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Lo sai che? Malattie rare riconosciute dall’Inps

Lo sai che? Pubblicato il 13 giugno 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 13 giugno 2018

Sono entrati in vigore ben 134 nuovi codici per l’esenzione che riguardano più di 200 patologie.

L’osservatorio malattie rare ha realizzato in collaborazione con “Orphanet Italia” una guida contenente l’elenco completo delle malattia contemplate, che può essere scaricata dal sito dell’osservatorio. Nel 2017 grazie ad un decreto del presidente del consiglio dei ministri è stato aggiornato l’elenco delle malattie rare considerate esenti. Questo è stato completamente riorganizzato per quanto riguarda:

  • patologie
  • nomenclature
  • codici

Sono stati, poi, introdotti 134 diversi codici di esenzione che riferiscono ad un numero pari a 201 malattie.
La guida realizzata si presenta come un vero e proprio strumento pratico e di consultazione diretto ai pazienti o alle ASL ma in generale a tutti coloro che si trovano ad operare nel settore sanitario, al fine di avere un quadro per quanto riguarda le innovazione introdotte dai LEA nel 2017.
L’elenco completo è organizzando in ordine alfabetico e seguito da un elenco ragionato che permette ai pazienti di ottenere informazioni e contiene indicazioni su come ottenere l’esenzione. La guida inoltre descrive in maniera diretta e coincisa le nuove malattie rare coperte da esenzione e propone talune indicazioni per ottenere altri benefici correlati di tipo economico e non.
I dati inseriti nella guida sono il prodotto di un lavoro di confronto tra l’elenco vecchio e quello nuovo con lo scopo di chiarire quali sono le variazioni che ha introddo il Ministero. Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione con Osservatorio e Orphanet di alcune importanti case farmaceutiche.

Essere affetti da una patologia rara

Quando si è affetti da una malattia rara in Italia puoi trovarti a vivere delle situazioni particolarmente sconvenienti. Infatti perché questa patologia possa essere riconosciuta esente da ticket è necessario che essa sia compresa nell’elenco ministeriale (così come citato sopra sulla base degli aggiornamenti LEA del 2017). Oppure può darsi il caso in cui la patologia sia talmente rara da risultare sconosciuta al medico dell’ente INPS che avrebbe il compito di certificarla oppure alla commissione di medici legali che ha il compito di accertare l’invalidità civile.

Che cos’è e come funziona l’invalidità civile?

La legge italiana attribuisce il requisito di invalido civile al cittadino di età compresa tra i 18 ed i 65 anni affetto da menomazioni (che possono essere congenite oppure acquisite) dal carattere durevole e statico o anche a carattere progressivo. Vengono considerati tali anche i cosiddetti irregolari psichici o le insufficienze mentali derivanti da difetti di sensi e funzioni e che comportino diminuzione della capacità di lavoro in misura eccedente 1/3.
Rientra, altresì, nella categoria di invalido civile il minore che presenta persistenti difficoltà nello svolgimento dei compiti e delle funzioni tipiche dell’età, nonchè il cittadino ultrasessantacinquenne che abbia gli stessi disturbu e le medesime difficoltà.
La valutazione effettuata per sancire lo status di invalido civile in Italia viene effettuata considerando due requisiti alternativi:

  • la capacità lavorativa;
  • l’impossibilità di svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età del soggetto.

Queste differenti ridotte capacità devono essere certificate dal medico dell’INPS e la commissione della ASL (o della USL) ha il compito di sottoporla ad un esame critico ed oggettivo sulla base dei documenti certificati forniti, nonché sulla base delle visite di valutazione che vengono effettuate.
Non è detto che la commissione conosca le malattie rare (o comunque che le conosca tutte) per questo il paziente deve munirsi e fornire di apposita e congrua documentazione. Deve presentare i referti e le cartelle cliniche. Tutte le lettere di ricovere e di dimissione dagli ospedali eventualmente posseduto ( o richiedibili presso le strutture dove ci si trovava in degenza), le varie relazioni cliniche e le indicazioni che sono state rilasciate -eventualente- dagli specialisti oppure dai centri di riferimento della regione.
La visita di accertamento può essere condotta dalla commissione anche con la partecipazione e l’assistenza del malata da parte di un medico di fiducia. Prassi a spese del paziente.

