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Lo sai che? Bonus verde: si può pagare con assegno o carta?

Lo sai che? Pubblicato il 13 giugno 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 13 giugno 2018

È obbligatorio il bonifico per avere la detrazione fiscale del 36% sui lavori di sistemazione del giardino o ci sono altre forme di pagamento?

Devi sistemare il tuo giardino e vuoi approfittare delle detrazioni fiscali? L’Agenzia delle Entrate ti permette di farlo anche se non hai pagato i lavori con un bonifico fiscale. Ci sono, infatti, altre forme di pagamento autorizzate dal Fisco per usufruire delle detrazioni fiscali previste quando si fanno dei lavori di questo tipo. Recentemente, l’Agenzia ha chiarito alcuni aspetti sui requisiti e sulle modalità per ottenere il bonus verde. Tra queste, c’è la risposta che alcuni contribuenti si pongono: si può pagare con assegno o carta? Perché, ad esempio, per la ristrutturazione edilizia viene chiesto solo il bonifico parlante, per il bonus mobili va bene anche la carta di credito o di debito ma l’assegno no. E per il bonus verde come funziona?

Bonus verde: che cos’è?

Il bonus verde consiste in una detrazione fiscale Irpef del 36% sulle spese sostenute fino al 31 dicembre 2018 per la sistemazione di giardini inseriti in edifici, unità immobiliari, pertinenze, ecc. Il tetto massimo di spesa detraibile è di 5.000 euro, quindi si possono recuperare fino a 1.800 euro. Il bonus verde spetta sia alla singola famiglia che ha la villetta o che vuole sistemare il balcone attrezzato a verde sia ai condomini. In quest’ultimo caso, il tetto massimo resta a 5.000 euro ma per ogni unità immobiliare del condominio.

Giusto per fare un esempio: io e il mio vicino (la cui erba non è sempre più verde della mia) decidiamo di sistemare i rispettivi giardini. Lui si accontenta di poco, anche perché lo spazio che ha a disposizione non è tanto. Il mio terreno, invece, è più grande e voglio un lavoro fatto bene, perché d’estate vengono spesso i miei figli con i bambini a giocare e a mangiare all’aperto. Il suo intervento costerà 3.500 euro (e gli va bene). Il mio costa 6.000. Entrambi possiamo detrarre il 36% fino a 5.000 euro. Significa che:

  • il mio vicino potrà recuperare il 36% del totale della spesa, cioè di 3.500 euro, vale a dire 1.260 euro;
  • io potrò recuperare, invece, il 36% di 5.000 euro anche se ho speso di più perché quello è il tetto massimo, quindi riporterò a casa 1.800 euro di ciò che ho pagato.

L’agevolazione si riduce del 50% se i lavori interessano degli immobili ad uso promiscuo.

Bonus verde: quali spese rientrano?

Si può ottenere il bonus verde solo per gli interventi di natura straordinaria che riguardano dei lavori su tutto il giardino o su una singola area, compreso l’acquisto di piante o arbusti, la realizzazione di pozzi o di giardini pensili. Restano esclusi, però, gli interventi in uffici, negozi e magazzini e quelli fatti in economia o di manutenzione ordinaria per i privati.

Sono detraibili, e quindi danno diritto ad ottenere il bonus verde, anche i lavori di mantenimento del buono stato vegetativo e di difesa fitosanitaria di alberi secolari o di piante di pregio paesaggistico, naturalistico, storico e culturale e che hanno bisogno di essere conservate per la tutela del territorio e dell’ecosistema.

È possibile avere l’agevolazione pure per la realizzazione di fioriere e per allestire a verde in modo permanente balconi e terrazzi, purché, appunto, si tratti di un intervento a carattere permanente ed innovativo.

Infine, rientrano nelle spese detraibili quelle per la progettazione e la manutenzione legate al progetto dei lavori, alle indagini e alle stime del luogo in cui deve essere eseguito l’intervento.

Da tutto ciò si deduce che non si ha diritto al bonus verde per vasi mobili, cioè per comprare un vaso di gerani da mettere sul balcone o uno con un bosso da tenere fuori dalla porta di casa.

Il bonus verde è cumulabile nel caso lo stesso contribuente debba realizzare interventi di questo tipo su più immobili di sua proprietà.

Bonus verde: come si deve fare il pagamento?

A differenza di altri lavori che danno diritto ad agevolazioni fiscali, come la ristrutturazione edilizia o il bonus mobili, per ottenere il bonus verde con la detrazione del 36% si può pagare con assegno o con carta di credito o di debito, oltre al bonifico bancario o postale. L’importante è che di quel pagamento resti traccia, quindi non sarà possibile chiedere l’agevolazione presentando una fattura e dicendo che il giardiniere è stato pagato in contanti. Pertanto, è possibile pagare per usufruire del bonus verde:

  • con bonifico postale o bancario (anche non parlante);
  • con assegno postale o bancario non trasferibile;
  • con carta di credito o di debito (Bancomat o prepagata ricaricabile).

Come detto, quindi, se si sceglie di pagare con bonifico bancario o postale si può utilizzare quello normale e non quello parlante, in quanto non si applica la ritenuta d’acconto dell’8% su questo tipo di lavori. Per lo stesso motivo vengono accettati gli assegni non trasferibili e la carta di credito o di debito. In quest’ultimo caso, c’è da ricordare che la data di pagamento è quella che risulta dalla ricevuta di avvenuta transazione e non quella dell’addebito sul conto corrente che, come si sa, per le carte di credito avviene il mese successivo.

In condominio viene applicata una ritenuta del 4%.

Presentare la ricevuta del pagamento non basta, però: per ottenere il bonus verde è necessario esibire anche la fattura che riporti la norma di riferimento del bonus e la natura dell’intervento, cioè che non si è trattato di lavori di manutenzione ordinaria, come potare una magnolia o tagliare l’erba del prato.

Il contribuente è tenuto, infine, a conservare una copia sia della fattura sia delle ricevute dei pagamenti.


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