Diritto e Fisco | Editoriale

Si può essere riassunti dalla stessa azienda?

29 giugno 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 giugno 2018



È possibile stipulare due o più contratti in successione con lo stesso datore di lavoro?

Sei stato licenziato, o è scaduto il contratto a termine da un po’, e il tuo datore di lavoro ti vuole riassumere? Devi sapere che si può essere riassunti dalla stessa azienda: avere due contratti, o più, in successione con lo stesso datore di lavoro è perfettamente lecito, quindi il nuovo contratto non può causare problemi né a te, né al tuo datore di lavoro. Tuttavia, devi sapere che se vieni riassunto per le stesse mansioni non devi rifare il periodo di prova; inoltre, se hai stipulato più contratti a termine con la stessa azienda, nella generalità dei casi non puoi superare i 36 mesi complessivi. Per quanto riguarda il tuo datore di lavoro, riassumendoti non potrà fruire degli incentivi all’assunzione, almeno nella maggior parte dei casi. Ma procediamo per ordine e vediamo che cosa prevede la normativa nel caso in cui si sia riassunti dalla stessa azienda.

Il datore di lavoro può riassumermi con le stesse mansioni?

Sia che il rapporto precedente risulti terminato per dimissioni, che per licenziamento o risoluzione consensuale, il datore di lavoro è libero di riassumerti con le stesse mansioni. Non può, certamente, inquadrarti in un livello inferiore rispetto a quello che avevi maturato precedentemente, in quanto possiedi già l’esperienza necessaria. Può, invece, inquadrarti in un livello superiore, anche considerando ulteriori rapporti di lavoro intercorsi nel frattempo, che possono avere arricchito il tuo curriculum, o ulteriori titoli di studio.

Il datore di lavoro può farmi rifare la prova?

Se il datore di lavoro ti riassume con le stesse mansioni che avevi nel precedente contratto, non può obbligarti a rifare il periodo di prova: sull’argomento esistono numerose sentenze, secondo le quali obbligare il lavoratore a rifare il periodo di prova quando si viene assunti per le stesse mansioni è illegittimo, in quanto la valutazione è già stata effettuata.

Se, invece, ti assume con compiti differenti, per i quali le tue capacità non sono state testate, può farti rifare il periodo di prova. Bisogna, però, avere riguardo ai compiti effettivamente svolti ed all’eventuale funzionalità delle nuove mansioni rispetto a quelle precedenti: ad esempio, se nel contratto di lavoro sono indicate mansioni molto simili a quelle espletate nel precedente contratto, lo svolgimento di un periodo di prova appare discutibile. Lo stesso, ovviamente, nel caso in cui nel contratto siano indicate determinate mansioni e nel concreto siano svolte le mansioni già assegnate nel vecchio contratto.

Quante volte può’ assumermi il datore di lavoro?

Se è già capitato altre volte che il tuo datore di lavoro ti abbia assunto e poi licenziato, o che comunque i termini del contratto siano scaduti e tu sia stato riassunto, devi sapere che con lo stesso datore i contratti a termine, di pari livello e categoria legale, non devono superare in totale 36 mesi.

Vi sono determinate ipotesi, però, nelle quali è consentito stipulare un nuovo rapporto a tempo determinato, nonostante siano raggiunti i 36 mesi cumulativi di tutti i periodi di lavoro a termine, compresi eventuali periodi di lavoro svolti in somministrazione, aventi ad oggetto mansioni equivalenti.

Ad esempio, è possibile superare i 36 mesi se il contratto di lavoro viene stipulato presso l’Ispettorato territoriale del lavoro competente, con l’assistenza di un rappresentante di una delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.

Possono essere poi previste specifiche deroghe al superamento del periodo di 36 mesi da parte dei contratti collettivi.

Il termine dei 36 mesi complessivi non vale, comunque, per i lavoratori stagionali.

Il datore di lavoro che mi riassume ha diritto a degli incentivi?

La maggior parte degli incentivi all’assunzione viene negata a chi riassume lavoratori licenziati, o comunque in cui rapporto è terminato nei 6 mesi precedenti: questo, per evitare il licenziamento fraudolento, volto a riassumere il lavoratore per fruite delle agevolazioni.

Il datore di lavoro può essere obbligato a riassumermi?

Non sono pochi i casi in cui un datore di lavoro può essere obbligato a riassumere il lavoratore licenziato precedentemente.

Per quanto riguarda i lavoratori che hanno prestato la propria attività con uno o più contratti a termine, per un periodo superiore ai 6 mesi, questi hanno diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato, effettuate dal datore di lavoro nei 12 mesi successivi al termine del rapporto. Il diritto di precedenza, però, vale solo se la nuova posizione aperta corrisponde alle stesse mansioni già svolte in esecuzione del contratto a termine.

Sono fatte salve eventuali deroghe disposte dai contratti collettivi; inoltre, il lavoratore ha l’onere di manifestare la volontà di avvalersi di tale diritto entro 6 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Il diritto di precedenza non opera, invece, in caso di trasformazione a tempo indeterminato di un altro lavoratore a termine, in quanto non si tratta di una nuova assunzione.

Bisogna poi precisare che il datore di lavoro è tenuto obbligatoriamente a informare il dipendente della spettanza del diritto di precedenza, specificandolo nel contratto di lavoro.

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