Diritto e Fisco | Editoriale

Ferie non godute: a chi spetta chiederle?

14 giugno 2018


Ferie non godute: a chi spetta chiederle?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 giugno 2018



Non si può negare l’indennità sostitutiva delle ferie anche se non c’è stata una domanda formale del dipendente: spetta al datore provare di avere offerto invano la fruizione al dipendente.

L’anno scorso non hai fruito delle ferie; il tuo datore di lavoro non te le ha neanche fatte trovare in busta paga. Ora intendi battere cassa e chiedere un risarcimento. Secondo l’azienda, invece, la colpa è tua che non hai presentato l’apposita richiesta come tutti i tuoi colleghi che, annualmente, inviano una lettera indicando i giorni in cui vogliono andare in vacanza. Chi dei due ha ragione? La Cassazione, proprio questa mattina, si è espressa sul delicato e sempre attuale tema delle ferie non godute spiegando a chi spetta chiederle. Ecco cosa è stato detto con la sentenza in commento [1].

Le ferie sono un diritto irrinunciabile. Significa che anche col consenso del lavoratore, il datore non potrebbe impedirgli, almeno una volta all’anno, di andare in vacanza per un periodo minimo secondo quanto stabilito dai contratti collettivi. Durante il periodo di fruizione delle ferie il lavoratore ha diritto alla normale retribuzione.

Il periodo minimo annuale legale di ferie retribuite va goduto, salvo diversa previsione nei contratti collettivi nazionali, nei seguenti termini:

  • per almeno 2 settimane nel corso del periodo di maturazione (da fruire obbligatoriamente in modo consecutivo in caso di richiesta del lavoratore);
  • per le restanti 2 settimane (o il diverso periodo residuo), entro i 18 mesi successivi al termine dell’anno di maturazione.

Le ferie non godute entro i termini di legge devono in generale essere differite. Esiste infatti il divieto di monetizzazione delle ferie non godute. Significa che il datore di lavoro non può, in sostituzione del riposo, pagare un indennizzo (salvo ipotesi eccezionali e rare) neanche se ha il consenso del lavoratore. Un patto del genere sarebbe nullo. Le ferie non godute, infatti, non possono essere sostituite dalla relativa indennità, salvi i casi tassativamente indicati dalla legge.

Se il datore di lavoro non rispetta i termini di ferie incorre nelle seguenti sanzioni:

  • da 100 a 600 euro, nella generalità dei casi;
  • da 400 a 1.500 euro, se la violazione si riferisce a più di 5 lavoratori o si è verificata in almeno 2 anni;
  • da 800 a 4.500 euro, se la violazione si riferisce a più di 10 lavoratori o si è verificata in almeno 4 anni. In tal caso non è ammesso il pagamento della sanzione in misura ridotta.

Se il dipendente non fruisce delle ferie deve poterle monetizzare anche se manca una formale richiesta di godere dei periodi residui: il lavoro prestato al posto delle giornate di riposo, infatti, costituisce una prestazione non dovuta. Dalla mancata formale richiesta di godimento dei periodi di ferie non si può desumere una tacita rinuncia al godimento delle stesse.

Inoltre il godimento delle ferie da parte del dipendente costituisce un obbligo contrattuale del datore ed è dunque l’azienda a dover dimostrare l’offerta di adempimento nei confronti del dipendente.

L’indennità sostitutiva delle ferie è esclusa soltanto se il datore dimostra di aver offerto al dipendente un adeguato tempo per il godimento delle ferie: in tal caso è il lavoratore che non ne usufruisce a non poter rivendicare alcunché.

In ogni caso, l’azienda non può restituire al dipendente il periodo di ferie ormai non goduto e risulta dunque tenuta a una indennità pari alla retribuzione della prestazione erogata nelle giornate in origine destinate al riposo.

Oggi, nell’ambito del pubblico impiego, le ferie vanno godute nei periodi prestabiliti e non danno luogo a trattamenti economici sostitutivi. Ma la Corte Costituzionale ha stabilito che l’indennità è dovuta anche quando la normativa di settore prevede il divieto di monetizzare, altrimenti sarebbe violato il diritto inderogabile del lavoratore.

Nei contratti di lavoro a termine di durata inferiore all’anno è possibile monetizzare le ferie. Il pagamento dell’indennità sostitutiva deve comunque avvenire al termine del rapporto.

L’indennità sostitutiva delle ferie è composta dagli stessi elementi che concorrono a formare la retribuzione feriale.

note

[1] Cass. sent. n. 15652/18 del 14.06.2018.

[2] C. Cost. sent. n. 95/2016.

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