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Asta giudiziaria: il proprietario può restare in casa?

15 giugno 2018


Asta giudiziaria: il proprietario può restare in casa?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 giugno 2018



Il proprietario di un immobile che sta per essere venduto all’asta può rimanere all’interno della casa, finchè questa non verrà aggiudicata a qualcuno? Poter rimanere all’interno dell’abitazione è un’eventuale concessione di un giudice? È previsto dalla legge? Una mia amica è rimasta nella sua casa fino alla vendita in terza battuta, controllata periodicamente da un custode e non creando problemi quando i possibili acquirenti andavano a vedere l’immobile. Non ha fatto alcuna richiesta. Il custode nominato si è presentato al civico e le ha dato una serie di norme di comportamento da osservare e le ha lasciato le chiavi. 

Dal 2 agosto 2016 in poi è applicabile il nuovo testo dell’articolo 560 del codice di procedura civile (introdotto dal decreto legge 3 maggio 2016, n. 59, convertito in legge n. 119 del 30 giugno 2016) secondo il quale:

– il giudice dell’esecuzione dispone (con provvedimento impugnabile per opposizione ai sensi dell’articolo 671) la liberazione dell’immobile pignorato … quando non ritiene di autorizzare il debitore a continuare ad abitare lo stesso, o parte dell’immobile, oppure quando revoca l’autorizzazione, se concessa in precedenza, o quando provvede all’aggiudicazione o all’assegnazione dell’immobile.

Come si può notare, l’attuale normativa::

– concede al giudice, sulla base di una valutazione discrezionale, il potere di decidere, prima dell’aggiudicazione, se il debitore possa o meno continuare ad abitare l’immobile pignorato o anche una parte di esso (ovviamente nella decisione del giudice intervengono una molteplicità di fattori che possono anche essergli rappresentati dalle parti e cioè dal creditore e dal debitore);

– dopo l’aggiudicazione all’asta dell’immobile, invece, il giudice deve disporne la liberazione (cioè lo sgombero del debitore) senza che vi siano per lui margini di valutazione discrezionale.

Tuttavia la stessa disposizione, cioè l’articolo 560 del codice di procedura civile, che impone al custode di eseguire il provvedimento con cui il giudice abbia ordinato al debitore di andar via, stabilisce che lo sgombero già ordinato, se il creditore non si opponga, possa essere di fatto rinviato a dopo la pronuncia da parte del giudice dell’esecuzione del decreto di trasferimento (pronuncia che può avvenire anche a distanza di mesi dall’aggiudicazione all’asta).

Perciò è possibile che, se il creditore non è contrario, l’eventuale liberazione dell’immobile già decisa dal giudice sia posticipata a dopo la data in cui il giudice stesso avrà pronunciato il decreto di trasferimento (che è l’atto con cui la proprietà dell’immobile pignorato viene trasferita dal debitore a colui il quale si è aggiudicato l’immobile all’asta).

Queste sono dunque le disposizioni di legge attualmente in vigore che regolano la questione della permanenza del debitore nell’immobile pignorato.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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