Diritto e Fisco | Editoriale

Belen, il porno e i consigli della mamma

8 gennaio 2013


Belen, il porno e i consigli della mamma

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 gennaio 2013

Ormai è storia arcinota quella del deposito della denuncia di Belen Rodriguez nei confronti di ignoti per i due video porno (uno dei quali pedoporno) che in questo periodo hanno fatto il giro della Rete: ma dov’è il confine tra l’esibizionismo e l’illecita diffusione di immagini per scopi diversi da quelli per i quali fu prestato il consenso?

Il problema principale, come sottolineato in tre precedenti articoli apparsi su questo portale (confronta in nota [1]), consiste nella attuazione delle norme e soprattutto nella corretta individuazione di quelle applicabili.

Così anche qui, come nel caso delle innumerevoli ex mogli, ex fidanzate, ex amanti che si sono viste “riprodotte” in video girati in camera da letto, si può senz’altro chiamare in causa la legge sulla privacy e il principio di finalità, uno dei cardini della stessa.

Perché se è vero che al momento delle riprese il consenso c’era, è anche vero che non si può prescindere dalla tipologia di consenso, per un dato così particolare, definito da taluni non solo “sensibile”, ma “ultrasensibile”, come quello riguardante la vita sessuale.

E quale altro dato può essere definito più ultrasensibile di una ripresa audio e video, dove non solo vengono narrati e divulgati i gusti sessuali di un soggetto, ma dove essi sono addirittura riprodotti con le caratteristiche, le sembianze, la voce, le posizioni e perché no, anche i pudori e le ritrosie, tipiche di dati inequivocabilmente biometrici?

Ecco che allora la figura mitologica del “consenso” alla raccolta dei dati personali, anzi sensibili, anzi supersensibili, come i dati inerenti la vita sessuale, diventa quanto mai concreta e assume concretezza proprio grazie al principio di finalità del trattamento.

Se io fornisco il mio consenso alla ripresa tra le mura domestiche per soddisfare assieme al partner le mie velleità narcisiste-voyeuriste, non significa affatto che io presti automaticamente il mio consenso ad un’altra, ulteriore fase del trattamento, diversa dalla raccolta del dato, che consiste addirittura nella tipologia di trattamento più pericolosa tra tutte: la diffusione. E che diffusione!

Rientra nella comune esperienza che la diffusione su carta stampata abbia vita breve: dopo qualche giorno i quotidiani vengono utilizzati per incartare le uova o per pulire i vetri di casa e non possiedono comunque la caratteristica della multimedialità. Al massimo qualche foto.

Ma il web… Il web è spietato, non lascia scampo, non permette di dimenticare, memorizza tutto, conserva tutto e si riproduce, si duplica a macchia d’olio, senza possibilità di appello, senza freni.

Una foto o un video sul web possono essere giudizialmente perseguiti, in astratto, ma in concreto anche solo la rintracciabilità dell’autore del reato rivela le pecche di un sistema giuridico basato sulla scarsa conoscenza delle dinamiche della Rete.

È vero, esiste il Testo Unico sulla privacy, che ci protegge molto più di quanto siamo consapevoli, ma è molto poco conosciuto, troppo poco conosciuto, come testimoniano altri casi, qui riportati.

avv. ELENA BASSOLI

Come difendersi quindi e non rischiare di cadere nella trappola della povera Belen? Seguendo i consigli della mamma, verrebbe da dire: non dare confidenza agli sconosciuti e mettere in conto che il video potrà essere visto da tutti, soprattutto sconosciuti. Perché, se è vero che il video di solito viene girato da fidanzati o comunque persone note alla vittima, è anche vero che nel momento in cui il video non è più nelle nostre mani non possiamo sapere dove vada a finire.

Se proprio non si riesce a resistere, il buon senso – e la mamma – imporrebbero almeno di girare scene hot, più o meno casalinghe, con il proprio dispositivo di acquisizione e non con quello del marito, fidanzato o amante, così da averne almeno un controllo maggiore, seppur non assoluto.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI