Diritto e Fisco | Editoriale

Bonus mobili: si può pagare con assegno o carta?

13 giugno 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 giugno 2018



È necessario il bonifico parlante per avere la detrazione del 50% sull’acquisto di arredi o di elettrodomestici? Quali documenti bisogna conservare?

Quando si parla di recuperare una parte dei soldi spesi per la casa, che si tratti di cambiare l’arredamento o di acquistare nuovi elettrodomestici, come metodo di pagamento di solito si pensa al bonifico bancario o postale «parlante». Di norma è la modalità richiesta, ma ci sono delle spese che possono essere portate in detrazione anche se sono state corrisposte in altre forme. Ti starai chiedendo, allora, se per ottenere il bonus mobili si può pagare con assegno o con carta di credito o di debito (il Bancomat, per intenderci). In realtà, ciò che interessa all’Agenzia delle Entrate è che all’acquisto di quei beni o al momento di pagare un determinato servizio resti traccia dei soldi spesi per poter chiedere la detrazione fiscale. Insomma, non vale presentare una fattura e dire che è stata pagata in contanti: in qualche modo bisogna documentare il versamento per avere diritto al bonus mobili. Come? Vediamo.

Bonus mobili: che cos’è?

Il bonus mobili è un’agevolazione che consente di usufruire della detrazione del 50% sull’acquisto di mobili o di grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+ (classe A per i forni) in caso di ristrutturazione di una casa. La detrazione va ripartita in 10 quote annuali di pari valore e si calcola su un tetto di spesa di 10.000 euro. Significa che, al massimo, si potrà avere un bonus di 5.000 euro e recuperare 500 euro ogni anno.

Bonus mobili: chi ne ha diritto?

La detrazione del 50% sul bonus mobili interessa i contribuenti che, fino al 31 dicembre 2018, effettuano degli acquisti di arredi o di grandi elettrodomestici destinati a immobili oggetto di lavori di ristrutturazione dal 1° gennaio 2017. Tuttavia, è indispensabile che la ristrutturazione sia iniziata rima dell’acquisto dei mobili o degli elettrodomestici. Sarà necessario, a questo proposito, provare la data di avvio con eventuali richieste di autorizzazioni edilizie o con delle dichiarazioni di inizio lavori, ecc.

Bonus mobili: che cosa si può detrarre?

Si ha diritto al bonus mobili e, quindi, alla detrazione del 50% sull’acquisto di:

  • mobili nuovi come letti, armadi, comodini, cassettiere, librerie, tavoli, sedie, divani, materassi, lampade, ecc. Non rientrano in questa categoria le porte, le tende o altri complementi di arredo;
  • grandi elettrodomestici nuovi con l’obbligo di etichetta energetica di classe superiore ad A+ (classe A per i forni) oppure per gli elettrodomestici per i quali non è previsto l’obbligo di etichetta energetica. L’importante è che si tratti di grandi elettrodomestici come forni, lavastoviglie, lavatrici, frigoriferi, asciugatrici, microonde, ventilatori o radiatori elettrici, ecc. Non rientrano in questa categoria, invece, apparecchi come un frullatore o uno spremiagrumi, tanto per capirci.

Nelle spese da portare in detrazione si possono inserire quelle relative al trasporto e il montaggio dei prodotti acquistati.

Il bonus mobili interessa anche arredi o grandi elettrodomestici destinati ad un ambiente diverso da quello ristrutturato nell’immobile. Ad esempio, se rifaccio il bagno e compro un frigorifero da mettere in cucina e un tavolo da collocare in sala, posso portarli in detrazione.

Bonus mobili: si può pagare con assegno o carta?

A differenza dei lavori di ristrutturazione edilizia, che devono essere pagati solo con bonifico bancario o postale parlante, per usufruire del bonus mobili è possibile pagare l’acquisto di mobili o di grandi elettrodomestici:

  • con bonifico bancario o postale (non necessariamente parlante);
  • con carta di credito o di debito (Bancomat o prepagate ricaricabili).

Non è possibile pagare con assegno per avere diritto alla detrazione del 50%.

Si ha diritto alla detrazione fiscale anche se il pagamento è stato fatto a rate, purché la società che concede il finanziamento paghi il corrispettivo con le stesse modalità e venga consegnata al contribuente una ricevuta.

La data effettiva del pagamento è quella riportata sul bonifico o sulla ricevuta di transazione della carta e non quella dell’addebito sul conto corrente (che nel caso delle carte di credito, come si sa, avviene il mese successivo). Non è un dettaglio da trascurare, perché quella data, come anticipato, deve essere successiva a quella dell’inizio dei lavori di ristrutturazione.

Bonus mobili: quali documenti bisogna conservare?

La detrazione del 50% che equivale al bonus mobili prevede l’obbligo di conservare alcuni documenti per un certo periodo di tempo. In particolare, non si deve buttare via:

  • l’attestazione di pagamento (quindi la ricevuta del bonifico o della transazione della carta di credito o di debito e l’addebito sul conto corrente);
  • le fatture o le ricevute di acquisto dei mobili o dei grandi elettrodomestici in cui siano riportate quantità e qualità dei beni acquistati.

Lo scontrino che riporta il codice fiscale dell’acquirente e la natura, la quantità e la qualità dei mobili o degli elettrodomestici acquistati ha un valore equivalente alla fattura.


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