L’assegnazione dello status di invalido civile avviene su base percentuale e su questa base viene calcolato il costo delle prestazioni e delle spese sanitarie (esenzioni ticket parziali o totali). Lo schema percentuale risulta così strutturato:

  • Al di sotto della soglia del 33% il soggetto è considerato non invalido;
  • Da 34% occorre effettuare talune distinzioni:
  1. 34-45% diritto agli ausili e alle protesi che sono previsti sulla base delle nomenclature nazionali, subordinata alla diagnosi che viene effettuata nel certificato di invalidità;
  2. 46-50% diritto al collocamento cosiddetto mirato;
  3. 51-66% diritto al congedo straordinario per le cure se lo prevede il contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL);
  4. 67-74% viene attribuito al soggetto invalido il diritto all’esenzione dalle spese sanitarie (tranne la quota fissa). Viene fornita la tessera regionale per la libera circolazione con una tariffa agevolata per coloro che hanno un reddito pari o inferiore alla soglia legale stabilita di 16.000 euro.
  5. Dal 75% si acquista il diritto di ricevere l’assegno di assistenza mensile per le persone con età compresa tra i 18 ed i 65 anni che non svolgono alcun impiego, rispettando i limiti di reddito stabiliti dalla normativa. Questo assegno è incompatibile con altri benefici pensionistici. Per chi ha un’età superiore ai 65 anni esiste l’assegno sociale erogato dall’INPS.
  6. 100% corrisponde con il diritto a ricevere gratuitamente ausili e protesi secondo le nomenclature, collocamento obbligatorio nel caso di capacità lavorativa residua. Esenzione sanitaria (esclusa quota fissa). Tessera gratuita per la libera circolazione. Alle persone che hanno un’età compresa tra i 18 ed i 65 anni è connessa una pensione di inabilità sempre nel rispetto dei limiti reddituali ed una indennità di accompagnamento. Questa viene erogata alla persona incapace di deambulare senza l’aiuto costante e/o permanente di un accompagnatore o che necessità di assistenza continua non essendo autosufficiente nello svolgimento degli atti di vita quotidiana. Per chi supera i 65 anni è erogato l’assegno sociale INPS.

Maggiori informazioni circa gli importi e le modalità per ottenere i benefici e il riconoscimento dell’invalidità civile si può agevolmente consultare il sito dell’INPS. Oppure farsi guidare dal medico di base.

Ricorso per mancato riconoscimento dell’invalidità civile

Nel caso in cui a seguito della domanda di invalidità risulti esito negativo il cittadino che ritiene di essere nel giusto può proporre ricorso avverso la decisione della commissione dei medici legali della ASL, o del mancato giudizio positivo da parte della commissione INPS.
Avverso i provvedimenti di diniego dell’indennità di invalidità la legge mette a tua disposizione due diversi strumenti di tutela:

  • Uno è giudiziario e riguarda la fase di accertamento sanitario;
  • Uno è di carattere amministrativo e attiene alla fase di concessione del beneficio.

Ricorso amministrativo

Il ricorso amministrativo viene concesso a tutti quei cittadini che hanno effettuato una regolare richiesta per il riconoscimento dello status di invalido civile ed hanno poi ricevuto un esito negativo. Questo è ammesso esclusivamente contro i provvedimenti di rigetto o di revoca dei benefici di natura economica attinenti a requisiti quali reddito, residenza o cittadinanza.

Ricorso giurisdizionale

Avverso il giudizio sanitario della commissione di medici medica che ha effettuato la visita e la valutazione della documentazione fornita per l’accertamento dell’invalidità, si può promuovere un ricorso giurisdizionale. Questo deve essere richiesto entro e non oltre sei mesi dalla ricezione della notifica contenuta nel verbale.

Invalidità per le malattie rare

L’invalidità civile è ammessa anche per chi è affetto da malattie rare e infatti per le malattie rare possono essere seguiti i medesimi schemi essendo queste comunque riconosciute come fonte di richiesta legittima dello status di invalido civile per lo stato italiano. L’unico aspetto da tenere a mente è la presenza della patologia di cui soffre nell’elenco ufficiale stilato dal Ministero. Quindi prima di procedere alla richiesta sarà bene consultarlo. Tuttavia l’assenza della malattia nell’elenco non sempre produce quale effetto l’esclusione del riconoscimento dello status di invalido ma viene effettuata una valutazione caso per caso.


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