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Cos’è la violenza ostetrica?

13 luglio 2018 | Autore:


> Che significa? Pubblicato il 13 luglio 2018



Mettere al mondo un figlio è certamente la cosa più bella ma ecco cosa succede quando le future madri subiscono delle ingiustizie in sala parto.

La maternità rappresenta l’inizio di una nuova vita, la prosecuzione di un progetto d’amore e il coronamento di un sogno. Il periodo della gravidanza, in genere, viene vissuto come una sorta di preparazione per l’evento finale che avviene con il parto. Alcune madri affrontano questo importante periodo della vita con molta leggerezza, non avendo, per fortuna, malesseri o sensazioni fastidiose, lavorando e portando avanti la propria quotidianità, altre invece vivono una gestazione difficile che necessita assoluto riposo e stravolge totalmente le proprie routine. Il momento del travaglio è la fase culminante che viene vissuta molto intensamente dalle future madri in quanto si ha il distacco vero e proprio del bambino e si prova dolore e fatica. In questi frangenti così concitati le donne necessitano non solo di un’assistenza medico-sanitaria costante ma anche di incoraggiamento e di parole di conforto che possano rinfrancarle di tutto questo stress, le partorienti hanno mille timori e la fragilità rischia di prendere il soppravvento con scarse possibilità di reazione in caso di gesti di maltrattamento. Purtroppo, a fronte di molte testimonianze in materia, emerge un dato molto allarmante ossia l’incremento di episodi di violenza ostetrica. Ma cosa significa esattamente violenza ostetrica?

La prima gravidanza

Le donne che affrontano per la prima volta una gravidanza, come è giusto che sia, sono totalmente impreparate e non comprendono fino in fondo il ruolo fondamentale che di lì a poco andranno a ricoprire. Pur leggendo molti libri sul tema, chiedendo consigli alle mamme e alle amiche più esperte o seguendo corsi preparatori, l’arrivo in sala parto è spesso avvolto nel mistero perché non si riesce a capire esattamente come muoversi e cosa fare. Trattandosi di istanti agitati in cui il personale medico deve prendere decisioni in pochi minuti le future madri sono sottoposte a notevoli pressioni dovute anche, nella maggior parte dei casi alla carenza di personale in molti ospedali e alla scarsa presenza di sale adibite appositamente al travaglio. La mancanza di organizzazione porta, in tanti casi, ad una situazione molto confusa in cui le donne non vengono seguite adeguatamente, non c’è privacy perché le visite avvengono in presenza di altre pazienti in attesa per altri motivi, non c’è possibilità di vedere il partner o un parente perché questi vengono allontanati, non c’è nemmeno l’opportunità di chiedere al personale impegnato cosa sta realmente accadendo. Dalla prima indagine nazionale sul tema, denominata Le donne e il parto, nata su iniziativa dell’Osservatorio sulla violenza Ostetrica Italia e condotta dalla Doxa su un campione di cinque milioni di donne italiane, tra i 18 e i 54 anni, con almeno un figlio di 0-14 anni, è risultato che una mamma su cinque riferisce di avere subito qualche forma di violenza ostetrica, fisica o psicologica, alla prima esperienza di maternità. Addirittura, su 100 intervistate, sei dicono di voler rinunciare o di avere rinunciato alla seconda gravidanza proprio perché rimaste irrimediabilmente traumatizzate da quanto accaduto durante il primo parto. Chi si trova ad affrontare questa prova si domanda allora: cos’è la violenza ostetrica?

La violenza ostetrica

Una informazione importante che deve essere fornita a tutti riguarda la natura del termine violenza ostetrica. La violenza ostetrica non è il comportamento scorretto ed irrispettoso posto in essere esclusivamente da coloro che operano in qualità di ostetriche ma riguarda tutto il personale medico e paramedico che ha l’obbligo di prendersi cura della paziente nella fase del parto. Questa particolare violenza non si concretizza semplicemente in gesti fisici non idonei ma anche in offese, umiliazioni, frasi di scherno, atteggiamenti di leggerezza e di poca sensibilità verso una paziente che sta soffrendo. Le donne intervistate hanno affermato di avere ricevuto battute pesanti, approcci all’intimità senza richiesta di permesso o anche trattamenti medici senza il preventivo consenso. Nelle situazioni più gravi le future madri si trovano sbalzate da una sala all’altra con irruenza e con parole poco edificanti, prive di informazioni e di rassicurazioni su quanto sta accadendo in quel preciso istante al proprio corpo.

In passato la violenza ostetrica veniva tenuta nascosta, sia per paura di non trovare credibilità in quanto affermato, perché l’idea che il personale medico e paramedico potesse maltrattare le pazienti durante il travaglio rappresentava un concetto difficile da digerire, ma purtroppo reale, sia perché la gioia della maternità e il nuovo impegno da portare avanti lasciava poco tempo per concentrarsi su altro. Oggi, grazie ad una rinnovata attenzione verso il tema del rispetto della donna, è importante ribellarsi e segnalare i comportamenti scorretti.

Cosa fare se si subisce violenza ostetrica?

Le partorienti che si trovano, loro malgrado, a subire violenza ostetrica da parte del personale medico e paramedico che dovrebbe al contrario assisterle ed aiutarle, devono innanzitutto comprendere, nonostante il momento di confusione e di sofferenza dato dalle doglie, che si tratta di un’ingiustizia e di una forma di cattiveria totalmente ingiustificata e ingiustificabile neanche con la solita scusa della carenza di personale che non autorizza nessuno a trattare il prossimo con disumanità. Precisato questo, le donne in travaglio possono, per quanto possibile nelle loro condizioni, controbattere a questi atteggiamenti ed esigere rispetto.

In seguito, con la felice conclusione del parto, queste donne potranno inoltrare apposite segnalazioni alla Direzione dell’ospedale, alla sezione del Tribunale del malato dell’ospedale di riferimento e alla Direzione generale dell’ASP, esponendo dettagliatamente i fatti che li hanno viste protagoniste, indicando i nominativi dei responsabili, gli orari, le modalità di comportamento e ogni altra informazione utile per inquadrare quanto accaduto. In aggiunta è possibile agire anche attraverso denuncia per violenza ostetrica presso le Autorità, Polizia e Carabinieri.

Perchè è importante denunciare la violenza ostetrica?

Molte donne si domandano perchè sia così importante denunciare la violenza ostetrica, la risposta è abbastanza automatica ed evidenzia come tutte le partorienti che hanno ricevuto questa forma di maltrattamento debbano parlare e ribellarsi a questo stato di cose. E’ importante denunciare innanzitutto perchè nessuno merita di essere trattato irrispettosamente tanto più nel momento del parto in cui la fragilità e la fatica travolgono letteralmente il corpo e la mente e non permettono alcuna difesa. Poi, è bene denunciare affinchè questi episodi non accadano più poiché nessuna donna possa sentirsi umiliata e derisa proprio nel momento più speciale della sua vita. Infine, la denuncia è importante perché rappresenta un atto di ribellione a seguito di una cattiveria gratuita.


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