Diritto e Fisco | Editoriale

Quando la dogana blocca un pacco

3 luglio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 luglio 2018



La merce che hai acquistato o che hai spedito fuori dall’Italia può essere bloccata in dogana per vari motivi. Quali sono? Cosa si può fare in questi casi?

Hai acquistato una maglietta che ti piace tantissimo. L’hai vista on line, era un vero affare: costava poco perché arrivava dalla Cina. Il pacco che aspettavi, però, tarda ad arrivare? Oppure, hai spedito un regalo al tuo migliore amico che si trova negli Stati Uniti ma non l’ha mai ricevuto? Questo può essere causato dal fatto che la merce che aspettavi o che hai spedito potrebbe essere bloccata in dogana. Ma quando la dogana blocca un pacco? Quali sono le motivazione? Cosa succede in questi casi?

Cos’è la dogana?

La dogana è un ente che ha il compito di controllare le merci in entrata (importazione) ed in uscita (esportazione) ed abilitato alla riscossione dei diritti doganali, ossia l’Iva ed i cosiddetti dazi doganali. Lo scopo è, da un lato, quello di regolamentare ed esaminare la merce che entra e che esce dal nostro Paese e, dall’altro, quella di riscuotere i diritti doganali al fine di aumentare le entrate fiscali e proteggere la produzione locale di determinati prodotti.

Come funziona la dogana?

Molte frontiere sono state abolite a seguito dei diversi accordi tra Stati volti alla libera circolazione delle persone e delle merci. Tuttavia, per tutti i Paesi che non fanno parte dell’Unione Europea (per esempio, la Svizzera) le pratiche doganali sono ancora vigenti.

Quando una merce proveniente da zone non rientranti nell’Unione Europea arriva in dogana, deve aver pagato il relativo dazio. In questo modo, può essere liberata dalla dogana (cosiddetto sdoganamento). Il pagamento del dazio, tuttavia, non è di per sé sufficiente: viene effettuato un controllo sia della merce, sia della documentazione che l’accompagna. A questo punto, se risulta qualcosa di anomalo (come si vedrà in seguito), la merce può essere trattenuta e questo “blocco” può durare diverso tempo.

Quando un pacco viene bloccato in dogana?

Può capitare che il vostro pacco venga bloccato alla dogana a seguito dei controlli svolti dall’Autorità doganale. Questi controlli possono avvenire all’entrata, cioè in caso di importazioni, o all’uscita, ossia in caso di esportazioni.

Se in dogana è bloccata una merce che state aspettando, si parlerà di controlli all’entrata. In tal caso, infatti, il prodotto è importato, ossia introdotto all’interno del nostro Paese. I controlli sulle importazioni hanno lo scopo di tutelare la sicurezza e l’ordine pubblico e quello di riscuotere i dazi. Ciò significa che tutte le volte in cui un pacco arriva da un paese extra-comunitario, verrà controllato, tassato e, eventualmente, “sdoganato”.

Se, viceversa, il pacco che risulta bloccato alla dogana è destinato ad un Paese estero e, dunque, deve uscire dall’Italia, si parlerà di controlli all’uscita, cioè controlli di diverso tipo. In particolare, l’Autorità doganale deve verificare che siano rispettate tutte le normative che riguardino l’esportazione di quella determinata merce (per esempio, quelle inerenti al trasporto di armi).

In entrambi i casi, qualora il controllo dia esito positivo, è rilasciata un’autorizzazione chiamata bolla doganale. Si tratta, cioè, di un documento consistente in una dichiarazione compilata e sottoscritta dal contribuente, nella quale viene indicata la destinazione della merce. E’ consegnata all’Autorità doganale ai fini della liquidazione dei diritti doganali dovuti. Una volta effettuata la suddetta liquidazione, la dichiarazione è annotata sul registro Import (in caso di importazione) o Export (in caso di esportazione) e corredata di numero e data. La bolla attesta, così, l’avvenuto pagamento dei diritti (se dovuti) e l’adempimento di specifiche formalità eventualmente prescritte per l’importazione o esportazione di quella determinata merce.

Le possibili motivazioni

Quando un pacco viene bloccato alla dogana (all’entrata o all’uscita), le motivazioni possono essere molteplici. Vediamole insieme.

