Diritto e Fisco | Editoriale

Cosa fare quando la giustizia sbaglia

11 Giugno 2018
Cosa fare quando la giustizia sbaglia

La responsabilità dei giudici e i mezzi di impugnazione (appello, ricorso per Cassazione e revocazione straordinaria). Cosa fare quando la sentenza è il frutto di un errore.

«La giustizia è ingiusta»: chissà quante volte hai sentito o detto questa frase. Il fatto è che, se due persone si fanno causa e sono in buona fede, nel senso che ritengono entrambe di avere ragione, per forza di cose alla fine del processo ci sarà qualcuno che resterà deluso e che dirà che la giustizia è ingiusta. Lo dico da avvocato: non ho mai visto una persona che, perdendo una causa, abbia detto «Il giudice è stato saggio». Eppure non possiamo pensare che tutti i magistrati sbaglino o siano in malafede. La legge del resto consente loro di avere opinioni diverse e finanche di cambiarle a distanza di poco tempo. Ciò nonostante, è possibile che un giudice prenda una cantonata. Tant’è vero che la legge prevede dei rimedi per ovviare a tali errori. Allora, cosa fare quando la giustizia sbaglia? Ci sono numerosi rimedi. Di tanto parleremo in questo articolo.

La prima cosa di cui tenere conto è che, per il nostro ordinamento, più importante di una decisione corretta è la stabilità e la certezza dei rapporti giuridici. Se ciascuno potesse rimettere in discussione, in qualsiasi momento, una sentenza ottenuta diversi anni prima si paralizzerebbe la vita economica e sociale dell’intero Paese. Facciamo un esempio. Immaginiamo di vendere una casa e di subire una contestazione da parte dell’acquirente in merito a dei presunti difetti dell’immobile. Il giudice ci dà ragione. Da allora passano diversi anni; l’immobile intanto viene venduto. Il nuovo titolare ci ripropone la stessa causa per le medesime censure, causa che vinciamo una seconda volta. Alla sua morte, gli eredi attaccano di nuovo sullo stesso fronte. E così via. Una possibilità del genere finirebbe per rendere impossibile qualsiasi rapporto tra privati o con lo Stato. Per cui la legge fissa un termine entro cui contestare gli errori della giustizia: alla sua scadenza la decisione del tribunale, anche se errata, diventa irrevocabile.

L’impugnazione della sentenza

Fatta questa premessa possiamo vedere cosa fare quando la giustizia sbaglia. In generale è sempre possibile presentare appello e, contro quest’ultimo, il ricorso per Cassazione. Ecco perché si dice che esistono tre gradi di giustizia (anche se, in realtà – per come meglio vedremo a breve – non è proprio così). Contro le decisioni del tribunale si può ricorrere, entro 30 giorni, alla Corte di Appello; mentre, contro le decisioni del giudice di pace, si può ricorrere, sempre entro 30 giorni, al tribunale.

Il giudice di secondo grado è chiamato a rivedere integralmente il processo di primo grado. Tuttavia ciascuna delle parti non può richiedere ulteriori prove o sollevare nuove questioni non presentate già in primo grado. Diversamente, la decisione su tali aspetti – che sarebbe fornita per la prima volte – non avrebbe la possibilità di essere a sua volta appellata e le parti avrebbero, almeno su di esse, un solo grado di giudizio. Ecco perché prove e contestazioni vanno fatte tutte in primo grado: dopo è troppo tardi. Solo eccezionalmente, dimostrando di essere stati nell’impossibilità di acquisire tali prove sin da principio, il giudice può ammetterle anche in un momento successivo.

Contro le sentenze di appello è possibile presentare ricorso per Cassazione entro 60 giorni. In realtà, non si tratta di un terzo grado di giudizio perché il giudice non può rivedere tutta la controversia, ma solo alcuni aspetti limitati all’interpretazione della legge (sostanziale o processuale) o ai contratti collettivi. Ad esempio, la Suprema Corte non può valutare se il giudice di primo grado ha dato il giusto peso alle prove, ma deve verificare se questi non ha attribuito alla legge un significato diverso rispetto a quello che essa ha (o meglio, che le è stato dato in precedenza dalla stessa Cassazione).

