lavorare e trovare soluzioni in gruppo, ecc. In questi casi, si tratta semplicemente di sopravvalutare le proprie qualità, oppure di presupporle senza una specifica messa alla prova.

Le bugie nel curriculum appena menzionate sono tendenzialmente innocue e, al più, potranno un giorno deludere il datore di lavoro nel caso in cui dovese scoprire che le capacità che vi eravate attribuiti non corrispondevano al vero.

Curriculum: quando non si può mentire?

Diverso è il discorso delle bugie nel curriculum che tendono a travisare in maniera sostanziale il proprio profilo lavorativo. Sarebbe del tutto scorretto attribuirsi titoli di studio non conseguiti, corsi di perfezionamento non frequentati o conoscenze (linguistiche, tecniche e quant’altro) non realmente possedute. Questo per un duplice ordine di motivi:

  • il datore di lavoro, presto a tardi, vi smaschererà;
  • la vostra reputazione potrebbe essere irrimediabilmente compromessa. Si pensi al datore di lavoro che, prima di assumervi, decida di contattare il precedente capo per verificare se ciò che avete scritto nel curriculum corrisponde al vero: se scoprirà che avete mentito, questo potrebbe ripercuotersi anche sulle vostre future candidature.

Bugie nel curriculum: cosa si rischia?

Mentire spudoratamente nel proprio curriculum comporta il rischio di essere licenziati; ma non solo. Distinguiamo allora i casi in cui il curriculum bugiardo sia inviato ad un datore privato da quelli in cui lo stesso venga indirizzato ad una pubblica amministrazione.

  • Datore di lavoro: il rischio, chiaramente, è quello di essere licenziati o, addirittura, di non superare nemmeno il periodo di prova;
  • Pubblica amministrazione: secondo la Corte di Cassazione [1], la falsificazione potrebbe condurre al reato di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, con possibile reclusione fino a due anni.

note

[1] Cass., sent., n. 15535/2008.


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