  • la merce potrebbe essere contraffatta. Il servizio doganale, negli anni, è divenuto uno strumento molto importante per la lotta alla contraffazione. L’Autorità doganale, infatti, può bloccare intere partite di merce contraffatta prima che queste vengano introdotte e commercializzate nel territorio italiano oppure prima che fuoriescano dal territorio dello Stato per essere poi commercializzate in Paesi extra-comunitari. Inoltre, per legge [1], è possibile attivare uno specifico servizio di sorveglianza segnalando alle Autorità doganali (non solo italiane ma anche europee o di paesi extra-comunitari), il sospetto del possibile ingresso di merce contraffatta. E’ necessaria, a tal fine, la presentazione di un’istanza d’intervento doganale, cui deve essere allegata la documentazione utile a riconoscere il brevetto o il marchio (o gli altri diritti di proprietà industriale) oggetto della sorveglianza, nonché tutte le informazioni che permettano di svolgere l’incarico in modo efficace.
  • la merce potrebbe far parte di una di quelle categorie per le quali è previsto il divieto d’ingresso in Italia. Ci sono, infatti, tantissime tipologie di prodotti che non possono fare ingresso nel territorio italiano. Si tratta, a titolo non esaustivo: 1) dei medicinali vietati nello Stato di destinazione, 2) di tutti quegli elementi riconducibili ad ambienti protetti (per esempio, i coralli), 3) di determinate piante che non siano autorizzate dal Paese in cui devono far ingresso, 4) degli animali a rischio d’estinzione, 5) delle armi ed esplosivi, se non presente idonea autorizzazione, 6) della droga, 7) di particolari alimenti che potrebbero esporre a pericolo la salute pubblica ecc…
  • potrebbe essere stato omesso il pagamento dei dazi doganali. Questa problematica si riscontra soprattutto in caso di vendita on line di beni materiali, poi consegnati con mezzi tradizionali (per esempio, corriere espresso). Molto spesso, infatti, la merce è prodotta fuori dall’Unione Europea e viene messa in vendita on line da un soggetto che agisce da intermediario, ossia si limita a concludere i contratti di compravendita e ad incassare il prezzo, senza però introdurre materialmente i beni nel territorio comunitario. In questi casi, non è raro che sia omesso il pagamento dei dazi doganali. Se ciò accade, chi è responsabile dell’irregolare introduzione della merce nel territorio comunitario? Secondo la legge [2], in tal caso sono considerati debitori: 1) la persona che, materialmente, ha proceduto all’introduzione irregolare, 2) le persone che hanno partecipato a tale introduzione, pur sapendo che essa fosse irregolare, 3) le persone che hanno acquistato la merce, pur sapendo – una volta acquistata o ricevuta – che sarebbe stata introdotta in modo irregolare. E l’intermediario è coobbligato al pagamento dei dazi doganali? Secondo la giurisprudenza prevalente [3] l’intermediario deve essere considerato debitore dell’obbligazione doganale sorta per effetto dell’introduzione irregolare di merci nel territorio doganale dell’Unione Europea se, pur non concorrendo direttamente e materialmente all’introduzione, sapeva o, secondo ragione, doveva sapere, che tale introduzione sarebbe stata irregolare.
  • la documentazione potrebbe essere insufficiente o poco chiara. La merce in entrata ed in uscita deve essere accompagnata da una documentazione in cui viene specificata la tipologia della merce, le sue caratteristiche, eventuali autorizzazioni e, eventualmente, il suo quantitativo. Quando queste informazioni risultano incerte, insufficienti, contraddittorie o poco chiare, il pacco può essere bloccato in attesa di una più dettagliata specificazione della suddetta documentazione.

Cosa fare se il pacco è bloccato in dogana?

Se il pacco che aspettate o che dovete spedire fuori dall’Italia risulta bloccato in dogana, per prima cosa è consigliabile contattare il call center delle Poste italiane al numero 803.160. Fornendo il numero di spedizione, potrete chiedere il motivo per il quale il vostro pacco è stato bloccato. A questo punto, normalmente, vi verrà chiesto di inoltrare un fax all’Ufficio doganale allegando i seguenti documenti:

  • codice fiscale o partita Iva;
  • copia del documento d’identità;
  • copia della fattura che attesta il pagamento o copia del pagamento effettuato (per esempio, tramite copia del bonifico bancario);
  • dichiarazione in cui attestate il contenuto del pacco;

Dopo l’invio della predetta documentazione, solitamente – in assenza di problematiche complesse (per esempio, merce contraffatta) riceverete il vostro pacco. Tuttavia, occorre precisare che i tempi di attesa sono piuttosto lunghi. Si parla, addirittura – in alcuni casi – di mesi.

