Diritto e Fisco | Editoriale

Il titolare di farmacia risponde degli errori dei collaboratori?

8 luglio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 luglio 2018



I medicinali non devono essere presi a cuor leggero ma ecco cosa accade se vengono venduti per sbaglio dagli operatori e farmacisti.

La salute è il bene più prezioso dello vita e, come tale, merita di essere preservato al massimo mediante un’alimentazione sana, il giusto riposo e, in generale le buone abitudini che aiutano a tenere lontane patologie e fastidi. Gli esperti del settore evidenziano come sia importante prendersi cura di se stessi ad ogni età, anche adottando delle routine quotidiane che possano aiutare a sentirsi meglio. Il corpo umano è una macchina perfetta che funziona correttamente solo quando tutti gli organi sono in equilibrio ma quando quest’ultimo si incrina occorre correre ai ripari sia mediante automedicazione che, nei casi più delicati, con l’intervento del proprio medico curante. Per automedicazione, in particolare, si intendono quei piccoli gesti volti alla cura dei lievi disturbi di salute, come ad esempio il mal di testa, il mal di stomaco o le irritazioni cutanee. L’esercizio commerciale in cui acquistare i medicinali è ovviamente la farmacia, luogo in cui lavorano numerosi operatori, per questa ragione viene spontaneo domandarsi: il titolare di farmacia risponde degli errori dei collaboratori?

L’organizzazione della farmacia

La farmacia rappresenta un vero e proprio punto di riferimento per coloro che desiderano acquistare i farmaci prescritti dal proprio medico, in caso di patologie serie, i prodotti da banco che non necessitano di prescrizione, cosmetici, integratori e accessori per bambini. Nel corso del tempo il concetto di farmacia si è trasformato adattandosi alle esigenze dei consumatori che, oltre alle medicine in senso stretto, ricercavano prodotti indispensabili per la cura e l’igiene personale. Anche le farmacie in origine con dimensioni più ridotte oggi si sono ampliate lasciando spazio a numerose aree merceologiche di grande interesse. Sono aumentati altresì i servizi, ad esempio in farmacia attualmente è possibile effettuare i test sulle allergie o intolleranze alimentari, misurazione del peso e calcolo dell’indice di grasso corporeo, trattamenti estetici e molto altro. La naturale conseguenza di questo ampliamento è stata la modifica dell’organizzazione della farmacia con la necessità di incrementare il numero dei collaboratori. Oltre dunque al titolare della farmacia, che può decidere liberamente di lavorare o di restare più defilato, vi sono i farmacisti, i commessi farmacisti, gli erboristi esperti di medicina naturale e così via. Per questa ragione è importante sapere se il titolare di farmacia risponde degli errori dei collaboratori.

La figura del farmacista

Il farmacista è un professionista che, al fine di ottenere questa qualifica, affronta un percorso di studi universitari in farmacia o in chimica e tecnologie farmaceutiche (CTF) sino alla laurea, in seguito ha obbligo di seguire un periodo di tirocinio e lavorare attivamente all’interno di una farmacia e, infine, superare l’esame di Stato per ottenere l’abilitazione alla professione. Questo titolo ha diversi sbocchi lavorativi oltre presso le farmacie anche presso le parafarmacie, ospedali, cliniche e centri sanitari.

L’abilitazione acquisita autorizza il farmacista, secondo la legge, alla vendita dei medicinali infatti lo stesso, conoscendone perfettamente i principi attivi e gli effetti sulle varie patologie è in grado di consigliare al meglio la clientela. Logicamente, quando il farmaco viene richiesto dietro prescrizione del medico curante il farmacista è obbligato alla vendita e non può discostarsi dall’indicazione, tutt’al più può segnalare al paziente la presenza di farmaci equivalenti, con la medesima composizione chimica ma a costi inferiori. Ovviamente, non tutti i farmacisti italiani possono essere titolari di farmacia e sono numerosi gli abilitati inquadrati con apposito contratto di lavoro.

I commessi farmacisti

I commessi farmacisti, detti anche addetti alla vendita od operatori, sono una figura professionale che all’interno della farmacia svolgono diverse attività, come ad esempio la sistemazione dei medicinali nei cassetti, l’inventario, la disposizione delle vetrine e così via. Nella maggior parte dei casi si tratta di persone non laureate in farmacia, o in materie attinenti, che non hanno diretto contatto con il pubblico né tanto meno possono dispensare farmaci o consigli tecnici in quanto non ne hanno le competenze specifiche. Generalmente operano sotto le direttive del titolare della farmacia e degli altri farmacisti e svolgono una fondamentale mansione ausiliaria che si dimostra molto utile quando i volumi dei clienti sono importanti. Il titolare di farmacia risponde degli errori dei collaboratori?

Errore di dispensazione del farmaco

Per errore di dispensazione del farmaco [1] si intende l’erronea vendita di medicinali che viene sanzionata dalla legge. Si ha questa vendita erronea quando, ad esempio, il farmacista sostituisce il farmaco indicato nella prescrizione medica o interpreta male o non legge affatto quanto scritto, provvedendo autonomamente.

Occorre evidenziare che, come statuito anche dalla Costituzione [2] la responsabilità penale è personale, in altri termini, ciascuno risponde delle proprie azioni od omissioni. Questo principio generale dunque escluderebbe la responsabilità del titolare della farmacia per gli errori dei collaboratori. Infatti, nonostante una sentenza [3]  che si discosta da questo percorso logico, la legge in materia puntualizza come ciascun lavoratore debba sempre svolgere le sue mansioni con la dovuta diligenza senza eccedere i limiti imposti dal suo ruolo.

Il titolare di farmacia, pur avendo spesso un ruolo organizzativo e di coordinamento dei vari ruoli non ha anche obbligo di sorveglianza e ciascun dipendente deve operare con serietà adempiendo con precisione ai propri compiti.

Il farmacista dipendente che dispensa ai clienti farmaci sbagliati è direttamente responsabile e punito dalla legge secondo le norme del codice penale.

Il commesso farmacista che dispensa ai clienti farmaci erronei, oltre ad essere punito penalmente, può anche essere sottoposto a procedimento disciplinare da parte del titolare di farmacia in quanto i consigli medici e la sostituzione dei medicinali non rientrano nelle sue mansioni.

note

[1] Art. 445 codice penale.

[2] Art. 27 Cost.

[3] Tar Lombardia sent. n. 2305 del 13/9/2012.


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