Diritto e Fisco | Editoriale

Droghe leggere e droghe pesanti: qual è la differenza?

11 Giugno 2018 | Autore:
Droghe leggere e droghe pesanti: qual è la differenza?

Cos’è la legge Fini-Giovanardi? Com’è punito lo spaccio di droghe leggere? E quello di droghe pesanti?

In Italia drogarsi è legale; spacciare, invece, no. Sembra un controsenso, ma è proprio così: se fai uso di sostanze stupefacenti non commetti alcun crimine, ma se vendi o comunque cedi la droga ad altri, rischi grosso. Anche se si dovesse trattare di semplice marijuana.

Il vero problema della legge italiana è che non sempre è chiara in materia di stupefacenti. Con questo articolo cercheremo di comprendere meglio il fenomeno della droga in Italia, la sua disciplina legale e, in particolare, qual è la differenza tra droghe leggere e droghe pesanti.

Drogarsi è legale?

Prima ancora di affrontare il problema della differenza tra droghe leggere e droghe pesanti, spendiamo due parole sulle conseguenze legali di chi si droga in Italia. Secondo la legge, chi fa uso di droghe non commette alcun reato, salvo la possibilità di incorrere in sanzioni amministrative, come ad esempio la sospensione o la revoca della patente per chi è colto alla guida sotto effetto di sostanze stupefacenti, la revoca del porto d’armi, ecc. Al contrario, rischia pene molto dure colui che spaccia droga.

La legge punisce severamente (addirittura con pene fino a venti anni di reclusione) una serie di condotte che riguardano le sostanze stupefacenti: si va dalla coltivazione alla produzione, dalla fabbricazione all’estrazione passando per la cessione, l’offerta, la distribuzione, il commercio e il trasporto di sostanze stupefacenti [1].

Quindi, secondo il legislatore italiano, solo lo spacciatore incorre in reato; il tossicodipendente, dal punto di vista della conseguenze penali, può stare tranquillo.

Droghe leggere e droghe pesanti: sono uguali?

Detto della condizione legale, in Italia, di chi assume e cede sostanze stupefacenti, scendiamo nel dettaglio e parliamo del tipo di droga che rileva ai fini della sanzionabilità; cerchiamo di capire, quindi, se c’è differenza tra droghe leggere e droghe pesanti.

È di uso comune la distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti: tra le prime rientrerebbero quelle (come la marijuana e l’hashish, estratte entrambe dalla cannabis) che presentano un quantitativo di sostanza psicotropa (che sarebbe quella che provoca le alterazioni psicosensoriali e dà dipendenza) minimo, mentre tra le seconde (le droghe pesanti) si annoverano quelle che, invece, causano danni e dipendenza anche dopo poche assunzioni (si pensi alla cocaina, al crack, all’eroina, ecc.).

Orbene, fino a qualche anno fa per la legge italiana non c’era differenza tra droghe leggere e droghe pesanti: in entrambi i casi, lo spacciatore avrebbe risposto alla stessa maniera [2]. Tuttavia, l’equiparazione effettuata dalla legge è stata ritenuta incostituzionale dalla Consulta [3] sulla scorta della minore incidenza delle droghe cosiddette leggere sull’organismo dell’assuntore, con conseguente minore pericolosità sociale dello spaccio di queste sostanze.

Oggi, quindi, possiamo dire che lo spaccio di marijuana non sia punito come lo spaccio di cocaina: quest’ultimo è sanzionato più severamente del primo.  Ma attenzione: lo spaccio delle droghe leggere resta sempre e comunque reato! Cambia solamente il trattamento punitivo. In sintesi, quindi, sia la cessione di droghe leggere che di droghe pesanti costituisce reato.

Droghe leggere e droghe pesanti: come sono punite?

Detto della differenza tra droghe leggere e droghe pesanti, vediamo come viene punito lo spaccio. Con la riforma del 2006 (legge Fini-Giovanardi) che aveva equiparato la cessione di droghe leggere a quelle di droghe pesanti, la pena prevista per lo spaccio di sostanze stupefacenti andava dai sei ai venti anni di reclusione (salvo casi di minor gravità, per i quali la pena è di gran lunga inferiore: dai sei mesi ai quattro anni).

La legge Fini-Giovanardi del 2006, quindi, aveva prodotto due effetti:

  • equiparare lo spaccio di droghe leggere a quelle pesanti;
  • prevedere un unico trattamento sanzionatorio, cioè la reclusione dai sei ai venti anni, leggermente inferiore a quello previsto in precedenza per le sole droghe pesanti, e cioè la reclusione da otto a venti anni.

A seguito della declatoria di incostituzionalità della legge Fini-Giovanardi, la differenza tra droghe leggere e droghe pesanti, sostanzialmente soppressa nel 2006, è riemersa prepotentemente, dando vita, quindi, a un duplice regime sanzionatorio:

  • per lo spaccio di droghe leggere, la pena è della reclusione da due a sei anni e della multa da euro 5.164 a euro 77.468;
  • per la cessione di droghe pesanti, invece, la pena è molto più elevata poiché va dai sei ai venti anni di reclusione, oltre a una multa da 26mila a 260mila euro.

note

[1] Art. 73, D.p.r. n. 309/90.

[2] Così come stabilito dalla cosiddetta legge Fini-Giovanardi, legge n. 49/2006 del 21.02.2006.

[3] Corte Cost., sent. n. 32/2014 del 12.02.2014.

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