Diritto e Fisco | Editoriale

Raccomandata: quando si perfeziona

10 giugno 2018


Raccomandata: quando si perfeziona

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 giugno 2018



Il momento per il mittente e per il destinatario in cui decorrono i termini non è sempre lo stesso: le regole per gli atti giudiziari e per tutte le altre lettere spedite con posta raccomandata.

Quando il diritto ci mette lo zampino, anche le cose semplici possono nascondere regole complesse. Come la raccomandata. La cara vecchia raccomandata, con cui, prima dell’arrivo dell’email e della posta elettronica certificata, abbiamo spedito ogni forma di comunicazione, presenta qualche complicazione quando si tratta di verificare l’esatto momento in cui, almeno per la legge, il destinatario ne ha preso visione. Questo perché da tale momento potrebbero sorgere determinati effetti. Con la raccomandata infatti non vengono spedite solo diffide, ma anche multe, atti giudiziari, cartelle esattoriali e, come tutti sanno, è dall’attimo in cui il postino ti consegna la busta che puoi iniziare a contare il termine per la presentazione di un eventuale ricorso. Ebbene, il momento in cui la raccomandata viene consegnata al destinatario si chiama “perfezionamento”: la notifica si perfeziona quando l’atto è portato a conoscenza del destinatario. Il che, tradotto in una immagine concreta, significa da quando apri la porta al postino. Ma, come abbiamo anticipato, anche le cose semplici possono diventare complesse: si pensi al caso del destinatario che non è a casa quando arriva il portalettere o che rifiuta di ricevere la raccomandata o il cui nominativo non è più presente sul citofono nonostante l’indirizzo anagrafico sia quello sulla busta. Che succede in questi casi? Quando si perfeziona la raccomandata? È quello che cercheremo di comprendere in questo articolo.

Raccomandata: cosa può contenere?

Cosa può contenere una raccomandata? Basta aprire la busta per saperlo. Ma non tutti lo possono o lo vogliono fare. Il postino, che non trova nessuno a casa, lascia un avviso di giacenza con l’invito a ritirare la busta all’ufficio postale. Questo avviso contiene dei “codici raccomandata” grazie ai quali è possibile quantomeno comprendere di che natura di atto si tratta: se di una multa, un atto giudiziario, una cartella di pagamento, una lettera proveniente da un privato, ecc. Ed è proprio da questo punto che dobbiamo partire prima di spiegare quando si perfeziona la raccomandata. Difatti le regole possono sensibilmente cambiare (per come a breve vedremo) a seconda che la raccomandata segua le regole della notifica degli atti giudiziari o quelle invece della corrispondenza ordinaria. Nel primo caso rientrano le contravvenzioni stradali, le cartelle esattoriali, gli avvisi di accertamento dell’Agenzia delle Entrate, gli atti provenienti dal tribunale (ad esempio notifiche della Procura della Repubblica o della cancelleria della sezione civile, fallimentare, ecc.) o da un avvocato che si è valso dell’ufficiale giudiziario (ad esempio un atto di citazione, la notifica di un precetto o di un pignoramento, un decreto ingiuntivo, una intimazione a testimoniare, ecc.).

Leggi anche Raccomandata: come sapere il mittente.

Raccomandata: il problema del perfezionamento della consegna

Il problema di dover individuare un esatto momento in cui la raccomandata si considera legalmente spedita o consegnata riguarda solo quei casi in cui, da tali attività, derivano effetti giuridici e, quindi, è necessario accertare che siano stati rispettati i termini imposti dalla legge. Si pensi al caso della disdetta di un affitto (che deve essere spedita massimo non oltre 6 mesi dalla scadenza del contratto), a una contravvenzione per violazione del codice della strada (che va spedita entro massimo 90 giorni dalla commissione dell’illecito, ma dalla quale decorrono 30 giorni per fare ricorso al giudice e 60 per pagare e comunicare i dati dell’effettivo conducente), a un decreto ingiuntivo (che va notificato non oltre 60 giorni dall’emissione e dal quale decorrono 40 giorni per fare opposizione), a una cartella esattoriale (che non deve essere spedita oltre i termini di decadenza e prescrizione della singola imposta pretesa e dalla quale scattano 60 giorni per il ricorso), ecc.

