Diritto e Fisco | Editoriale

Blocco età pensionabile 2019: per chi?

13 giugno 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 giugno 2018



Addetti ai lavori gravosi ed usuranti: chi continuerà a beneficiare della pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi anche nel 2019?

Nessun aumento dell’età pensionabile per gli addetti ai lavori gravosi e usuranti: per queste categorie di lavoratori, difatti, la legge di bilancio 2018[1] ha previsto uno stop agli incrementi dell’età pensionabile legati alla speranza di vita. In pratica, per i lavoratori rientranti nell’agevolazione, nel 2019 l’età per la pensione di vecchiaia resterà ferma a 66 anni e 7 mesi, anziché aumentare a 67 anni: bisogna però aver raggiunto almeno 30 anni di contributi. Questo beneficio è stato recentemente confermato da un decreto del ministero del lavoro [2], appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Facciamo allora un breve punto della situazione e vediamo in merito al blocco dell’età pensionabile: per chi vale e quali sono i benefici previsti.

Per quali lavoratori vale il blocco dell’età pensionabile?

Il blocco dell’età pensionabile vale per gli addetti ai lavori usuranti ed ai turni notturni, assieme agli addetti ai lavori gravosi. Il blocco dell’età pensionabile non pregiudica, in ogni caso, la possibilità di richiedere la pensione di anzianità con le quote, per i lavoratori notturni o addetti a mansioni usuranti, e la possibilità di richiedere l’Ape sociale per gli addetti ai lavori gravosi: i benefici sono comunque alternativi tra loro.

Addetti ai lavori usuranti

Nel dettaglio, sono considerati addetti a lavori usuranti coloro che svolgono una delle seguenti mansioni:

  • lavori in galleria, cava o miniera: sono comprese anche le mansioni svolte prevalentemente e continuativamente in ambienti sotterranei;
  • lavori in cassoni ad aria compressa;
  • lavori svolti dai palombari;
  • lavori ad alte temperature;
  • lavorazione del vetro cavo;
  • lavori di asportazione dell’amianto;
  • lavori svolti prevalentemente e continuativamente in spazi ristretti: la norma si riferisce, in particolare, ad attività di costruzione, riparazione e manutenzione navale, e, per spazi ristretti, intende intercapedini, pozzetti, doppi fondi, blocchi e affini;
  • conducenti di veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo, con capienza superiore a 9 posti;
  • lavori a catena o in serie: sono comprese anche le ipotesi di chi sia vincolato all’osservanza di un determinato ritmo produttivo, o la cui prestazione sia valutata in base al risultato delle misurazioni dei tempi di lavorazione.

Il beneficio del blocco dell’età pensionabile spetta:

  • se l’attività usurante è stata svolta per almeno 7 anni, negli ultimi 10 anni di vita lavorativa;
  • se l’attività usurante è stata svolta per almeno metà della vita lavorativa.

Addetti ai turni notturni

Rientrano nella categoria degli addetti ai lavori usuranti anche coloro che svolgono turni di notte. In particolare, hanno diritto al blocco dell’età pensionabile, se possiedono almeno 30 anni di contributi:

  • coloro che hanno svolto lavoro notturno per un numero pari o superiore a 78 giorni all’anno;
  • coloro che hanno svolto lavoro notturno tra le 72 e le 78 giornate all’anno (per questi lavoratori i requisiti per la pensione di anzianità sono aumentati di 1 anno);
  • coloro che hanno svolto lavoro notturno tra le 64 e le 71 giornate all’anno (per questi lavoratori i requisiti della pensione di anzianità sono aumentati di 2 anni).

Il beneficio della pensione di anzianità e del blocco dell’età pensionabile spetta:

  • se l’attività notturna è stata svolta per almeno 7 anni, negli ultimi 10 anni di vita lavorativa;
  • se l’attività notturna è stata svolta per almeno metà della vita lavorativa.

Il lavoratore, in ogni caso, deve aver prestato servizio per almeno 6 ore in ciascuna notte; in caso contrario, il lavoro notturno viene valorizzato se si raggiungono almeno 3 ore di attività notturna svolte per l’intero anno.

Grazie alle previsioni della legge di Bilancio 2018 [1], poi, come chiarito da una nuova circolare dell’Inps [3], chi svolge lavoro organizzato in turni di 12 ore, sulla base di accordi collettivi già sottoscritti alla data del 31 dicembre 2016, può ottenere una maggiorazione del 50% per accedere alla pensione di anzianità con le quote. Il beneficio non vale, invece, per il blocco dell’età pensionabile.

Addetti ai lavori gravosi

L’età pensionabile non aumenterà per gli addetti ai lavori gravosi, o faticosi e pesanti. Si tratta di coloro che hanno prestato un’attività lavorativa particolarmente difficoltosa o rischiosa, facente parte dell’elenco di professioni di seguito indicato:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • professori di scuola pre-primaria;
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

A queste categorie di lavoratori sono state aggiunte, dalla legge di bilancio 2018, ulteriori quattro categorie:

  • gli operai agricoli;
  • i lavoratori marittimi;
  • gli operai degli impianti siderurgici;
  • i pescatori.

Blocco età pensionabile, quali requisiti?

Il beneficio dello stop agli aumenti dell’età pensionabile è riconosciuto a condizione che:

  • il lavoratore abbia prestato una delle attività menzionate per almeno 7 anni negli ultimi 10 di attività lavorativa prima del pensionamento, se addetto ai lavori gravosi;
  • il lavoratore abbia prestato una delle attività menzionate per almeno 7 anni negli ultimi 10 di attività lavorativa prima del pensionamento o, in alternativa, per almeno metà della vita lavorativa, se addetto ai lavori usuranti;
  • possieda almeno 30 anni di contributi.

Come funziona il blocco dell’età pensionabile

Il blocco dell’età pensionabile consente, sia agli addetti ai lavori usuranti (o notturni) che ai lavori gravosi, di continuare a ottenere la pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi di età anche nel 2019 e nel 2020, anziché a 67 anni, purché possiedano i requisiti che abbiamo appena visto.

Non è invece prevista la continuazione del beneficio relativamente ai nuovi adeguamenti alla speranza di vita, che partiranno dal 2021.

Come si chiede il blocco dell’età pensionabile

Il blocco dell’età pensionabile deve essere chiesto all’Inps in modalità telematica. La domanda deve essere corredata da una dichiarazione del datore di lavoro, resa su un apposito modulo predisposto dall’Inps, che attesti:

  • i periodi di svolgimento delle professioni gravose;
  • il contratto collettivo applicato;
  • il livello di inquadramento attribuito;
  • le mansioni svolte;
  • il codice professionale Istat, se previsto.

In caso di mancanza della dichiarazione e delle comunicazioni obbligatorie inviate dal datore di lavoro, il lavoratore può allegare alla domanda una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, attestante le informazioni richieste. La dichiarazione è poi verificata dall’Ispettorato nazionale del lavoro.

note

[1] Art.1, Co.147 e 148, L. 205/2017.

[2] Decreto del Ministero del lavoro del 18 aprile 2018

[3] Circolare Inps n.59/2018.


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