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Oss e disturbo psichico: si può lavorare con il 100% di invalidità

16 giugno 2018


Oss e disturbo psichico: si può lavorare con il 100% di invalidità

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 giugno 2018



Soffro di una patologia che mi ha portato ad una invalidità del 100% e, più precisamente,  la diagnosi è: disturbo schizzoaffettivo con inabilita al lavoro. Ho una qualifica di OSS. Posso svolgere il lavoro inerente alla mia qualifica?

Il riconoscimento di invalidità al 100% (anche, eventualmente, con diritto all’indennità diaccompagnamento) non significa che l’invalido sarà automaticamente considerato inabile perqualsiasi tipo di attività lavorativa.

Infatti l’accesso al lavoro delle persone disabili (anche psichiche) e anche invalide è disciplinato dallalegge 68 del 1999 che incoraggia l’inserimento lavorativo di queste persone.

In sostanza, la legge n. 68 del 1999 stabilisce le modalità con cui viene accertata la possibilità per uninvalido (anche invalido al 100% ed anche con diritto all’accompagnamento) di svolgere attivitàlavorativa compatibilmente con le sue condizioni fisiche e psichiche.

Anche per i disabili psichici è prevista questa stessa possibilità di inserimento (articolo 9, comma 4,della legge n. 68 del 1999).

L’accertamento della capacità globale, attuale e potenziale per il collocamento lavorativo del disabileanche psichico (anche se dichiarato invalido civile al 100% ed anche se con dirittoall’accompagnamento) non viene svolto dalla commissione medica che ha già accertato l’invalidità

civile, ma da un’altra commissione presso l’Asl composta anche da un operatore sociale e da unesperto secondo le regole previste dalla legge 104 del 1992.

Se, quindi, il lettore vuol verificare la possibilità di poter svolgere attività lavorativa dovrà:

1) innanzitutto seguire il percorso per iscriversi alle liste di collocamento speciale del cosiddetto“collocamento mirato” presso il Centro per l’impiego (presso cui gli verranno fornite tutte leinformazioni utili per la documentazione necessaria);

2) sottoporsi ad un accertamento davanti alla commissione medica dell’Asl e sarà questacommissione medica che verificherà se esiste per il lettore la possibilità di inserirsi nel mondo del lavoroanche con riferimento all’attività di operatore socio sanitario, tenuto conto non solo della sua

disabilità ma anche della tipologia di persone che dovrà assistere e degli eventuali rischi per lui e perle persone che assisterebbe;

3) se l’esito dell’accertamento condotto dalla commissione medica dell’Asl sarà positivo, il lettore potràaccedere al lavoro e/o a percorsi di inserimento mirato (anche eventualmente con riferimento alla sua qualifica di operatore socio sanitario se, come già detto, la commissione medica riterrà chequesto tipo di attività sia compatibile con la sua condizione).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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