Diritto e Fisco | Editoriale

Come posso accorgermi di essere diabetico?

17 giugno 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 giugno 2018



Segni e sintomi del diabete mellito, le cause della malattia; come avviene la diagnosi e quali sono le possibili cure contro il diabete.

Nell’ambito delle malattie cronico-degenerative un posto di rilievo è occupato dal diabete mellito. Alcuni segni o sintomi possono essere “spie d’allarme” per la presenza della malattia, che sarà diagnosticata attraverso appropriati test clinici. In questo articolo risponderemo a una domanda frequente che viene spesso fatta sul tema: come posso accorgermi di essere diabetico?

 Classificazione e cause del diabete

Il diabete mellito è una patologia caratterizzata da alti livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia) a digiuno. L’iperglicemia è determinata da un deficit di insulina dovuto alla distruzione, improvvisa o prolungata nel tempo, delle cellule beta localizzate nel pancreas e responsabili della produzione di tale ormone. Un’altra possibilità è che l’insulina prodotta non agisca in maniera soddisfacente sugli organi bersaglio (insulino-resistenza).

Si distinguono due forme di diabete mellito, ossia il tipo I (o giovanile), che insorge prevalentemente nel periodo dell’infanzia e nell’adolescenza, e di tipo II (forma adulta). Le cause del diabete di tipo I non sono ancora state definite con certezza. Vi sono però dei fattori che contribuiscono alla sua comparsa:

  • fattori genetici (ereditari)
  • fattori immunitari (legati ad una particolare difesa del nostro organismo contro le infezioni)
  • fattori ambientali (dipendono dall’azione contro il nostro organismo di batteri, virus, sostanze chimiche, etc.)

Alcuni soggetti sono dunque geneticamente predisposti a sviluppare malattie autoimmuni (e quindi anche il diabete di tipo 1), ma devono verificarsi altri eventi (fattori immunitari e/o fattori ambientali) perché la malattia si sviluppi.

Anche le cause alla base dell’insorgenza del diabete mellito di tipo II vanno generalmente ricercate in fattori ereditari ed ambientali. All’ereditarietà si aggiungono aspetti caratteristici quali l’obesità: le cellule hanno bisogno di zucchero per vivere, tanto maggiore è il numero di cellule da alimentare tanto maggiore sarà il fabbisogno di insulina. Nelle persone obese, quindi, l’insulina viene prodotta ma non in quantità sufficiente. Tra i fattori ambientali vanno invece annoverati la vita sedentaria e lo stress. Anche l’età gioca un ruolo chiave: l’invecchiamento dell’organismo si riflette sulla funzionalità di tutti gli organi, compreso il pancreas che, invecchiando, non è più in grado di rispondere prontamente alla richiesta di insulina ricevuta.

Infine, ulteriori fattori di rischio per l’insorgenza del diabete di tipo II sono :

  • Ipertensione (Pressione Arteriosa Sistolica maggiore o uguale a 140 mmHg e\o Pressione Arteriosa Diastolica maggiore o uguale a 90mmHg)
  • Colesterolo HDL (minore o uguale a 35 mg/dl)
  • Trigliceridi (maggiori o uguali a 250 mg/dl).

Segni e sintomi del diabete mellito

Il diabete di tipo I insorge in età precoce, spesso in età scolare. Come possono quindi i genitori capire se il proprio figlio è affetto da questa patologia? La sintomatologia è legata ad un meccanismo ben preciso: il glucosio, introdotto con l’alimentazione, non viene utilizzato e viene eliminato dal corpo attraverso le urine. Si verifica, quindi, un aumento del volume urinario, con conseguente aumento della sensazione di sete, e un calo di peso improvviso dovuto al fatto che non vengono trattenute le sostanze nutritive.

Pertanto, i principali sintomi clinici del diabete di tipo 1 sono i seguenti:

  • poliuria (aumento del volume e delle urine e dunque necessità di urinare frequentemente )
  • polidipsia (aumento della sete)
  • polifagia paradossa (dimagrimento improvviso non dovuto a variazioni nella dieta)

Un primo segno legato all’insorgenza del diabete è la cosiddetta enuresi notturna, ossia il bambino bagna spesso il letto durante la notte. Se tale manifestazione non è associata a particolari eventi stressanti o traumatici ed è accompagnata da ulteriore sintomatologia come quella sopra elencata, è bene parlarne con il proprio pediatra.