Nessun problema si pone invece per le raccomandate contenenti comunicazioni che, per quanto perentorie e formali (si pensi a un invito a prelevare gli arredi lasciati dentro un appartamento) non sono soggette a termini.

Anche in una lettera di diffida, con l’intimazione a pagare delle somme di denaro, può essere importante comprendere quando la raccomandata si è perfezionata: e ciò al fine di verificare che il diritto di credito non si sia ormai prescritto.

Quando la raccomandata si considera spedita in tempo dal mittente

Per prima cosa dobbiamo chiarire qual è il momento in cui, per la legge, il mittente si considera in regola con i termini per la spedizione della raccomandata. Tutto dipende da quale tipo di atto viene spedito.

Regole per notifiche di atti giudiziari, cartelle e multe

Per multe, atti giudiziari e cartelle di pagamento vige la regola della cosiddetta «scissione degli effetti della notifica». In pratica:

  • per il destinatario, i termini per eventuali contestazioni iniziano a decorrere dal ricevimento della raccomandata
  • per il mittente, i termini per l’invio della lettera si considerano rispettati in un momento anteriore: quello della consegna della busta all’ufficio postale o all’ufficiale giudiziario.

Il che significa che eventuali ritardi del servizio postale non ricadono su nessuno dei due soggetti.

Ricordiamo che, dal 2018, anche le poste private possono essere eseguire formali notifiche se rispettano i requisiti ministeriali.

Regole per comunicazioni tra privati

Diversa è la regola per i cosiddetti “atti negoziali” ossia per le comunicazioni tra privati. Si pensi alla raccomandata con il recesso da un contratto di abbonamento (a una utenza telefonica, a una pay-tv, ecc.) o alla disdetta dell’affitto o a una intimazione di pagamento di un debito o una fattura insoluta. In questi casi il mittente può dire di aver rispettato i termini solo nel momento in cui il postino tenta la consegna al destinatario, ossia quando la raccomandata arriva all’indirizzo di quest’ultimo. È una regola che non tutti sanno e che crea spesso molti problemi di tipo legale. Facciamo un esempio. Immaginiamo che una persona debba dare disdetta dal contratto di affitto entro 6 mesi dalla scadenza per evitare che il contratto si rinnovi per altri quattro anni; è necessari che, entro il termine anzidetto, la busta arrivi alla residenza dell’inquilino. Per cui eventuali disguidi o ritardi postali ricadono sul mittente. Questi farà quindi bene a recarsi alle poste con qualche giorno (meglio settimana) di anticipo rispetto alla scadenza. Lo stesso dicasi per una lettera che deve interrompere dei termini di prescrizione: anche qui l’effetto intellettivo si verifica nel momento della consegna della busta.

Quando la raccomandata si perfeziona per il destinatario

Apparentemente più semplici sono le regole nel momento in cui dobbiamo verificare in quale momento la raccomandata si considera conosciuta dal destinatario. E ciò perché – verrebbe da dire – tale momento è sempre quello della consegna a mani della busta. Ma, come vedremo a breve, questa ipotesi non è così frequente. Spesso succede che il destinatario non sia a casa e che la busta venga consegnata a un familiare convivente o che venga riportata all’ufficio postale. Vediamo dunque tutte queste ipotesi.

Se il destinatario è a casa

Se il destinatario è a casa al momento dell’arrivo del postino e riceve la lettera, non si pongono problemi: la raccomanda si perfeziona (ossia produce effetti) quando questi la riceve e firma il registro del portalettere. È in questo momento che la consegna si può dire effettivamente avvenuta.

Se il destinatario rifiuta la raccomandata

Se il destinatario non vuole prendere in consegna la raccomandata, il postino la rispedisce al mittente. L’atto però si considera ugualmente notificato e conosciuto. Per cui, se si tratta di un atto giudiziario, di una cartella o di una multa i termini per il ricorso iniziano a decorrere lo stesso. Anche le diffide sortiscono ugualmente effetto. Per questo la scelta di rifiutare la raccomandata è la peggiore che, in tali casi, si possa fare.

