Diritto e Fisco | Editoriale

Numero massimo di assenze scuola

10 giugno 2018


Numero massimo di assenze scuola

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 giugno 2018



Ci si assenta dalla scuola per vari motivi: malattia, voglia di staccare, paura di un’interrogazione, ecc. Ma quante assenze si possono fare in un anno senza rischiare la bocciatura?

Andare a scuola, per molti, rappresenta un sacrificio. Altri, invece, sono costretti ad assentarsi per i malanni di stagione che obbligano l’alunno ad un riposo totale che varia da un paio di giorni fino a qualche settimana. Alla fine dell’anno i docenti contano il numero di assenze fatte da ogni singolo studente, e se si supera una certa soglia c’è il rischio della bocciatura. Oggi, però, sembra che le troppe assenze non debbano essere l’unica giustificazione per rimandare l’alunno: una sentenza recente consente agli studenti di proseguire gli studi se non presentano alcun problema di apprendimento. In parole povere, chi fa troppe assenze (ma nello stesso momento dimostra di essere “bravo” a scuola) può essere promosso, perché è suo diritto formarsi culturalmente ed educativamente senza incontrare alcun ostacolo. Ma quando un ragazzino può essere bocciato e come si conta il numero massimo di assenze a scuola?

Quante assenze si possono fare a scuola

Secondo la legge [1] ogni alunno ha l’obbligo di frequentare almeno tre quarti dell’orario annuale. Cosa significa tre quarti? Semplicemente che su circa 200 giorni di scuola ciascuno studente deve risultare presente almeno per 150 giorni, avendo la possibilità di rimanere a casa per i restanti 50 giorni. Questi numeri sono approssimativi, poiché può capitare che una scuola conceda come giorni di ferie periodi non concessi da altri istituti. Ad esempio esistono le feste patronali, i giorni riservati alla disinfestazione delle aule, i giorni di “riposo” a seguito di una gita scolastica, ma anche le manifestazioni, gli scioperi, e la chiusura per malfunzionamento degli impianti idrici o di riscaldamento.

Tutti questi giorni in cui gli alunni saltano la scuola e sono giustificati dall’istituto non vengono conteggiati dal numero di assenze massimo, poiché nel calcolo sono incluse soltanto le assenze fatte singolarmente da ogni studente. La soglia dei tre quarti non è però assoluta, perché la stessa legge consente a ciascuna istituzione scolastica di prevedere casi eccezionali in cui tale limite può essere superato. Per superare questo limite, però, esistono due condizioni:

  1. la prima riguarda l’eccezionalità della non frequenza. Non deve trattarsi di una consuetudine, ma di situazioni di una certa gravità che obbligano il ragazzo a doversi assentare dalle lezioni per motivazioni comprovate tramite certificati e documenti (ad esempio, il certificato medico che attesta una malattia);
  2. la seconda condizione, importantissima, riguarda la possibilità di valutare comunque l’alunno ed il suo profitto. Nei giorni in cui lo studente è presente a lezione egli deve dimostrare di aver imparato qualcosa, di aver tratto profitto dal percorso di studi intrapreso nell’anno in corso. Chi si assenta per malattia, e nel frattempo svolge i compiti a casa, in realtà sta semplicemente adempiendo ad un proprio dovere.

Poiché i giorni di frequenza possono variare da istituto ad istituto, nonché da Regione a Regione, è possibile calcolare in maniera precisa il numero di assenze a scuola partendo proprio dalle ore di lezione. Sempre secondo la legge, le ore di frequenza annuale variano da un minimo di 891 ore per i primi anni di liceo classico e scientifico, fino a giungere alle 1155 ore per un liceo artistico: su tali soglie si andranno a calcolare i tre quarti di ore minime richieste per la presenza dell’alunno. In questo modo, qualora le assenze risultassero maggiori rispetto a quelle obbligatorie, il collegio dei docenti avrà modo di giudicare l’alunno in merito al profitto raggiunto durante l’anno. Ed è proprio questo assunto che giustifica un’importante decisione del TAR di Puglia che ha annullato la bocciatura di uno studente a causa delle troppe assenze.

Perché chi fa troppe assenze non può essere bocciato

I giudici amministrativi, di recente, hanno ritenuto ingiusta la bocciatura nei confronti di uno studente pugliese che si era assentato troppo da scuola. La motivazione? In realtà ne esiste più di una e riguardano non solo la possibilità di valutare l’alunno, quanto piuttosto la necessità di assicurare la prosecuzione del percorso formativo ed il dovere di avvisare i genitori dei rischi che corrono i propri figli. Se costoro rischiano di perdere l’anno, madre e padre hanno diritto di sapere quello che riguarda l’andamento scolastico degli studenti, in maniera tale da fare tutto il possibile per salvaguardare il percorso formativo. Già in precedenza il TAR della Puglia [2] si era espresso in merito al dovere della scuola di informare tempestivamente i genitori degli alunni ritenuti a rischio, perché solo attraverso una comunicazione formale (ad esempio mediante lettere, e-mail e non semplici colloqui non documentati neanche su verbali) è possibile attuare i principi di trasparenza e di buon andamento dell’istituto scolastico. In altri termini, se un ragazzo ha problemi a scuola, anche a seguito delle numerose assenze (spesse volte non giustificate), i genitori devono essere convocati per metterli a conoscenza di tutte le questioni che riguardano il figlio. Ma vediamo insieme cosa è successo nelle aule del TAR di Puglia in questi ultimi giorni.

