Diritto e Fisco | Editoriale

Dis-coll: disoccupazione per collaboratori 2018

11 giugno 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 giugno 2018



Chi ha diritto alla Dis-coll nel 2018, come si calcola, quanto dura, come si richiede.

Anche i cococo hanno diritto alla disoccupazione, alla pari dei lavoratori dipendenti: l’indennità di disoccupazione per i collaboratori, che si chiama Dis-coll, è diventata infatti una misura permanente a partire dal 2017. Per ottenerla sono sufficienti 3 mesi di contributi alla gestione Separata, ma i requisiti da soddisfare ed i benefici concessi sono diversi rispetto a quelli richiesti ai lavoratori subordinati. Inoltre, non tutti i collaboratori hanno diritto alla Dis-coll

Sono molto simili, invece, le cosiddette misure di condizionalità: anche i collaboratori, dunque, come i dipendenti, devono impegnarsi nelle attività di formazione ed a cercare un nuovo lavoro, pena la perdita dell’indennità.

Ma procediamo per ordine e vediamo come funziona la Dis-coll, disoccupazione per collaboratori 2018: a chi spetta, a quanto ammonta, quanto dura, come si presenta la domanda.

Chi ha diritto alla Dis-coll?

Possono beneficiare della Discoll, i lavoratori parasubordinati iscritti alle Gestione separata dell’Inps in modo esclusivo. Si tratta dei cosiddetti cococo o collaboratori, che versano l’aliquota complessiva del 34,23% all’Inps.

Non hanno diritto a percepire la disoccupazione, invece, coloro che non risultano iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, come i pensionati e gli iscritti ad altre casse: questi, difatti, non versano l’aliquota aggiuntiva dello 0,72%, ma hanno un’aliquota pari al 24%.

L’accesso alla Discoll non è precluso, invece, ai lavoratori pubblici, agli assegnisti e ai dottorandi: i cococo impiegati presso le pubbliche amministrazioni, dunque, in quanto non esclusi dalla normativa, possono pienamente beneficiare della disoccupazione per i parasubordinati.

Nel dettaglio, la disoccupazione Dis-coll spetta ai collaboratori, agli assegnisti ed ai dottorandi titolari di borse di studio: queste categorie hanno diritto alla disoccupazione Dis Coll e pagano alla gestione Separata il 34,23% dei compensi come contributi (di cui 1/3 a loro carico e 2/3 a carico del committente).

Chi non ha diritto alla Dis-coll?

Non hanno invece diritto alla Dis-coll:

  • amministratori, sindaci o revisori di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica: l’aliquota contributiva degli appartenenti a queste categorie è pari al 34,23%;
  • componenti di collegi e commissioni: l’aliquota contributiva degli appartenenti a queste categorie è pari al 33,72%;
  • i pensionati e gli iscritti ad altre gestioni previdenziali: l’aliquota contributiva degli appartenenti a queste categorie è pari al 24%;
  • venditori porta a porta e lavoratori autonomi occasionali con reddito oltre 5milaeuro: l’aliquota contributiva degli appartenenti a queste categorie è pari al 33,72%;
  • associati in partecipazione (con contratti ancora in essere) e medici in formazione specialistica: l’aliquota contributiva degli appartenenti a queste categorie è pari al 33,72;
  • lavoratori autonomi: l’aliquota contributiva degli appartenenti a queste categorie è pari al 25,72%.

Nonostante la Dis-coll non spetti, la maggior parte dei lavoratori elencati pagano l’aliquota aggiuntiva dello 0,72%, che è dovuta in quanto la gestione separata assicura un’indennità in caso di maternità, ricovero ospedaliero o malattia. Solo i lavoratori pensionati o iscritti ad altre gestioni previdenzialinon ne hanno diritto.

Quali sono le condizioni per ottenere la Dis-coll?

Per beneficiare della Discoll è necessario possedere lo stato di disoccupazione; in particolare, si è in possesso dello stato di disoccupazione se:

  • il collaboratore è privo d’impiego;
  • il collaboratore ha reso la Did, dichiarazione d’immediata disponibilità al lavoro ed alla partecipazione alle misure di politica attiva: la Did può essere resa all’Inps, anche in via telematica, assieme alla domanda Discoll, o presso un centro per l’impiego, o, ancora, tramite il portale Anpal.

Sono compatibili con la Dis-coll l’impiego subordinato inferiore o pari a 5 giorni (in questo caso l’indennità è sospesa e riprende a decorrere terminato il rapporto) e l’attività lavorativa autonoma o parasubordinata entro il rispetto di precise soglie di reddito.

