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Anche in Giappone arriva l’anti pirateria per la tutela dei diritti d’autore

11 Gennaio 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 Gennaio 2013



La pirateria informatica, nel Paese del Sol levate, è divenuta reato solo dal 2010, ma le pene non sono mai state applicate: solo ora qualcosa sta cambiando.

Il mercato musicale del Giappone è il secondo più grande del mondo dopo quello statunitense e – non c’è bisogno di dirlo – i nipponici sono fanatici di musica quasi quanto lo sono gli americani e forse più degli stessi inglesi. Se a questo si aggiunge la notoria predisposizione asiatica all’uso delle nuove tecnologie, la miscela di questi elementi è una diffusione galoppante della pirateria informatica. Sono miliardi, infatti, i file audio piratati ogni anno. Non dimentichiamo inoltre che nella vicina Cina nessuno sa che esiste una legge che tutela il copyright.

Così, per contrastare la diffusione di materiale non autorizzato, dopo anni di stasi e di indifferenza delle istituzioni, dal primo ottobre sono entrate in vigore pene (relativamente parlando) più severe: il download di materiale protetto dal diritto d’autore costerà ai giapponesi fino a due anni di reclusione e multe fino a 20.000 euro. Invece, l’upload di materiale pirata su siti e portali farà scattare pene ancora più severe: fino a 10 anni di reclusione e 100.000 euro di multa.


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