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Unioni civili e convivenze di fatto: differenze

30 giugno 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 giugno 2018



Cosa sono le unioni civili? Qual è la differenza con le convivenze di fatto? Matrimonio e unione civile sono uguali?

Nel 2016 anche in Italia è stata introdotta la normativa che regola l’unione tra persone dello stesso sesso e la convivenza tra persone che non abbiano contratto matrimonio. La legge ha colmato una lacuna presente nel nostro ordinamento, fornendo finalmente una disciplina a quanti, pur formando una famiglia, non possono (o non vogliono) contrarre matrimonio. Con questo articolo parleremo delle unioni civili e delle convivenze di fatto, mettendone in risalto differenze e aspetti principali.

Unioni civili: cosa sono?

Come anticipato, una legge del 2016 ha introdotto le unioni civili [1]. Trattasi di istituto giuridico che tutela la convivenza tra persone dello stesso sesso, garantendo ad entrambe alcuni dei diritti e dei doveri tipici del matrimonio. Va necessariamente specificato, infatti, che tra unioni civili e matrimonio corrono delle profonde differenze:

  1. l’unione civile può riguardare solo persone dello stesso sesso;
  2. l’unione civile non riconosce espressamente l’obbligo di fedeltà né quello di collaborazione;
  3. nel matrimonio la moglie aggiunge il cognome del marito al proprio, mentre per l’unione civile è possibile che la coppia scelga il cognome di famiglia: le parti, mediante dichiarazione all’ufficiale di stato civile, possono indicare un cognome comune scegliendolo tra i loro cognomi. Inoltre, i partner potranno anteporre o posporre al cognome comune il proprio cognome, se diverso;
  4. in caso di scioglimento dell’unione civile, esso ha effetto immediato e non è previsto nessun periodo di separazione.

Unioni civili e matrimonio: aspetti comuni

Nonostante le differenze sopra elencate, gli aspetti che accomunano le unioni civili al matrimonio sono numerose. Di seguito le principali:

  • entrambe le parti sono tenute, ciascuna in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale e casalingo, a contribuire ai bisogni comuni dell’unione;
  • le parti concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare e fissano la residenza comune; a ciascuna delle parti spetta il potere di attuare l’indirizzo concordato;
  • i regime patrimoniale dell’unione civile, in mancanza di diversa convenzione patrimoniale, è costituito dalla comunione dei beni.
  • sotto il profilo successorio, l’unione civile conferisce alle coppie il diritto alla legittima.

Convivenze di fatto: cosa sono?

Con la stessa legge del 2016 in Italia è stata introdotta anche la disciplina per le coppie che, di fatto, vivono come se fossero unite in matrimonio: sono le convivenze di fatto. Secondo la legge, per conviventi di fatto  si intendono due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca  assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile.

La convivenza di fatto tra persone dello stesso sesso o eterosessuali può essere attestata da un’autocertificazione, redatta in carta libera e presentata al comune di residenza, nella quale i conviventi dichiarano di convivere allo stesso indirizzo anagrafico. Il Comune, fatti gli opportuni accertamenti, rilascerà il certificato di residenza e stato di famiglia. Non vi è alcun obbligo per i conviventi di presentare la predetta autocertificazione, in quanto la convivenza può essere provata con ogni strumento, anche con dichiarazioni testimoniali.

Lo status di convivente di fatto comporta il riconoscimento di specifici doveri e diritti. Tra i più significativi ricordiamo:

  • stessi diritti che spettano al coniuge nei casi previsti dall’ordinamento penitenziario;
  • in caso di malattia grave tale da comportare un deficit della capacità di intendere e volere, il convivente può delegare l’altro a rappresentarlo in tutte le decisioni che lo riguardano in ambito di salute; al convivente è riconosciuto altresì il diritto di visita e di assistenza nelle strutture ospedaliere;
  • il convivente superstite succede nel contratto di locazione al convivente defunto, e può anche essere inserito nelle graduatorie per l’assegnazione degli alloggi popolari.

Unioni civili e convivenze di fatto: quali differenze?

Dopo aver analizzato gli aspetti principali delle unioni civili e delle convivenze di fatto e averli paragonati entrambi al matrimonio, è facile dedurre le differenze che passano tra i due istituti. Le unioni civili sono state concepite per la tutela delle coppie omosessuali le quali a lungo sono state destinatarie di un trattamento differente rispetto alle coppie eterosessuali. Anzi, in effetti nessuna tutela specifica era per loro prevista. Pur non potendo essere equiparata in tutto e per tutto al matrimonio, l’unione civile è ciò che più si avvicina ad esso.

La convivenza di fatto, invece, è rivolta a tutte quelle persone, indifferentemente omosessuali o eterosessuali, che hanno deciso di non contrarre matrimonio né di sancire il loro legame attraverso l’unione civile, ma che comunque sono meritevoli di una tutela rispetto a determinati aspetti della vita, primo fra tutti quello della malattia.

note

[1] Legge n. 76/2016 del 20.05.2016 (cosiddetta legge Cirinnà).

Autore immagine: Pixabay.com

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