In particolare, i limiti sono:

  • possesso di un reddito sino a 8mila euro per il nuovo lavoro parasubordinato (in questo caso l’indennità è ridotta in misura pari all’80% del nuovo reddito);
  • possesso di un reddito sino a 4800 euro per la nuova attività di lavoro autonomo (anche in questo caso l’indennità è ridotta in misura pari all’80% del nuovo reddito).

La Discoll è riconosciuta ai lavoratori che soddisfano congiuntamente i seguenti requisiti:

  • siano, come appena esposto, in stato di disoccupazione al momento della presentazione della domanda;
  • possano fare valere almeno tre mesi di contributi nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno civile precedente la cessazione della collaborazione sino alla cessazione stessa (accredito contributivo di tre mensilità).

Per la precisione, il requisito contributivo di tre mesi viene riferito all’anno solare (dal 1° gennaio al 31 dicembre) precedente al termine del rapporto: si tratta di una stabilizzazione di quanto già previsto dalla normativa preesistente.

È stato invece eliminato, dal 2017, il vecchio requisito che richiedeva che il lavoratore possedesse, nell’anno solare di cessazione della collaborazione, un mese di contribuzione oppure un rapporto di collaborazione di durata pari almeno ad un mese, che abbia dato luogo a un reddito almeno pari alla metà dell’importo che dà diritto all’accredito di un mese di contribuzione (circa 655 euro, per il 2018).

Se i contributi risultano dovuti dal committente e non versati, il collaboratore non ha diritto alla disoccupazione, in quanto, non essendo dipendente, non opera il principio di automaticità della prestazione (che opera solo per l’indennità di maternità, relativamente ai collaboratori).

A quanto ammonta la Dis-coll?

Per calcolare la Dis-Coll, è necessario prima determinare il reddito medio mensile del lavoratore: questo è pari all’imponibile previdenziale relativo all’anno in corso ed all’anno precedente, diviso per il numero di mesi di contributi, o loro frazione.

Una volta ottenuto l’imponibile Dis-Coll, si può quantificare l’indennità, pari al 75% dell’imponibile, sino ad un massimo di 1.208,15 euro; oltre questa soglia, l’indennità va determinata incrementando l’imponibile del 25% della differenza tra quest’ultimo e la retribuzione media, sino ad un massimo di 1.314,30 euro.

L’indennità si riduce del 3% ogni mese a partire dal primo giorno del quarto mese di fruizione (cioè dal 91° giorno di fruizione).

Quanto dura la Dis-coll?

La Dis-coll ha una durata pari alla metà dei mesi di contribuzione presenti nel periodo compreso tra il 1° gennaio dell’anno solare precedente la fine del rapporto di collaborazione e il termine del rapporto stesso, sino a un massimo di 6 mesi.

Ai soli fini della durata non sono contati i periodi che hanno già dato luogo ad erogazione di una prestazione di disoccupazione. Se la prestazione è stata ricevuta solo parzialmente, in occasione della presentazione di una nuova domanda di Discoll non saranno considerati, per quanto riguarda il calcolo della durata, un numero di mesi di contributi pari al doppio dei mesi di prestazione fruiti.

Come si invia la domanda per la Dis-coll?

La domanda per ottenere la Discoll può essere inviata online, utilizzando i servizi Inps per il cittadino, tramite contact center Inps Inail, oppure tramite patronato.

Per inviare la domanda online, si deve:

  • innanzitutto, possedere il codice Pin personale per accedere al sito dell’Inps, la Carta nazionale dei servizi o l’identità unica digitale Spid;
  • bisogna poi cercare, attraverso la maschera di ricerca, la sezione “Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito”;
  • a questo punto, si deve cliccare sulla voce Dis-coll;
  • si deve poi compilare il form di domanda Dis-coll, raggiungibile tramite il percorso “Dis-coll, Invio domanda”;
  • terminata la compilazione del form, si può scegliere se inviare subito la domanda, o salvarla e tornare a modificarla in un secondo momento; se si sceglie di inviarla subito, non potrai più cambiarla.

Se non si possiede il codice Pin per i servizi dell’Inps, si può inviare la domanda Dis-coll attraverso un qualsiasi patronato. In questo caso, si deve compilare il modello cartaceo di domanda Dis-coll, codice SR 154, scaricabile anche dal sito dell’Inps, sezione modulistica, ed il mandato al patronato.


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