Un ragazzo era stato bocciato in quanto risultava assente per un totale di 335 ore, un po’ troppe per giustificare il limite dei tre quarti imposti dalla legge. Tutto regolare, se non fosse che le assenze erano dovute allo stato di salute dell’alunno. Come se non bastasse, i genitori non erano stati avvertiti in alcun modo dell’imminente rischio bocciatura, nonostante lo studente avesse una media di voti che superava comunque la sufficienza. Impugnata la decisione della scuola di rimandare il ragazzo, i genitori hanno trovato l’appoggio dei giudici amministrativi che hanno accolto il ricorso annullando il provvedimento di bocciatura e condannando la scuola al pagamento delle spese legali.
I giudici, in sintesi, hanno affermato che l’ipotesi di bocciatura nei confronti di uno studente andrebbe valutata caso per caso, considerando quindi anche l’andamento scolastico ed il profitto dell’alunno. Nel caso specifico, il ragazzo aveva buoni voti, e l’eventuale ripetizione dell’anno scolastico avrebbe avuto conseguenze negative sul percorso educativo e culturale.

In effetti, nonostante la legge consideri impossibile scrutinare uno studente che si assenta troppo spesso, qualora risultasse dalle valutazioni intermedie (ad esempio i pagellini trimestrali o quadrimestrali) un andamento scolastico sufficiente, egli non dovrebbe essere rimandato. Si tratta di una decisione che inficia il diritto del ragazzo di conoscere nuove cose (ripetendo l’anno dovrebbe studiare sempre gli stessi argomenti), e la sua crescita culturale potrebbe essere compromessa. In diritto, circostanze del genere assumono il nome di “perdita di chance” perché fanno riferimento proprio a tutte quelle possibilità che vengono precluse a seguito di un fatto che non dipende da noi.
Inoltre, sempre i giudici amministrativi, hanno affermato che la bocciatura era ingiusta in quanto le assenze erano giustificate e dovute a questioni di salute. Il ragazzo comunque era stato valutato dai docenti poiché dai registri di scuola risultava che lo stesso aveva una media di voti che superava la sufficienza.
La sentenza del TAR è recente, ma fa riferimento ad un caso risalente all’anno precedente: in questo caso il ragazzo, pur essendo stato bocciato, era stato ammesso con riserva alla frequentazione dell’anno successivo. L’esio positivo dei giudici ha annullato del tutto la bocciatura.

Cosa fare quando si fanno troppe assenze a scuola

A tutti è capitato di assentarsi da scuola per questo o quel motivo. Qualcuno di noi magari ne ha approfittato per saltare un’interrogazione, mentre quel compagno secchione era l’unico ad entrare in classe anche con 38 di febbre. Se da un lato è difficile capire quante assenze si potranno fare nel corso dell’anno scolastico, dall’altro è bene tenere a mente tutti quei giorni in cui si salta la scuola, cercando di attenersi al limite dei tre quarti imposti dalla legge. Un buon modo potrebbe essere quello di annotare su di un foglio il numero massimo delle assenze fatte a scuola, in maniera tale da monitorare i giorni di frequenza dei propri figli. Ma gli imprevisti sono dietro l’angolo ed è possibile sforare quella soglia con il rischio della bocciatura. Ed allora, cosa fare quando si fanno troppe assenze?

In caso di problemi di salute è necessario procurarsi le documentazioni mediche che attestano la presenza di qualche patologia. Quest’ultima deve trattarsi di una malattia che costringe una degenza prolungata e lontana dai banchi scolastici. La documentazione dovrà essere fatta pervenire presso l’istituto dove è iscritto lo studente, e gli interessati (i genitori, ma anche lo studente maggiorenne) potranno chiedere ulteriori delucidazioni agli uffici di segreteria della scuola.
Può capitare però che le assenze siano dovute a circostanze familiari (un lutto, la malattia di un genitore, una trasferta prolungata per qualche settimana): in questo caso i genitori possono trovare un ottimo supporto nella figura del Dirigente Scolastico che potrà fornire un valido aiuto per prevenire la bocciatura.

Le assenze si fanno nel corso dell’anno, il ché fa presumere che gli studenti frequentino comunque le lezioni per un certo periodo di tempo. Un buon modo per evitare la bocciatura potrebbe essere quello di partecipare alle interrogazioni ed ai compiti svolti in classe in tutte le materie oggetto di studio. Ciò in quanto sia l’interrogazione che il compito sono metodi di valutazione dell’andamento scolastico dello studente, poiché ciascun docente appone un voto di merito sul proprio registro. Questo voto finisce negli scrutini intermedi, ossia quelli a fine trimestre o a conclusione del quadrimestre, e rappresenta una valutazione che riguarda proprio il profitto di ciascun alunno. Se un ragazzo prende alle interrogazioni 7 ed ai compiti 6, pur avendo fatto tante assenze ha comunque dato l’opportunità ai docenti di essere valutato. Diverso discorso è quando il ragazzo si assenta proprio nei giorni dei compiti in classe, perché in questo caso i professori non hanno alcun modo di sapere se l’alunno è preparato o meno.

Ragion per cui studiare è molto importante per la propria crescita personale, per la cultura e per l’educazione. Ma ha anche un ulteriore risvolto positivo, perché se ci assentiamo troppo da scuola, ma comunque abbiamo dimostrato di essere bravi, non c’è bocciatura che tenga: il merito è quello di essere promossi!

note

[1] Art. 14 del D.P.R. n. 122 del 22.06.2009

[2] TAR Puglia, sent. n. 640 del 29.05.2014


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