Diritto e Fisco | Editoriale

Diseredare un figlio: è possibile?

13 luglio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 luglio 2018



In quali circostanze la legge italiana consente di escludere un figlio dall’eredità a causa della sua condotta

Non di rado nelle famiglie italiane sorgono aspre discussioni nel momento in cui, venuto a mancare un genitore, un figlio erediti le sue proprietà nonostante il fatto che si sia comportato male nei confronti del genitore deceduto. Le liti che esplodono in questi casi ruotano tutte quante attorno al quesito sesia possibile diseredare un figlio, se cioè sia possibile escludere dall’eredità il figlio che, quando il genitore era in vita, non ha voluto assisterlo. Gli altri figli del genitore defunto si chiedono cioè se sia possibile escludere dall’eredità il loro fratello considerato che quando il genitore era vivo non gli aveva mai mostrato affetto e non si era mai preoccupato di assisterlo lasciando agli altri fratelli questi faticosi impegni. La risposta è che in alcuni determinati casi anche il figlio può essere escluso dall’eredità (cioè dalla possibilità di ereditare le proprietà del genitore venuto a mancare) perché la legge lo considera indegno. Ma l’esclusione dall’eredità può avvenire solo se il figlio ha commesso gravissimi atti verso il genitore come ad esempio avviene se lo ha ucciso o ha tentato di ucciderlo o se lo ha accusato di un reato sapendo che l’accusa era falsa o se ha falsificato il suo testamento o ha usato violenza o inganni verso di lui per costringerlo a fare o a revocare o a cambiare il testamento. Invece la semplice maleducazione verso il genitore o il disinteressarsi dell’assistenza al genitore non sono motivi che autorizzano ad escludere un figlio dall’eredità.

Quando il figlio è indegno di succedere?

Per capire se è possibile diseredare un figlio è opportuno prima spiegare che la legge italiana [1] consente solo di escludere una persona dalla successione in quanto indegna nei casi che essa tassativamente prevede.

Non è dunque possibile diseredare un figlio, cioè inserire in testamento una clausola che escluda un figlio dalla quota di eredità che gli spetta nemmeno se il figlio abbia avuto una condotta frequentemente impertinente o che al genitore non piace.

Sarà possibile, invece, che il figlio (limitandoci all’oggetto di questo articolo) sia escluso dalla successione (in quanto indegno) con le modalità descritte nel paragrafo successivo e soltanto nei seguenti casi:

  • se ha volontariamente ucciso o tentato di uccidere il genitore, oppure il coniuge, o un discendente, o un ascendente del genitore;
  • se ha commesso, in danno del genitore (oppure del coniuge o di un discendente o di un ascendente del genitore) un fatto al quale la legge dichiara applicabili le norme sull’omicidio (ad esempio se il figlio ha aiutato o istigato il genitore a suicidarsi);
  • se ha denunziato il genitore (oppure il coniuge o un discendente o un ascendente del genitore) per un reato punibile con l’ergastolo (ad esempio per omicidio) o con la reclusione per un tempo non inferiore nel minimo a tre anni, se si scopre in un procedimento penale che la denuncia era calunniosa, cioè falsa, oppure se ha testimoniato contro queste stesse persone imputate dei predetti reati, se la testimonianza è stata dichiarata, nei suoi confronti, falsa in un giudizio penale;
  • se ha indotto il genitore, con dolo o violenza, a fare, revocare o mutare il testamento, o gli ha impedito di farlo;
  • se ha soppresso, celato, o alterato il testamento del genitore e dal quale sarebbe stata regolata la successione;
  • se ha formato un testamento falso o ne ha fatto consapevolmente uso.

Il figlio può essere escluso dalla successione del genitore se ha tentato di ucciderlo

Come funziona l’indegnità a succedere del figlio?

Occorre sottolineare che l’indegnità del figlio ad ereditare dal proprio genitore produrrà i suoi effetti soltanto dopo che sia stata eventualmente dichiarata in sentenza dal giudice.

Il figlio indegno, cioè, può accettare l’eredità ed agire in qualità di erede e ne può venire escluso solo a seguito della sentenza del giudice che abbia accertato l’esistenza nei suoi confronti di una delle cause di indegnità che sono state elencate nel precedente paragrafo.

E se, invece, nel termine di dieci anni dall’apertura della successione (cioè entro dieci anni dalla morte del genitore) non sarà stata avviata la causa per far dichiarare l’indegnità del figlio, quest’ultimo potrà legalmente ereditare la quota di eredità prevista dalla legge (in assenza di testamento) oppure indicata in testamento.

In altri termini, ciò vuol dire che esiste un termine di prescrizione (di dieci anni a partire dalla data di apertura della successione) entro la quale deve essere avviata l’azione, cioè la causa, per chiedere al giudice che sia accertata l’indegnità del figlio a succedere al suo genitore.

Se, al contrario, la causa per far dichiarare l’indegnità sarà stata avviata entro il termine di prescrizione e si sarà conclusa con una sentenza che abbia accertato l’indegnità del figlio, allora, siccome la sentenza avrà effetto retroattivo, accadrà che:

– il figlio dovrà restituire l’eredità;

– il figlio dovrà anche restituire i frutti dei beni che costituivano l’eredità;

– l’eredità spetterà e sarà assegnata ad altri soggetti così come accade nei casi in cui l’erede non vuole o non può accettare l’eredità.

Il figlio può essere escluso dall’eredità in quanto indegno solo se la causa viene avviata entro dieci anni dalla morte del genitore

Il figlio indegno può ereditare se viene perdonato dal genitore?

La legge [2] consente al genitore di “perdonare” il figlio indegno eliminando, così, gli effetti negativi della indegnità sulla successione.

Il genitore, infatti, può riabilitare espressamente il figlio indegno con una dichiarazione contenuta in atto pubblico o nel testamento ed in questo caso il figlio potrà ereditare come se la causa di indegnità non fosse esistita (cosiddetta riabilitazione totale).

Può anche accadere invece (cosiddetta riabilitazione parziale) che il genitore, senza dichiarare espressamente di voler riabilitare il figlio, lo indichi come erede in un testamento scritto dopo il verificarsi della causa di indegnità: in questo caso, se il genitore era a conoscenza della causa di indegnità nel momento in cui citava come erede suo figlio, quest’ultimo potrà ereditare solo nel limite delle disposizioni contenute nel testamento (non potrà, cioè, pretendere la quota di legittima nel caso in cui ciò che il genitore gli lascia nel testamento fosse di valore inferiore alla quota di legittima).

Il figlio indegno può essere riabilitato

note

[1] Art. 463 cod. civ.

[2] Art. 466 cod. civ.


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