Diritto e Fisco | Editoriale

Inquilino non fa voltura delle utenze: cosa fare?

9 luglio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 luglio 2018



Si può staccare la fornitura a chi non si intesta i contratti di luce e gas? Il nuovo locatario deve pagare i debiti di quello precedente?

Nei rapporti tra locatore e locatario c’è chi ogni tanto cerca di fare il furbo per cercare di spendere il meno possibile. Può succedere, ad esempio, che l’inquilino non faccia la voltura delle utenze, nonostante sia tenuto ad intestare a sé luce e gas se il contratto così lo prevede. In questo casi, cosa fare? Come si deve comportare il proprietario dell’immobile? Ha la possibilità di chiedere l’interruzione della fornitura o di rescindere il contratto?

Intanto, bisogna distinguere tra voltura e subentro di un’utenza. Due termini che possono sembrare simili e sui quali si fa spesso confusione ma che indicano situazioni diverse e che, pertanto, possono avere delle conseguenze diverse: la prima non presume l’interruzione della fornitura, il secondo sì perché avviene in seguito alla cessazione del contratto dell’affittuario precedente. Quindi, almeno in teoria, non potrà mai esistere un inquilino che non fa un subentro, in quanto quello che occupava l’immobile prima di lui avrà chiesto la disattivazione del contatore. Invece ci può essere l’inquilino che non fa la voltura delle utenze: cosa fare quando ci si trova in questa situazione?

Voltura delle utenze: che cos’è?

Secondo la definizione dell’Autorità dell’energia elettrica e del gas, la voltura delle utenze è il passaggio contemporaneo del contratto di fornitura da un cliente ad un altro senza interruzione dell’erogazione dell’energia. Significa, quindi, che il nuovo inquilino si ritrova sin dal primo giorno con luce e gas in casa e che da quel momento sarà lui a pagare le bollette. La voltura, infatti, non prevede il distacco ed il riattacco del contatore ma semplicemente il cambio di intestazione del contratto di fornitura da un cliente ad un altro.

Voltura delle utenze: a chi spetta e come si fa?

Spetta al nuovo inquilino fare la voltura delle utenze quando firma il contratto di affitto di un immobile. Sarà, dunque, lui a doversi occupare della pratica, che cambia a seconda del fornitore e della tipologia di servizio, cioè a maggior tutela o a libero mercato.

In ogni caso, l’inquilino che deve fare la voltura delle utenze deve presentare:

  • i dati personali;
  • l’indirizzo dell’immobile per il quale chiede la voltura;
  • il numero di matricola del contatore;
  • il codice POD per l’energia elettrica o PDR per il gas, comunicati nelle bollette (quindi sarà necessario avere almeno una bolletta dell’inquilino precedente);
  • la potenza richiesta per l’energia elettrica;
  • la dichiarazione firmata dal richiedente e dal vecchio intestatario delle utenze per sottoscrivere la lettura del contatore.

Voltura delle utenze con o senza accollo: che cos’è?

L’inquilino che deve fare la voltura delle utenze deve distinguere anche tra la voltura con accollo e quella senza accollo. Qual è la differenza?

La prima, cioè la voltura con accollo, è quella scelta nel caso in cui il nuovo inquilino sceglie di mantenere le stesse condizioni contrattuali ed economiche rispetto al vecchio intestatario. Ma dovrà farsi carico di eventuali debiti lasciati in sospeso.

La voltura senza accollo, invece, presuppone un nuovo contratto con eventuali modifiche delle condizioni. Pertanto, in questo caso, il nuovo inquilino non dovrà pagare i debiti di quello che l’ha preceduto.

Voltura delle utenze: quanto ci vuole?

I tempi per poter fare la voltura delle utenze variano a seconda del tipo di contratto. Se l’inquilino ha aderito ad un’offerta a maggior tutela, saranno necessari 4 giorni lavorativi, cioè: entro i primi due giorni dalla presentazione della richiesta, il fornitore deve comunicare al consumatore l’accettazione o meno della stessa. In caso affermativo, la voltura verrà registrata entro i due giorni lavorativi successivi.

Per quanto riguarda, invece, le offerte del libero mercato, l’attesa potrebbe prolungarsi di più, fino a circa 2 settimane dal momento in cui è stata presentata la richiesta.

Voltura delle utenze: se l’inquilino non la fa che succede?

Dicevamo all’inizio che ogni tanto capita chi vuole fare il furbetto vivendo in una casa in affitto senza intestarsi luce e gas, cioè senza fare la voltura delle utenze. Questo perché, nel caso non pagasse una o più bollette, non risulterebbe lui la persona morosa di fronte al fornitore dell’energia. Il proprietario, a questo punto, che cosa può fare?

