Diritto e Fisco | Editoriale

Assegno di mantenimento per i genitori

18 giugno 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 giugno 2018



Se sono i genitori ad essere in difficoltà, i figli devono provvedere al mantenimento? Vediamo come e in quali casi.

Quando si pensa al mantenimento di una persona a noi cara, in genere la prima situazione che viene alla mente è quella nella quale i genitori mantengono i propri figli. Non soltanto dal punto di vista sociale e mediatico, ma anche giuridico, le problematiche legate a figli fannulloni che non lavorano o studiano e pesano sui propri genitori sono state oggetto di numerose sentenze, e ancora oggi sono oggetto di dibattito. La situazione è peraltro ulteriormente aggravata da un periodo storico difficile, con una crisi del mercato del lavoro che colpisce tutte le età, includendo quindi sia i genitori che i figli adulti in una spirale di difficoltà economico – professionali di non immediata risoluzione. Il nostro ordinamento, tuttavia, prevede che il mantenimento dei genitori nei confronti dei figli non sia necessariamente, e sempre, unilaterale. I vincoli di solidarietà sociale che la nostra carta costituzionale prevede e sancisce infatti valgono anche al contrario, garantendo che in caso di difficoltà siano i figli a doversi attivare affinchè i genitori non siano abbandonati a se stessi, generalmente inoltre in età avanzata, in condizioni disagiate. Vediamo quindi assieme nello specifico quando e come i figli devono provvedere a corrispondere un assegno di mantenimento per i genitori.

Mantenimento dei genitori: precisazioni terminologiche

Prima di analizzare le modalità applicative attraverso le quali il nostro sistema regolamenta il versamento di una somma in favore dei genitori necessitanti che ne abbiano titolo, è fondamentale chiarire un aspetto riguardante i termini utilizzati. Abbiamo infatti finora fatto riferimento alla parola mantenimento dei genitori, e bisogna necessariamente precisare che l’utilizzo è stato fatto in termini generali e non strettamente legali: mantenimento, nel senso fino ad questo momento utilizzato, significa semplicemente provvedere economicamente a versare del denaro per garantire, appunto, il mantenimento del genitore in difficoltà. Non va invece confuso con il mantenimento in senso proprio e tecnico – giuridico: l’assegno di mantenimento sotto il profilo legale è infatti quello derivante da un divorzio o da una separazione (e anzi, a voler essere completamente precisi, l’assegno derivante dalla sentenza di divorzio ha a sua volta il nome di assegno divorzile). Nel caso dei doveri che sorgono in capo ai figli di aiutare i genitori, invece, non si può parlare, in stretto legalese, di assegno di mantenimento, in quanto siamo nella ben diversa ipotesi del versamento degli alimenti, situazione che ha requisiti di legge differenti.

Mantenimento dei genitori: differenza rispetto agli alimenti

Per capire cosa sono gli alimenti da versare nei confronti dei genitori, questi vanno inquadrati e tenuti distinti come abbiamo detto dal mantenimento. Il mantenimento si concretizza nel versamento di una cifra che concorre a garantire, come dice la parola stessa, il mantenimento della persona che ne usufruisce. Si tratta di conseguenza di una cifra che può essere anche di rilevante ammontare,e che copre le spese necessarie a consentire di proseguire con la propria esistenza, sotto tutti i profili. Gli alimenti invece sono una tipologia differente di sostegno economico, in quanto vanno ad aiutare una persona in estrema difficoltà ed in stato di bisogno, permettendole la sopravvivenza: il nome stesso, alimenti, è altamente indicativo del fatto che si tratta di situazioni estreme, nelle quali mancano le risorse per avere beni di prima necessità, indispensabili per la sopravvivenza stessa. Quando si tratta dei doveri dei figli nei confronti dei genitori, in capo ai figli sorge per legge il dovere di versare gli alimenti, ma non il mantenimento ai genitori.

Alimenti per i genitori

Chiarita quindi preliminarmente la distinzione fra assegno di mantenimento ed alimenti, entriamo nel dettaglio e analizziamo quando spettano ai genitori da parte dei figli.

Alimenti per i genitori: chi è obbligato

Gli alimenti devono essere versati nel caso in cui un genitore, o tutti e due, siano in stato di bisogno e di estrema necessità, non potendo più far fronte con le proprie risorse alle spese necessarie per sopravvivere.

L’obbligo di versare gli alimenti nasce tuttavia in capo ai figli in via subordinata, in quanto preliminarmente l’obbligo ricade in capo al coniuge del familiare in stato di necessità. In caso contrario, spetterà ai figli versare gli alimenti al genitore bisognoso, fermo restando che l’obbligo vale anche per i figli adottivi. In caso di fratelli e sorelle che possano contribuire, gli alimenti devono essere divisi fra tutti gli obbligati ma non necessariamente in parti uguali, tenendo invece in debito conto le rispettive condizioni economiche.

Alimenti per i genitori: cosa comprendono

Gli alimenti si concretizzano nel versamento di una cifra, non elevata quanto quella solitamente erogata per il mantenimento, che sia tuttavia sufficiente e necessaria a garantire che il genitore in stato di necessità possa provvedere a soddisfare i propri bisogni essenziali.

Come abbiamo anticipato, gli alimenti vanno parametrati alla situazione economica dei figli obbligati, e sono assegnati in proporzione allo stato di bisogno del genitore richiedente. Dal punto di vista economico e pratico, gli alimenti possono essere versati attraverso l’erogazione periodica al beneficiario della somma necessaria stabilita (ad esempio mediante assegno), oppure è possibile anche – laddove ci fossero le possibilità e condizioni – optare per una soluzione che preveda il trasferimento del genitore in casa del figlio obbligato, che lo manterrà quindi direttamente sotto il proprio tetto.

note

Autore immagine: Pixabay.

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