Diritto e Fisco | Editoriale

Come fare se l’ex prende una multa con la mia auto e non paga?

10 Giugno 2018


Come fare se l’ex prende una multa con la mia auto e non paga?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 Giugno 2018



Per eliminare il vincolo della responsabilità in solido è possibile recarsi al Pra e avviare la pratica di perdita del possesso dell’auto.

Ti sarà certamente capitato di ricevere una multa elevata alla tua auto mentre questa era guidata da tua moglie o da tuo figlio. In questi casi hai sempre pagato, magari dopo qualche sbuffo e un inevitabile rimprovero al responsabile. Ma cosa succede se si tratta dell’ex compagna o dell’ex coniuge con cui ti sei appena separato? In questi casi, il fatto di non aver più legami ti rende quantomeno libero dall’assumerti debiti che non sono tuoi; ciò nonostante a ricevere la multa sei stato anche tu, in quanto titolare del mezzo. Così ti chiedi come fare se l’ex prende una multa con la mia auto e non la vuole pagare? Qui di seguito cercherò di darti qualche consiglio per risolvere il problema.

La responsabilità in solido

Se qualcuno dovesse chiederti «Chi paga la multa?» probabilmente gli risponderesti «Chi ha commesso l’infrazione». Ripensandoci meglio potresti correggerti dicendo «Il proprietario dell’automobile a cui viene inviata la raccomandata a casa; perché è a lui che risale la polizia leggendo i registri automobilistici». Le cose stanno a metà. Il codice della strada infatti stabilisce [1] che risponde della contravvenzione stradale il trasgressore. Tuttavia la maggior parte dei verbali non viene contestata immediatamente e, di conseguenza, non è noto chi abbia realmente commesso l’infrazione: se il proprietario del veicolo o altre perone. Pertanto la legge [1] stabilisce in via generale che delle multe sono responsabili sia il proprietario del veicolo che l’autore della violazione. Si parla di «responsabilità in solido»: significa che l’amministrazione può pretendere il pagamento alternativamente e indifferentemente dall’uno o dall’altro. Per cui, se non paga uno dei due, a rimetterci potrà essere anche l’altro.

Quando l’effettivo trasgressore non è stato individuato, il più delle volte il proprietario viene invitato a fornire le generalità di quest’ultimo e gli estremi della patente ai fini della decurtazione dei punti (ciò non succede solo per quelle multe che non implicano la perdita dei punti come il divieto di sosta).

La responsabilità per le multe del coniuge

Il principio appena detto può essere applicato anche in ambito matrimoniale. Sicché per le multe prese dalla moglie con l’auto del marito, a risponderne sono entrambi. E se uno dei due non paga, la cartella esattoriale – naturale atto che consegue all’inadempimento – viene notificata a tutti e due.

Come detto, però, quando l’auto è comune difficilmente si porranno problemi di sorta sulla responsabilità. Le questioni sorgono però quando la coppia si separa.

La responsabilità per le multe dell’ex coniuge

Immaginiamo ora una situazione in cui i coniugi stiano procedendo alla separazione dei beni e siano in causa per la quantificazione dell’assegno di mantenimento. Nel frattempo l’uomo ha deciso di lasciare all’ex moglie l’auto a lui ancora intestata. In attesa del formale passaggio di proprietà, la donna viola il codice della strada e prende una multa. In questo caso il verbale finisce anche all’ex marito con una raccomandata a.r. Se la donna è stata fermata dalla polizia e la violazione le è stata contestata immediatamente, questa sarà corresponsabile insieme al proprietario. Se, diversamente, non è stato possibile procedere allo stop dovrà essere il marito, nei 60 giorni successivi, a comunicare i dati della patente dell’effettivo conducente. Ebbene anche in questo caso si verifica una situazione di responsabilità in solido sul pagamento della multa. Che fare se l’ex prende la multa e non vuole pagarla? Certamente il marito potrà versare l’importo per evitare l’aumento della spesa (è previsto un saggio di interessi del 10% che scatta ogni sei mesi: mica poco!) e la notifica della cartella esattoriale. Il punto però è come fare per evitare che l’episodio si verifichi nuovamente. A tal fine, se l’ex moglie non provvede alla “voltura” della proprietà, ossia al cambio di intestazione, il marito potrà recarsi al Pra e dichiarare la cosiddetta “perdita di possesso”. Dovrà versare l’imposta provinciale di trascrizione (ITP) che non sempre è di basso importo. In alternativa, è possibile procedere davanti al giudice di pace al costo di poche decine di euro (pari al contributo unificato) e instaurare una causa per la dichiarazione di «perdita del possesso».

In entrambi i casi, l’auto non risulterà più intestata al marito e tutte le successive multe non arriveranno più al suo indirizzo, né questi ne sarà responsabile.

note

[1] Art. 196 cod. strada


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