Uffici smistamento di Poste Italiane

Se dovete ricevere il vostro pacco attraverso Poste Italiane, di seguito troverete i recapiti dei principali uffici di smistamento:

  • Fiumicino (Roma). Ufficio Relazioni Doganali, Via di Corcolle 12/14, 00131 Fiumicino (Roma). Fax: 06.45143319 – indirizzo e-mail: romagtwpt-ope@sda.it;
  • Lonate Pozzolo (Varese). Ufficio Relazioni Doganali, Via L. Da Vinci, 21015 Lonate Pozzo (VA), Tel.: 0331.662420/21/22/23 – Fax: 0331.662412/13/14 – indirizzo e-mail: lonate.import58@sda.it
  • Roserio (Milano). Ufficio Relazioni Doganali, Via C. Belgioioso 165/11, 20157 Milano, Tel.: 02.35638303 – Fax: 02.3563234;

Come evitare che il pacco sia bloccato in dogana?

Non esiste, ovviamente, un metodo certo che garantisca al vostro pacco di non essere fermato alla dogana. Tuttavia, è possibile adottare una serie di accorgimenti che possono ridurre notevolmente il rischio di blocco in dogana. E’ consigliabile, per il mittente:

  • cercare di scrivere tutte le informazioni relative alla merce che state spedendo in modo chiaro ed analitico;
  • evidenziare il nome e cognome del mittente e del destinatario;
  • evitate di scrivere “gift”. Precedentemente, infatti, questo escamotage veniva utilizzato per omettere il pagamento dei dazi ed evitare la dogana. Tuttavia, oggi, questa strategia – a causa del suo abuso – porta quasi sempre al blocco del pacco;
  • indicate l’esatto valore della merce;
  • specificate in modo chiaro il contenuto del pacco e, dunque, la tipologia di merce;

Se, invece, siete i destinatari della merce, potete comunque chiedere al venditore di osservare questi piccoli accorgimenti.

Quali fattori possono influenzare il blocco?

Se è vero che non esistono regole specifiche secondo cui stabilire se e quando un pacco verrà fermato in dogana, è anche vero che è possibile individuare una serie di fattori che possono certamente influenzare la possibilità che la merce sia – o meno – bloccata in dogana. In particolare:

  • il peso della merce influisce sulla possibilità di blocco in dogana. Statisticamente, più il peso della spedizione è basso, più sono alte le possibilità che il pacco non sia fermato;
  • sempre statisticamente parlando, è più facile che siano fermate le merci spedite all’interno di pacchi piuttosto di quelle chiuse all’interno di buste;
  • con riguardo ai metodi di spedizione, il blocco in dogana si verifica più spesso quando viene utilizzata la spedizione mediante corriere. Avviene, viceversa, meno frequentemente, che sia bloccato un pacco inoltrato con posta;

Cosa succede se non pago i dazi doganali?

Se acquistate on line, vi sarà utile sapere che quando l’oggetto si trova in un Paese non compreso nell’Unione Europea, è necessario pagare i dazi doganali. Solitamente i dazi non sono inclusi nel prezzo dei prodotti acquistati on line, né nei costi di spedizione degli stessi.

Inoltre, è opportuno sapere anche che i dazi doganali sono sempre addebitati al destinatario della spedizione.

Potrebbe, dunque, accadere che, una volta acquistato un determinato prodotto on line, questo risulti bloccato in dogana per omesso pagamento dei dazi doganali e che sia, dunque, trattenuto fino al momento dell’adempimento degli oneri doganali. A questo punto, vi troverete in una situazione scomoda: avete già pagato la merce e le spese di spedizione e, in più, vi viene chiesto il pagamento di un ulteriore importo – pena – il mancato recapito del pacco. Vi chiederete, dunque, posso rifiutarmi di pagare?

Se intendete rifiutare il pagamento dei dazi doganali, il mittente potrà: predisporre il rientro della merce, chiederne la distruzione o chiedere l’abbandono della spedizione.

Ne consegue che, qualora la merce che avete acquistato abbia un valore non esiguo, certamente vi conviene pagare i dazi doganali richiesti, onde evitare di perdere sia il prodotto comperato, sia la somma sborsata per l’acquisto e la spedizione dell’oggetto.

note

[1] Reg. CE n. 1383/2003 del 22.07.2003;

[2] Art. 202 Reg. CEE n. 2913/92 (Codice Doganale Comunitario) del 12.10.1992;

[3] Sent. corte giustizia c-454/10 del 17.11.2011;


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