Diritto e Fisco | Editoriale

Prelievo bancomat: quando è reato?

14 giugno 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 giugno 2018



Illecito utilizzo carta bancomat: è reato? Si può usare la carta di debito di altre persone? Si può prelevare con la carta dell’azienda? È reato anche senza prelievo?

Prelevare al bancomat è divenuta un’operazione talmente comune che ormai è semplice come bere un bicchier d’acqua.  Quando c’è bisogno di soldi, si va al primo sportello utile e, inserendo la magica tesserina, viene rigurgitato denaro contante. Quante volte, poi, deleghiamo qualcun altro a compiere questa operazione: figli, nipoti, amici fidati. Eppure, prelevare dal bancomat è cosa delicata, che potrebbe fare solamente il titolare della carta. Con questo articolo spiegheremo quando è reato il prelievo bancomat.

Carta bancomat: cos’è?

La carta bancomat è quella tessera plastificata che permette di prelevare contanti presso gli sportelli abilitati degli istituti di credito (banche e, oggi, anche Poste Italiane). Si tratta di una carta di debito e, pertanto, di un documento personale, il cui uso è concesso solo al titolare o, nel caso di un’azienda, al legale rappresentante.

Carta di debito e carta di credito: qual è la differenza?

Abbiamo detto che la carta bancomat è una carta di debito. Qual è la differenza con la più nota carta di credito? Semplice: con la carta di debito si utilizza denaro di cui si è già in possesso, in quanto depositato in un conto bancario; con la carta di credito, invece, c’è la possibilità di acquistare merce pagandola con soldi che al momento non si hanno, ma che ci si aspetta di avere sul conto nelle settimane successive, quando sarà convalidato il pagamento con un prelievo da parte della banca (che prenderà tutto l’ammontare o soltanto una rata in base al tipo di carta di credito scelta).

Si può usare la carta bancomat di altri?

La carta bancomat (come tutte le carte di debito e di credito) è un documento strettamente personale; appropriarsi di uno di questi documenti appartenente a un’altra persona per trarne un proprio vantaggio economico costituisce illecito penale.

Questo significa che chi utilizza una carta di credito o una carta bancomat (che è una carta di debito) altrui commette reato e può essere punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da 310 a 1.550 euro [1]. È necessario che l’utilizzo sia realizzato per trarre un profitto per sé o per altri; non scatta, quindi, il reato in commento se, ad esempio, il nipote prende la carta di credito della nonna per acquistare un oggetto che serve a quest’ultima, benché non autorizzato.

Utilizzo bancomat: quando è illecito?

Approfondiamo questo aspetto e vediamo quando l’utilizzo del bancomat altrui costituisce illecito. Secondo la giurisprudenza, perché si integri un’ipotesi di reato non è necessario che il prelievo sia andato a buon fine: è sufficiente che si sia solamente tentato di utilizzare la carta bancomat per prendere i soldi. Ed infatti, si ricordi che la carta bancomat di per sé non è sufficiente per effettuare un prelievo: fondamentale è essere a conoscenza del codice segreto di sicurezza (cosiddetto codice pin). Soltanto inserendo correttamente questo codice si potrà accedere al contante. Pertanto, commette ugualmente reato chi, essendo entrato in possesso di una carta di debito, si rechi presso il bancomat ma non riesca ad effettuare il prelievo perché non conosce il codice pin [2].

In sintesi, quindi, l’indebita utilizzazione, ai fini di profitto, della carta di credito da parte di chi non ne sia titolare integra reato indipendentemente dal conseguimento di un profitto o dal verificarsi di un danno, non essendo richiesto che la transazione giunga a buon fine [3]. Questo perché l’illecito utilizzo di carta bancomat (o carta di credito) non tutela il bene del patrimonio, ma garantisce i valori riconducibili all’ambito dell’ordine pubblico economico e della fede pubblica [4].

È irrilevante, poi, come si sia venuti in possesso della carta bancomat: costituirà reato di illecito utilizzo del bancomat anche il tentato prelievo da parte di chi abbia casualmente trovato per strada la carta abbandonata. Non c’è necessità, quindi, che la carta sia stata rubata e poi utilizzata.

Se uso la carta di credito dell’azienda che rischio?

Che succede, invece, se il dipendente utilizza la carta bancomat dell’azienda? Secondo una sentenza della Corte di Cassazione [5], quando il lavoratore ha ottenuto, dal datore, sia la carta di debito che il relativo Pin, consentendogli ciò di disporre della stessa senza ingerenze, non si può più parlare del reato di illecito utilizzo di cui sopra. Ma se il dipendente utilizza la carta per conseguire un ingiusto profitto per sé stesso, come per fare il pieno di benzina alla propria auto o acquistare un oggetto per sé stesso, allora scatta il diverso reato di appropriazione indebita, peraltro con l’aggravante di aver compiuto il fatto abusando delle relazioni d’ufficio.

note

[1] D.lgs. n. 231/2007.

[2] Cass., sent. n. 17923 del 20.04.2018.

[3] Cass., sent. n. 16572 del 20.04.2006.

[4] Cass., sent. n. 29821 del 24.04.2012.

[5] Cass. sent. n. 7910 del 17.02.2017.

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