La prima mossa può essere quella di scrivere nel contratto di locazione che l’inquilino è tenuto a fare la voltura delle utenze. In questo modo, si avrà uno strumento per poter minacciare la rescissione del contratto per inadempienza oppure per chiedere il rimborso degli importi non pagati. In quest’ultimo caso, il proprietario può inviare una lettera raccomandata a/r all’inquilino. Se quest’ultimo dovesse riconoscere il debito, il padrone di casa avrebbe in mano il documento necessario per poter fare un decreto ingiuntivo come alternativa più veloce e più economica rispetto al giudizio ordinario.

D’altra parte, se l’inquilino non fa la voltura delle utenze vuol dire che queste sono intestate al proprietario, il quale può decidere in qualsiasi momento di staccare luce e gas dal suo appartamento per evitare di far figurare come seconda casa (e pagare le relative tasse) un’immobile che, in realtà, è abitato da un’altra persona.

Voltura delle utenze: se il vecchio inquilino non paga, quello nuovo deve assumersi il debito?

Come regola generale, un fornitore non può pretendere che, una volta effettuate le volture, un inquilino paghi il debito lasciato dalla persona che ha occupato un immobile prima di lui e non ha pagato le bollette. Se così facesse, commetterebbe un atto illecito. Vediamo il perché.

Al momento di fare una voltura, così come scritto su una delibera dell’Autorità per l’energia [1], cessa un contratto di fornitura con un cliente e se ne apre uno nuovo con un altro cliente senza che la fornitura stessa venga interrotta. Significa che ci sono due contratti diversi, uno con il vecchio inquilino ed uno con quello nuovo, e che, pertanto, il nuovo inquilino deve rispondere soltanto degli obblighi che derivano dal suo di contratto e non da quello precedente. Se chi ha vissuto prima in quell’immobile era un locatario moroso, non è e non deve essere un problema di chi è arrivato dopo di lui [2].

Ci sono, però, alcune società energetiche che cercano di ovviare questo problema sostituendo il termine «voltura» con un altro, come ad esempio «cessione del contratto». Questo non sarebbe corretto per diversi motivi.

Innanzitutto, perché deve prevalere il principio stabilito dall’Autorità, che per il passaggio di un’utenza da un cliente all’altro, parla solo di subentro e di voltura. Una clausola che non preveda uno di questi due termini (con i relativi significati che abbiamo spiegato in precedenza) potrebbe portare a considerare nullo il contratto.

C’è, poi, il discorso legato alla correttezza contrattuale e alla buona fede, due principi che le parti che sottoscrivono un qualsiasi contratto sono tenute a rispettare. In un caso come questo, che vede da una parte un consumatore, l’uso di una terminologia equivoca per far ricadere su di lui ingiustamente i debiti di un altro, pena il distacco della luce o del gas:

  • violerebbe l’obbligo di fornire informazioni chiare e comprensibili;
  • sarebbe una pratica commerciale scorretta;
  • equivarrebbe ad un’omissione ingannevole;
  • sarebbe una clausola vessatoria.

Ci sono, comunque, dei casi eccezionali in cui il nuovo intestatario delle utenze deve pagare i debiti di quello precedente Si tratta, ad esempio:

  • dell’erede che chiede la voltura intestata al defunto;
  • del familiare di un inquilino moroso (ad esempio il convivente) che si intesta le utenze per non pagare i debiti (sempre che la società di fornitura riesca a dimostrare questo particolare).

Voltura delle utenze: quanto costa?

Anche il costo della voltura delle utenze cambia a seconda della tipologia del contratto e del tipo di fornitura.

Voltura dell’energia elettrica

Per quanto riguarda la fornitura dell’energia elettrica nel mercato di maggior tutela fino a 3 kw (la potenza normalmente impegnata nelle case dei privati), i costi sono:

  • 27,52 euro di oneri amministrativi;
  • 23 euro di contributo fisso;
  • 16 euro di imposta di bollo;
  • deposito cauzionale variabile a seconda dell’operatore.

Nel libero mercato, invece, i costi della voltura cambiano a seconda del fornitore. In linea generale si tratta di:

  • 27,52 euro di eventuale contributo fisso per oneri amministrativi;
  • tra 20 e 60 euro di quota di servizio a seconda del fornitore;
  • eventuale deposito cauzionale.

A titolo esemplificativo, e per citare i maggiori operatori nazionali, questi sono i costi approssimativi della voltura nel libero mercato:

  • Enel Energia: 27,52 euro;
  • Edison: 50,52 euro;
  • Eni: 80 euro.

Voltura del gas

Mentre la voltura del gas con accollo (come per l’energia elettrica) è gratuita, quella senza accollo prevede gli oneri amministrativi più le prestazioni commerciali. Il costo, quindi, parte da un minimo di 27,52 euro (oneri amministrativi), mentre il massimo cambia a seconda delle tariffe degli operatori.

note

[1] Autorità per l’energia delibera n. 348/2007.

[2] Trib. Messina sent. n. 671/2012.


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1 Commento

  1. Cosa costa lo stacco e il riallaccio del contatore per casa ad uso vacanze ? ne vale la pena fare questa operazione per evitare di pagare bimestre tassa e varie?

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