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Fallimento e debiti scaduti: che fare?

16 giugno 2018


Fallimento e debiti scaduti: che fare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 giugno 2018



In riferimento alla legge fallimentare e più precisamente ai debiti scaduti sotto i 30.000 mila euro, possono presentarsi anche dei creditori che hanno delle citazioni in corso fatte dal sottoscritto? Ad esempio, ho il problema con la banca che è in liquidazione coatta amministrativa ed ha ceduto il credito. Questa nuova società può insinuarsi come secondo (esempio) creditore nella richiesta di fallimento di un creditore?

Per essere precisi va detto che il calcolo sui 30.000 euro di debiti scaduti viene fatto dal tribunale durante la cosiddetta fase di istruttoria pre fallimentare.

Questo vuol dire che il calcolo sui debiti scaduti superiori o inferiori ai 30.000 euro viene fatto sullabase dei debiti che risultano dagli atti depositati:

– solo dal creditore o dai creditori che hanno proposto il ricorso per far dichiarare ilfallimento;

– dai documenti che il debitore stesso deve depositare;

– dai documenti che il tribunale stesso acquisisce di sua iniziativa.

Quindi, se da questi documenti emergono debiti di ammontare superiore ai 30.000 euro il tribunale potrà dichiarare il fallimento.

Per essere ancora più chiari, va sottolineato che se un solo creditore propone il ricorso per far dichiarare il fallimento, il tribunale dovrà verificare il superamento o meno dei 30.000 euro dei debiti scaduti tenendo conto:

– dei debiti scaduti indicati nel ricorso proposto dal creditore;

– dei debiti scaduti che eventualmente risultano dalla documentazione contabile depositata daldebitore;

– dei debiti scaduti che emergono dai documenti che il tribunale acquisisce d’ufficio (iltribunale, ad esempio, chiede solitamente all’Agenzia delle Entrate – Riscossione di

depositare l’estratto ruolo dei debiti fiscali: questo vuol dire che se esiste un debito neiconfronti dell’Agenzia delle Entrate, questo debito viene sempre calcolato per verificare se illimite dei 30.000 euro è stato superato o no, anche se l’Agenzia delle Entrate non hapresentato il ricorso per far dichiarare il fallimento del debitore).

Invece se esistono altri creditori (diversi dall’Agenzia delle Entrate) che non hanno presentato ilricorso per far dichiarare il fallimento, il tribunale non calcolerà i loro crediti per verificare se il limitedei 30.000 euro è stato superato o no.

Perciò se la banca cui fa riferimento il lettore non presenta il ricorso per far dichiarare il fallimento, ilcredito di questa banca non sarà calcolato dal tribunale per verificare se il limite dei 30.000 euro èstato superato o no, a meno che questo stesso credito di questa banca non risulti comunque dagli atti e dai documenti di cui il tribunale dispone nella fase pre fallimentare ad esempio perché questo credito risulta dai suoi stessi documenti contabili (nei bilanci, ad esempio).

Ovviamente, se il tribunale verifica che i debiti scaduti superano i 30.000 euro dovràdichiarare il fallimento.

E dopo che il fallimento è stato dichiarato si aprirà una nuova fase (quella fallimentare vera epropria) nella quale i creditori che non avevano presentato il ricorso per far dichiarare il fallimentoavranno la possibilità di insinuarsi nel passivo fallimentare presentando le domande di ammissione alpassivo.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv.Angelo Forte

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