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NASpI e DIS-COLL: come fare ricorso in caso di sospensione?

1 Agosto 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 Agosto 2018



Ecco come fare ricorso qualora il titolare della NASpI riceve la decadenza, sospensione o decurtazione della NASpI o DIS-COLL

Sei titolare dell’indennità di disoccupazione NASpI o DIS-COLL e hai subito una decurtazione, sospensione o addirittura la decadenza dell’assegno mensile? Ritieni che il comportamento dell’Inps (Istituto nazionale della previdenza sociale) è scorretto e non sai come fare per riottenere quanto ti è stato ingiustamente sottratto? Forse non sai che è possibile appellarsi al Comitato per i ricorsi di condizionalità [1], entro 30 giorni solari dal ricevimento della sanzione.

A darne notizia è l’Anpal (Agenzia nazionale delle politiche attive del lavoro) con la Nota diffusa sul proprio portale telematico [2], che specifica nel dettaglio quali sono le tempistiche di presentazione del ricorso al Comitato, come inviarlo e soprattutto quale documentazione inoltrare. Andiamo quindi in ordine e vediamo nel dettaglio come fare ricorso in caso di sospensione della NASPI e DIS-COLL.

NASpI e DIS-COLL: riduzione, sospensione e decadenza

I nuovi sostegni al reddito introdotti dal Jobs Act [3] prevedono che in caso di perdita involontaria del posto di lavoro, è possibile chiedere per il disoccupato l’indennità di disoccupazione (NASpI). L’erogazione dell’assegno economico prevede che il lavoratore che ha ricevuto una misura di politica passiva, si impegni e partecipi attivamente a quelle che sono le misure di politica attiva introdotte dalla legge, pena la riduzione, sospensione o addirittura la perdita dell’indennità di disoccupazione.

Le sanzioni, che attiveranno secondo un meccanismi di condizionalità, saranno graduali, nel senso che si parte dalla riduzione del sostegno economico, fino ad arrivare alla decadenza della prestazione e quindi dello status di disoccupato.

Ma quando scattano le sanzioni? Principalmente quando il percettore di NASpI o DIS-COLL non si presenta al Centro per l’impiego agli appuntamenti concordati e senza un giustificato motivo, oppure laddove non accetta il lavoro proposto, almeno che ne sia impedito per cause di forza maggiore.

Ma prima di introdurre come sia possibile opporsi in via amministrativa ai provvedimenti adottati dai Centri per l’impiego rivolgendosi al c.d. Comitato per la condizionalità, osserviamo più da vicino quando si verificano gli eventi di riduzione, sospensione o decadenza dei sostegni al reddito.

NASpI e DIS-COLL: quando scatta la riduzione, sospensione o decadenza?

Come appena accennato, lee sanzioni prevedono un meccanismo c.d. di condizionalità, che possono consistere:

  • nella completa o parziale decurtazione della NASpI;
  • ovvero, nella sospensione o decadenza della stessa.

Quindi:

  • in caso di mancata presentazione, in assenza di  giustificato motivo,  alle  convocazioni, agli   appuntamenti   stabiliti con i Centri per l’impiego, ovvero alle iniziative di orientamento, si produce:
  • la decurtazione di un quarto di una mensilità, in caso  di prima mancata presentazione;
  • la decurtazione di una  mensilità,  alla  seconda  mancata presentazione;
  • la decadenza  dalla   prestazione   e   dallo   stato   di disoccupazione, in caso di ulteriore mancata presentazione;
  • in caso di mancata partecipazione, in assenza di giustificato motivo, alle  iniziative  di  carattere  formativo  o  di riqualificazione  o  altra  iniziativa  di  politica  attiva   o   di attivazione, si produce:
  • la decurtazione  di  una  mensilità,  alla  prima  mancata partecipazione;
  • la decadenza  dalla   prestazione   e   dallo   stato   di disoccupazione, in caso di ulteriore mancata presentazione;
  • in caso di  mancata  accettazione  di  un’offerta  di  lavoro congrua, in  assenza  di giustificato motivo, si ha la decadenza dalla prestazione.

Come fare ricorso in caso di riduzione, sospensione o decadenza?