Quando si perfeziona la raccomandata se il destinatario non è a casa

Se il destinatario non è a casa, il postino può consegnare la lettera a un familiare convivente o un addetto alla casa purché maggiore di 14 anni e non palesemente incapace. Se la persona si qualifica come familiare convivente e invece non lo è, spetta al destinatario della raccomandata contestare il difetto di notifica dell’atto (si pensi al caso della notifica ad un vecchio indirizzo: leggi Se mia madre accetta la notifica al posto mio è valida?). Solo in caso di assenza di queste persone, il postino può consegnare la busta al portiere dello stabile.

Un tempo, per le notifiche degli atti giudiziari, se la raccomandata veniva consegnata a uno dei soggetti appena elencati, il destinatario riceveva una seconda raccomandata (cosiddetta CAD, comunicazione di avvenuta notifica) con cui gli veniva comunicata appunto tale circostanza. Ciò serviva a garantirgli la possibilità di recuperare la lettera qualora il consegnatario si fosse dimenticato di dargliela. Oggi la Cad non esiste più sia per gli atti giudiziari che per tutte le altre raccomandate.

Vediamo ora quando si perfeziona la raccomandata se il destinatario non è a casa. Le regole sono diverse a seconda che si tratti di una notifica secondo le regole degli atti giudiziari (quindi: multe, cartelle, atti giudiziari veri e propri) o per tutte le altre raccomandate.

Atti giudiziari

Se né il destinatario, né un familiare è a casa quando arriva il postino, viene spedito il cosiddetto avviso di giacenza della raccomandata con il quale il destinatario viene messo a corrente del tentativo di notifica e che la busta è disponibile, per il ritiro, presso il più vicino ufficio postale. In tal caso

  • se il destinatario si reca all’ufficio postale per ritirare la busta nei primi 10 giorni da quando gli è stato inviato l’avviso di giacenza, la raccomandata si perfeziona nel momento di effettivo ricevimento;
  • se invece il destinatario ritira la busta dopo 10 giorni, il perfezionamento della notifica si considera realizzato al 10° giorno.  Per il calcolo di questi 10 giorni occorre escludere il giorno iniziale, coincidente con la data di invio della predetta raccomandata informativa;
  • la raccomandata mai ritirata all’ufficio postale si considera ricevuta il decimo giorno dall’invio della stessa.

L’atto resta comunque  in giacenza per 30 giorni se si tratta di una raccomandata ordinaria; per 6 mesi se si tratta di un atto giudiziario. Dopodiché si forma la cosiddetta «compiuta giacenza» e, almeno per la legge, la raccomandata si considera comunque notificata e conosciuta.

In parole più semplici: la raccomandata si considera sempre conosciuta, sia che venga ritirata, sia che non. Tuttavia, se viene ritirata prima di 10 giorni da quando l’ufficio postale ha inviato la raccomandata informativa, essa si considera ricevuta nel giorno stesso del ritiro; se invece viene ritirata dopo il decimo giorno, essa si considera ricevuta il decimo giorno dall’invio (e non dal ricevimento) della raccomandata informativa.

Tutte le altre raccomandate

Per tutte le altre comunicazioni la raccomandata si considera ricevuta nel momento in cui il postino – non trovando nessuno a casa – lascia nella cassetta l’avviso di comunicazione della giacenza, con l’invito a ritirare la busta all’ufficio postale. Non rileva qui il decorso dei 10 giorni che invece vale nell’ipotesi degli atti giudiziari. Difatti, il codice civile stabilisce che le comunicazioni si considerano ricevute nel momento in cui arrivano al domicilio del destinatario, sia che questi sia presente, sia che non lo sia. Ad esempio un avviso di convocazione dell’assemblea di condominio si considera ricevuto proprio quando arriva il postino anche se non c’è nessuno in casa ad aprirlo.

A tali conclusioni è arrivata la stessa Cassazione e sul punto ti consiglio di leggere l’approfondimento: Quando si può dire che una raccomandata è stata ricevuta?

Cos’è la compiuta giacenza?

Quanto appena detto ci consente di rispondere anche a un’altra frequente domanda: cos’è la compiuta giacenza? È la dichiarazione che viene messa dal postino con cui si attesta che la raccomandata – non consegnata all’indirizzo del destinatario perché questi era momentaneamente assente all’arrivo del portalettere – non è stata neanche ritirata all’ufficio postale nonostante l’invio dell’avviso di giacenza. In tal caso la raccomandata o l’atto si considerano regolarmente consegnati e notificati al destinatario.

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