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Niente esclusiva tv per le partite di calcio di mondiali ed europei

9 Gennaio 2013
Niente esclusiva tv per le partite di calcio di mondiali ed europei

Gli Stati dell’Unione Europea possono vietare a UEFA e FIFA di assegnare in esclusiva, a determinate emittenti tv, alcuni eventi sportivi ritenuti di particolare rilevanza sociale, come mondiali ed europei di calcio.

Sono queste le conclusioni dell’Avvocato Generale della Corte di Giustizia UE, nella causa che vede contrapposte la UEFA e la FIFA alla Commissione Europea.

La disciplina europea in materia di servizi audiovisivi [1] stabilisce che ogni Stato membro possa comunicare alla Commissione Europea una lista di eventi da sottrarre a qualsiasi forma di trasmissione in esclusiva. Tali eventi – di rilevanza generale – devono infatti poter essere visti da tutti i cittadini su canali televisivi liberamente accessibili.

Il problema è sorto quando l’Inghilterra e il Belgio hanno inserito nei propri elenchi, rispettivamente, le partite dell’europeo e della coppa del mondo di calcio, suscitando l’ira della UEFA e della FIFA, enti organizzatori degli eventi.

Dopo che la Commissione Europea ha approvato tali elenchi, l’UEFA e la FIFA hanno impugnato il provvedimento [2] per violazione dei loro diritti di proprietà sugli eventi (che, peraltro, avrebbe determinato una notevole riduzione degli incassi).

L’Avvocato generale della Corte di Giustizia ha ricordato, però, che il diritto di proprietà sulle partite di calcio da parte di tali associazioni calcistiche, seppur meritevole di considerazione, deve sempre garantire a tutti i cittadini dell’Unione l’esercizio dei diritti fondamentali, tra i quali, appunto, quello all’informazione.

A questo punto si attende la sentenza della Corte di Giustizia per capire se si attesterà sulle posizioni dell’Avvocato Generale (con benefici per tutti i cittadini europei) oppure appoggerà la posizione dei colossi sportivi.

di BIAGIO FRANCESCO RIZZO


Se la Corte di Giustizia accoglierà l’interpretazione dell’Avvocato Generale, gli Stati che inseriscono negli elenchi di rilevanza sociale le partite dei mondiali e degli europei di calcio, potranno trasmetterli su una rete in chiaro o in qualsiasi altra modalità che ne garantisca l’accesso a tutto il pubblico (magari anche via web).

Così, per esempio, in Italia le partite non potranno più essere trasmesse in esclusiva da Sky (come accadde nel mondiale 2010 per molte partite del torneo), ma dovranno passare su una emittente che trasmette i propri programmi senza far pagare un abbonamento (Rai, Mediaset ecc.).

note

[1] La c.d. direttiva Televisione senza frontiere n. 89/552/CEE.

[2] Dinanzi alle Corte di Giustizia europea: Cause C‑201/11 P, C‑204/11 P e C‑205/11 P.


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