Cosa fare se la sentenza sbagliata diventa definitiva?

Come abbiamo anticipato, una volta che spirano i termini per contestare l’errore della giustizia non c’è più modo – salvo quanto diremo a breve – di farlo correggere. In questi casi si dice che la sentenza passa in giudicato o, secondo una terminologia comune, “diventa definitiva”. In particolare, la sentenza diventa definitiva quando:

  • vengono esperiti tutti i mezzi di impugnazione;
  • scadono i termini per esperire le impugnazioni previste dalla legge.

All’esito di uno di questi due eventi la sentenza non può più essere corretta.

Se la sentenza è definitiva si può ugualmente impugnare?

Potrebbe succedere che un giudice dia ragione a una parte grazie ad una testimonianza falsa resa nel corso del processo. Chi ha le prove della falsità delle dichiarazioni del teste può denunciarlo per falsa testimonianza. Verosimilmente il processo penale arriverà ben oltre i termini per proporre appello o ricorso per Cassazione. Che fare in questi casi? La legge consente un rimedio speciale per correggere l’errore della giustizia (che, in verità, è un errore indotto da un comportamento doloso di un terzo): la revocazione straordinaria.

In particlarea legge prevede la possibilità che il processo possa essere deviato da fatti esterni, che possono essere scoperti in qualunque momento, anche a distanza di molto tempo, e quindi anche dopo il passaggio in giudicato della sentenza, ossia dopo che questa diventa definitiva. Questi vizi occulti sono i motivi che possono essere posti alla base dell’impugnazione con revocazione straordinaria:

  • la sentenza è l’effetto del dolo di una parte in danno dell’altra (si deve trattare di una macchinazione fraudolenta, in un artificio o raggiro diretto e idoneo a paralizzare la difesa della controparte e ad impedire al giudice l’accertamento della verità, mediante il travisamento dei fatti e della situazione reale);
  • si è giudicato in base a prove dichiarate false dopo la sentenza oppure che la parte soccombente ignorava essere state riconosciute o dichiarate tali prima della sentenza;
  • dopo la sentenza si trovano uno o più documenti decisivi che la parte non aveva potuto produrre in giudizio per forza maggiore o per colpa dell’avversario; chi propone la revocazione ha l’onere di dimostrare che la propria ignoranza in merito all’esistenza dei documenti non è derivata da sua colpa fino all’assegnazione della causa a sentenza;
  • la sentenza è effetto del dolo del giudice, accertato con sentenza passata in giudicato.

Il termine per proporre revocazione straordinaria è di 30 giorni che decorre:

  • in caso di dolo di una parte: dalla scoperta del dolo;
  • in caso di falsità della prova: dalla scoperta della falsità;
  • in caso di ritrovamento di documenti decisivi: dal giorno in cui la parte ha avuto notizia dell’esistenza del documento assunto come decisivo;
  • in caso di dolo del giudice: dal passaggio in giudicato della sentenza che abbia accertato il dolo.

Se la giustizia lede diritti di terzi

Se un processo si è tenuto tra due soggetti ma finisce per pregiudicare i diritti di un terzo che non ha partecipato alla causa, questi può presentare la cosiddetta opposizione di terzo. Si pensi al caso di un giudizio che decide sulla proprietà di un terreno tra due persone mentre questa è invece di un’altra persona che non era stata citata.

La responsabilità dei giudici

La legge prevedere una responsabilità dei giudici tutte le volte in cui la sentenza è il frutto di dolo (malafede) o colpa grave o c’è stato diniego di giustizia. In tal caso, lo Stato risarcisce la parte danneggiata ed al Ministero della Giustizia, e non al giudice, che il cittadino si deve rivolgere per farsi indennizzare. Tuttavia, lo Stato si può a sua volta rivalere contro il magistrato. In particolare, si ha:

  • dolo quando il giudice assume un provvedimento, un atto o un comportamento con la consapevolezza di compiere un atto giudiziario o adotta un comportamento formalmente e sostanzialmente illegittimo, con la volontà di nuocere ingiustamente ad altri e ledere i diritti della parte soccombente;
  • colpa grave quando il giudice viola in modo evidente la legge o il diritto comunitario, travisa il fatto o le prove, o afferma un fatto la cui esistenza è senza dubbio esclusa dagli atti del procedimento o nega un fatto la cui esistenza risulta incontrastabilmente dagli atti del procedimento, oppure emette un provvedimento cautelare personale o reale fuori dai casi consentiti dalla legge oppure senza motivazione;
  • diniego di giustizia se c’è il rifiuto, l’omissione o il ritardo del magistrato nel compimento di atti del suo ufficio. Il particolare il diniego di giustizia scatta quando, trascorso il termine di legge per il compimento dell’atto, la parte ha presentato istanza per ottenere il provvedimento e sono decorsi inutilmente, senza giustificato motivo, 30 giorni dalla data di deposito in cancelleria. Se il termine non è previsto, debbono in ogni caso decorrere inutilmente 30 giorni dalla data del deposito in cancelleria dell’istanza volta ad ottenere il provvedimento.

Quanto all’azione di responsabilità verso i giudici, la competenza a decidere spetta al tribunale del capoluogo del distretto della corte d’appello del distretto più vicino a quello in cui è compreso l’ufficio giudiziario cui appartiene il giudice nei confronti del quale si intende agire in applicazione delle norme sui procedimenti nei confronti dei magistrati dettata dal codice di procedura penale.

Ci son tre anni per agire dalla data del fatto che ha creato il danno.

L’azione di risarcimento del danno contro lo Stato deve essere esercitata nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri. L’azione può essere esercitata soltanto quando siano stati esperiti i mezzi ordinari di impugnazione o gli altri rimedi previsti contro i provvedimenti cautelari e sommari, e comunque quando non siano più possibili la modifica o la revoca del provvedimento oppure, se tali rimedi non sono previsti, quando sia esaurito il grado del procedimento nell’ambito del quale si è verificato il fatto che ha cagionato il danno.


note

Autore immagine: 123rf com


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7 Commenti

  1. In quale momento, per quali giurisdizioni o con quali presupposti si inserisce il ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo?

  2. COSA FARE SE SVARIATI GIUDICI SBAGLIANO “VOLONTARIAMENTE” POICHE’ LE CANTONATE LE PRENDONO DI SOLITO PERCHE’ A PRIORI AVEVANO COMPLOTTATO CON I VARI DISONESTI E’ INCOMPETENTI AVVOCATI;PER CUI,HO TRATTASI DI COMPLETO MARCIUME E’ INCOMPETENZA SIA DEGLI AVVOCATI,SIA DI SVARIATI GIUDICI;”BASTA QUARDARE IN FACCIA ALLA REALTA’ CHE REGNA SOVRANA DA TANTI ANNI”;DIFATTI SI PENSA TANTO ED IN MODO PARTICOLARE PER GLI ANIMALI,E’ PER GLI EXSTRACOMUNITARI,MENTRE SI CERCA DI FAR MORIRE DI FREDDO,DI SETE E’ DI FAME SVARIATI ITALIANI POICHE’ TRATTASI DI “GENTE ONESTA”, SVARIATI TANGIBILI PROVE “ANCHE” PER CASI PERSONALI.

  3. Come fare per avere la vera giustizia corruzione in atti giudiziari, cause simulate, sentenze pilotate su materiale falso dichiarato e inoltrato dai parenti nei vari uffici dello Stato, Conservatoria Immobiliare di Roma 1/2/3..in Tribunale Ordinario civile ecc.e tanto altro dichiarato tutto falso ..cime contattare personalmente un magistrato poiché sono stata sempre bloccata dagli avvocati ecc.cordialmente M.Luisa Falcone

  4. Un condomino prepotente,pregiudicato, costruisce il muro del suo box abusivo sul terreno del posto macchina di un altro malcapitato condomino, Antonio; alle giuste rimostranze di questo risponde facendo causa con altri 7 condomini per cacciarlo e fargli annullare addirittura l’atto di proprietà. Antonio vince, anche in appello, che passa in giudicato. 2 anni dopo i delinquenti rubano la posta con l’avviso della udienza ed il malcapitato, contumace!, perde la causa perchè “a non domino della società costruttrice del box di Antonio”. Sentenza errata del 2008 del Giudice O.L.C. che annulla l’atto notarile di compravendita del 1972, dopo ben 37 anni !! Esiste invece il rogito notarile 1967 della società che dimostra che ha venduto ritualmente il box ad Antonio ed è tutto in regola. Sembra non si possa più fare nulla per riavere il box. Una causa per revocazione è fatta dagli eredi di Antonio ma è persa per scadenza dei termini di presentazione. cosa si può fare contro l’errore palese del giudice dimostrato da due atti pubblici notarili, Chi ha una idea valida per risolvere questa situazione? Grazie se potrete fare qualcosa.

