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Pignoramento mobiliare per debiti condominiali: cosa fare

29 giugno 2018


Pignoramento mobiliare per debiti condominiali: cosa fare

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 giugno 2018



Ho un contenzioso con l’amministratore di condominio e sono certa che tra le altre procedure chiederà pignoramento mobiliare. Come posso evitarlo? Non può per vari motivi ottenere altro? Vorrei evitare il comodato d’uso.

Il pignoramento mobiliare viene eseguito dall’ufficiale giudiziario che, come stabilisce la legge (articolo 513 del codice di procedura civile), si reca nella casa del debitore e negli altri luoghi a lui appartenenti per ricercare le cose da pignorare.

Questo vuol dire che l’ufficiale giudiziario può cercare i beni mobili da pignorare (portando con sé il titolo esecutivo ed il precetto) non solo nell’appartamento di proprietà del debitore, ma in ogni luogo in cui il debitore abita di fatto e stabilmente anche se la casa è di proprietà di una persona non debitore (per la legge, infatti, la casa del debitore in cui l’ufficiale giudiziario può cercare i beni mobili da pignorare non è solo la casa di proprietà del debitore, ma anche qualsiasi altra casa in cui il debitore abita di fatto e stabilmente anche se di proprietà di terzi).

Dunque l’ufficiale giudiziario può eseguire il pignoramento in qualunque appartamento nel quale il debitore abiti stabilmente e può pignorare qualunque bene mobile egli trovi in queste case: la legge infatti stabilisce la presunzione che i beni che si trovano nei luoghi in cui il debitore abita di fatto e stabilmente siano di proprietà del debitore.

Se, invece, i beni mobili che l’ufficiale giudiziario intende pignorare nella casa del debitore non fossero di proprietà del debitore, ma ad esempio del proprietario della casa o di un’altra persona che abiti in quello stesso appartamento, queste persone non possono evitare il pignoramento nemmeno dimostrando all’ufficiale giudiziario di essere loro i proprietari della cosa pignorata, ma dovranno fare un apposito ricorso al giudice dell’esecuzione (ricorso che prende nome di opposizione di terzo che è disciplinata dall’articolo 619 del codice di procedura civile).

Perciò per evitare il pignoramento è del tutto inutile far vedere all’ufficiale giudiziario un atto scrittoavente data certa precedente al pignoramento che dimostri che il proprietario del bene non è ildebitore ma una persona che non è debitore.

L’ufficiale giudiziario, infatti, non ha per legge il potere di evitare il pignoramento nemmeno se glivenisse esibito un documento di questo tipo: può essere solo il giudice a decidere su questequestioni, ma solo dopo che il pignoramento è stato eseguito.

Per questi motivi, per evitare il pignoramento, le strade percorribili sono solo le seguenti:

– portare via in anticipo, dai luoghi in cui il debitore abita di fatto e stabilmente, tutti i beni pignorabili di un certo pregio che si vogliono sottrarre al pignoramento perché non sono del debitore o perché, pur essendo beni di proprietà del debitore, li si vuole comunque sottrarre al pignoramento (occorre però tener presente che l’ufficiale giudiziario, nel momento in cui i beni pignorati risultino insufficienti a soddisfare il credito, invita il debitore ad indicare altri beni pignorabili, i luoghi in cui si trovano o le generalità delle persone debitrici del debitore,avvertendolo della sanzione prevista dalla omessa o falsa dichiarazione);

– nel momento in cui l’ufficiale giudiziario si dovesse presentare per eseguire il pignoramento mobiliare, il debitore può evitare il pignoramento versandogli la somma per la quale si procede e l’importo delle spese, con l’incarico di consegnarli al creditore, e con la possibilità di fare riserva di chiedere in seguito la restituzione della somma (articolo 494 del codice di procedura civile, 1° e 2° comma), oppure può evitare il pignoramento di cose depositando nelle mani dell’ufficiale giudiziario una somma di denaro pari all’importo del credito e delle spese, aumentato di due decimi: in questo caso il pignoramento si trasferisce sulla somma depositata nelle mani dell’ufficiale giudiziario (articolo 494, comma 3°, del codice di procedura civile).

Per completezza, deve aggiungersi che:

– la legge, cioè l’articolo 514 del codice di procedura civile, dichiara assolutamenteimpignorabili (anche se di proprietà del debitore) alcuni beni: ad esempio vestiti, biancheria,

letti, tavoli per consumare i pasti e le relative sedie, il frigorifero, l’armadio guardaroba, stufe e fornelli da cucina, la lavatrice, utensili di casa e di cucina se indispensabili al debitore ed alle persone di famiglia con lui conviventi, gli animali d’affezione o da compagnia ecc.; sono però pignorabili tutti i mobili di rilevante valore economico, anche per accertato pregio artistico odi antiquariato);

– la legge, cioè l’articolo 515 del codice di procedura civile) dichiara pignorabili nei limiti di un quinto, gli strumenti, gli oggetti e i libri indispensabili per l’esercizio della professione,dell’arte o del mestiere del debitore a condizione che il presumibile valore di realizzo degli altri beni rinvenuti dall’ufficiale giudiziario o indicati dal debitore non appaia sufficiente per soddisfare il credito;

– la legge, cioè l’articolo 517 del codice di procedura civile, impone all’ufficiale giudiziario di eseguire il pignoramento sulle cose che lui ritenga di più facile e rapida liquidazione, dando in ogni caso preferenza al denaro contante, agli oggetti preziosi, ai titoli di credito e ad ogni altro bene che appaia di sicura realizzazione (cioè che con elevata probabilità sarà agevole vendere).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv.Angelo Forte


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