Chi ha ricevuto una delle predette sanzioni dal Centro per l’impiego poiché non si è reso partecipe alle misure di politica attiva o non abbia accettato offerte di lavoro congrue, può presentare ricorso al Comitato per la condizionalità.

Il ricorso, che può essere presentato sia per motivi di legittimità che per motivi di merito, va presentato obbligatoriamente entro 30 giorni solari dal ricevimento della sanzione.

Il percettore del sostegno al reddito vedrà dunque recapitarsi un provvedimento direttamente dal Centro per l’impiego, il quale spiegherà dettagliatamente nell’informativa come fare se s’intende procedere con il ricorso al Comitato per la condizionalità, o al TAR, territorialmente competente. La missiva spiegherà anche che l’interessato dovrà muoversi entro 30 giorni dal ricevimento della sanzione

Dunque, i lavoratori che pensano di non meritare la decadenza, sospensione o riduzione della NASpI o DIS-COLL, possono fare ricorso compilando un apposito modulo presente sul sito dell’ANPAL e inviarlo, entro il predetto termine, via posta elettronica certificata oppure per raccomandata A/R ai seguenti indirizzi:

A seguito dell’invio della missiva:

  1. il Comitato, qualora non vi abbia già provveduto il ricorrente, comunica il ricorso agli altri soggetti direttamente interessati ed individuabili sulla base dell’atto impugnato, tramite posta elettronica certificata o posta elettronica ordinaria;
  2. entro 20 giorni dalla comunicazione del ricorso, gli interessati possono presentare al Comitato, con le medesime modalità sopra descritte, eventuali deduzioni e documenti;
  3. il Comitato si riserva di disporre gli accertamenti che ritiene utili ai fini della decisione del ricorso;
  4. il Comitato motiva la propria decisione e comunica la stessa al ricorrente, al Centro per l’impiego e ad eventuali altri soggetti interessati, tramite posta elettronica certificata (PEC) o posta elettronica ordinaria.

Quali documenti inviare per il ricorso?

Il ricorso va presentato secondo un modello prestampato disponibile sul sito dell’Anpal e deve essere accompagnato dai seguenti documenti:

  • copia del provvedimento del Centro per l’impiego di adozione della sanzione ricevuto dal ricorrente, con indicazione dell’avvenuta notifica da parte del Centro per l’impiego;
  • fotocopia del documento di identità del ricorrente in corso di validità (in particolare nei casi in cui per l’invio si utilizzi una casella di posta elettronica certificata non personale o non connessa in modo univoco al ricorrente);
  • ogni altra documentazione utile, ad esempio la copia dei documenti attestanti il giustificato motivo del/la ricorrente.

Al ricorso può inoltre essere allegata la documentazione ritenuta utile ai fini della definizione del ricorso da parte del Comitato. A titolo esemplificativo e non esaustivo, potranno essere allegati i seguenti documenti:

  • copia della documentazione attestante la presenza di giustificato motivo da parte del ricorrente;
  • documentazione comprovante l’avvenuta comunicazione/invio da parte del ricorrente al Centro per l’impiego della documentazione attestante il giustificato motivo;
  • eventuale altra documentazione a supporto del ricorso presentato.

 Cosa fare dopo il ricorso?

Dopo la presentazione del ricordo al Comitato, o al TAR territorialmente competente, tali organi possono adottare i seguenti provvedimenti:

  • inammissibilità del ricorso, qualora riconosce che non poteva essere proposto;
  • irregolarità sanabile, qualora assegna al ricorrente un termine, di regola non superiore a 30 giorni, per la regolarizzazione e, se questi non vi provvede, dichiara il ricorso improcedibile;
  • accoglimento del ricorso per motivi di legittimità o per motivi di merito.

Decorso il termine di 90 giorni dalla data di presentazione del ricorso senza che il Comitato adito abbia comunicato la decisione, il ricorso si intende respinto a tutti gli effetti, e contro il provvedimento impugnato è esperibile il ricorso all’autorità giurisdizionale competente o il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

Nel caso di accoglimento del ricorso (sia in sede amministrativa sia in sede giurisdizionale), verrà aggiornata la situazione della persona, riattivando, nel caso, la DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) e la decorrenza dello stato di disoccupazione.


note

 [1] Art. 21, co. 12 del D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 150.

[2] Anpal, Nota n. 6509 del 29 maggio 2018.

[3] Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22.


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