  5. sono stato vittima di una sentenza pilotata ,ero controil padre di un magistrato e mi hanno appioppato un reato in primo grado che non ho mai commesso in appello hanno ridotto al limite minimo non concedendo le attenuanti generiche,in cassazione hanno ribaltato tutto quindi concesse attenuanti generiche ,pena sospesa e non mensione pero’ rimane il piccolo reato ,mi trovo sporcato dall’espletamento della giustizia per fare un favore al padre del giudice che é in mala fede, in particolare non vi é la prova regina del reato e i testimoni ( hanno dichiarato il falso) allora mi chiedo essendo un cittadino modello cosa posso fare per togliere questa sporca situazione?io sono stato sempre pulito e credo che dovrei esserlo ancora,,chi mi risponde?credo altres’ che l’avvocato difensore che avevo complottava con il giudice per interessi personali e di carriera,sono vittima di un complotto,,cosa poso fare?grazie.

  6. Vi racconto una storia, è la storia di un dentista che viene condannato da un tribunale per avermi causato un danno, e questi mi denuncia per diffamazione perchè avrei detto al CTU che il suo odontotecnico mi ha messo le mani in bocca, ed è stato denunciato dallo stesso CTU per abuso della professione medica, e il giorno prima della prescrizione, in tribunale vengo condannato io perchè secondo il PM di turno mi sarei contradetto, richiesta dallo stesso la pena di 2 anni e 1 mese di reclusione, il giudice mi ha condannato a 1 mese di reclusione e 2500 euro di provvisionale, il mio avvocato che si è fottuto 1600 euro in nero per farmi condannare in un processo cosi demenziale, mi sono rifiutato di pagare 2500 euro perchè non li avevo, mi domando se un giudice si chiede queste cose, secondo lui io avrei dovuto andare a delinquere per trovare questi 2500 euro? Bene mi attaccano pignorando la mia auto che è registrata nell’elenco dei beni strumentali della mia attività (La cassazione in diversi casi ha stabilito che non si può), il giudice delle esecuzioni che mi butta fuori dalla sua stanza e mi dice di farmi rappresentare da qualcuno, come se io fossi uno scemo qualunque (Questo dimostra che sono bravi ad avere a che fare con la FUNZIONE GIURIDICA, ma non con la persona umana (Non hanno nessuna giurisdizione) mi costringono a consegnare l’automobile e mi mettono in difficolta a lavorare, ho molte perdite, non posso pagare il mutuo e la banca mi segnala alla CRIF, quindi non posso chiedere prestiti, intanto devo pagare l’affitto del locale, doppie bollette, devo spendere 600 euro al mese per noleggiare un’auto, nel frattempo aspetto risposta dalla sentenza d’appello, non arriva mai, l’avvocato dice che la giustizia è lenta, poi arriva la sentenza un mese addietro per email dell’avvocato, la sentenza è datata giugno 2018 e dice che non c’è nulla da sentenziare per avvenuta prescrizione del reato, quindi cornuto e mazziato, adesso smetto perchè sto vomitando dallo schifo che provo.

  7. La mia storia è con fastweb e brevemente,ho due numeri di telefono, e voglio chiudere uno , faccio la procedura dando disdetta tramite pec. mi viene Detto che se lo chiudo non posso più riprendere quel numero, ok accetto dopo un mese mi chiudono il numero sbagliato tramite avvocato giudice di pace niente da fare arriva la sentenza del giudice che ho colpa e devo risarcire la fastweb di 2700 € che schifo di tutela e come posso far sapere al mondo intero di questo fatto !!!!!!!!

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