Spesso il sintomo di esordio del diabete di tipo 1 è la chetoacidosi diabetica (aumento della quantità di corpi chetonici nel sangue). L’organismo infatti, non potendo utilizzare gli zuccheri (persi con le urine) per produrre energia, utilizza il metabolismo degli acidi grassi, con la produzione di corpi chetonici. La chetoacidosi si manifesta con nausea, vomito, disidratazione,  respiro pesante, difficoltoso e ansimante, sonnolenza e stato confusionale fino al coma. Un aspetto tipico è il caratteristico alito che odora di frutta matura (acetone).

Come accorgersi se si è invece affetti da diabete di tipi II? I soggetti malati sono generalmente anziani, spesso in sovrappeso; è possibile però anche in questo caso assistere ad una inspiegabile e rapida perdita di peso. Dal punto di vista clinico anch’essi possono presentare polidipsia, poliuria, con frequente bisogno di urinare anche nelle ore notturne e stanchezza. L’aumento dei livelli di glucosio nel sangue è responsabile dell’insorgenza in un tempo compreso tra pochi ed alcuni anni, di complicanze vascolari che prendono il nome di microangiopatia (a carico di retina, sistema nervoso e reni) e macroangiopatia diabetica, che colpisce il cuore.[1]Pertanto, ai sintomi precedentemente descritti possono aggiungersi visione offuscata e lenta guarigione delle ferite.

Diagnosi di diabete

Come si arriva alla diagnosi di certezza di diabete mellito? In base alla sintomatologia riferita , il medico farà effettuare un prelievo di sangue a digiuno ed eventualmente una curva glicemica (OGTT), ossia prelievo eseguito a digiuno e due ore dopo l’assunzione di una soluzione glucosata per via orale. La diagnosi di diabete si pone in ognuno di questi casi: 1) riscontro di almeno due valori di glicemia a digiuno ≥ 126 mg/dl; 2) riscontro di glicemia casuale ≥ 200 mg/dl in presenza di sintomi tipici del diabete: poliuria, polidipsia, dimagrimento); 3) glicemia 2 ore dopo carico orale di glucosio≥ 200 mg/dl. Tra la normalità e il diabete, tuttavia, esistono delle condizioni intermedie che sono indicative di una predisposizione a sviluppare il diabete: si tratta dell’Alterata Glicemia a Digiuno e della Ridotta Tolleranza Glucidica. Si parla, infatti, di Alterata Glicemia a Digiuno (IFG o Impaired Fasting Glucose) nel caso di riscontro di almeno due valori di glicemia, a digiuno, compresi fra 110 e 126 mg/dl[1]

Terapia del diabete

Nel diabete mellito di tipo I il soggetto necessita di quotidiane iniezioni sottocutanee di insulina, mentre nel tipo II vengono somministrati antidiabetici per via orale (come la metformina) e una specifica dieta povera di zuccheri e grassi.

Prevenzione del diabete

A parte i fattori ereditari ed immunologici che possono essere scarsamente, se non per nulla influenzati dalla prevenzione, quest’ultima può invece agire efficacemente soprattutto sui fattori metabolici e alimentari. Il ruolo svolto dall’alimentazione sembra quello di slatentizzare, ossia rendere evidente una condizione patologica verso la quale si è già predisposti. Tale meccanismo sembra essere coinvolto soprattutto nell’insorgenza del diabete di tipo II. In tal caso, la prevenzione primaria si basa su una corretta alimentazione che preveda un introito di lipidi per circa il 30% delle calorie giornaliere, di proteine nella misura di un gr per Kg di peso corporeo e di glucidi per coprire il 55-60% del fabbisogno quotidiano. Vanno preferiti i glucidi complessi, come la pasta ed il pane, che forniscono glucosio sotto forma di amido, mentre gli zuccheri semplici (miele, zucchero, dolcificanti) non devono superare il 20% dell’apporto calorico. È fondamentale l’introduzione di frutta e verdura nella dieta giornaliera nella misura di cinque porzioni al giorno e l’apporto di alcolici deve essere moderato, e non superare il bicchiere di vino a pasto. L’attività fisica va svolta con regolarità (2-3 volte a settimana) e con moderazione. Va abolito il fumo di sigarette. Se presente obesità, è necessario ricorrere ad un’apposita dieta ipocalorica[2].

note

[1] Rugarli C. Medicina interna sistematica. Masson Milano; 2010.

[2] Ricciardi W et al. Igiene medicina preventiva sanità pubblica. Idelson Gnocchi; 2013


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