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Lo sai che? Revoca della casa coniugale se l’ex non vi abita più stabilmente

Lo sai che? Pubblicato il 7 gennaio 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 7 gennaio 2013

Il coniuge divorziato o separato può ottenere la restituzione della casa familiare se l’ex e i figli assegnatari non vi abitano stabilmente.

In generale, in caso di divorzio o separazione dei coniugi, l’assegnazione della casa coniugale avviene sempre tenendo conto dell’interesse dei figli, soprattutto se minori, a mantenere intatto il loro “habitat domestico[1]. Questo per evitare che essi possano subire un trauma a seguito dell’allontanamento dalla casa familiare.

Ma, quando la casa assegnata all’ex coniuge non rappresenta più il luogo principale di affetti e interessi dei figli, viene meno il presupposto stesso dell’assegnazione e l’altro coniuge può rivolgersi al giudice per chiederne la revoca.

È quanto avvenuto ad un padre separato che ha ottenuto la restituzione della casa poiché l’ex moglie e la figlia di sei anni non vi abitavano più stabilmente; esse infatti trascorrevano più della metà della settimana dai nonni materni [2].

Sebbene spossessato, con la sentenza di separazione/divorzio, della propria casa in favore del coniuge affidatario della prole, il proprietario dell’immobile può successivamente – e in qualsiasi momento – ricorrere al giudice per ottenere la restituzione della predetta casa familiare se l’ex ha ormai smesso di viverci stabilmente.

note

[1] Cass. sent. n. 1365/2002.

[2] Cass. sent. n. 14348/2012.


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