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Quando i musicisti suonano gratis: la crisi della musica

10 Gennaio 2013
Quando i musicisti suonano gratis: la crisi della musica

Periodo difficile nel mondo della musica: nel Regno Unito, una ricerca della Musicians’ Union riferisce che, nel 2012, più del sessanta per cento dei musicisti si sono esibiti gratuitamente e gran parte dei musicisti professionisti non hanno  avuto una retribuzione annua superiore a 25.000 euro.

La ricerca rappresenta una dura realtà: molti autori hanno piccole imprese e non riescono a combattere il fenomeno della pirateria. La loro professione non viene tutelata e il pagamento delle esibizioni è minimo.

La Musicians’ Union ha dato inizio all’operazione “Work, not Play”, una campagna che ha lo scopo di salvaguardare i musicisti, cui spesso viene chiesto di prendere parte a concerti e spettacoli senza nessuna remunerazione.

L’iniziativa della Musicians’ Union sta ricevendo numerosi consensi e John Smith, segretario della organizzazione, ha fatto sapere che solo un intervento del governo potrebbe smuovere le acque. Già con le ultime Olimpiadi sembra esserci stata l’evoluzione del fenomeno “musica gratis” e gran parte di cantanti e musicisti per sopravvivere hanno un secondo lavoro e stanno abbandonando pian piano l’attività della musica.


note

[1] Il sito internet della campagna: http://www.worknotplay.co.uk/


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3 Commenti

  1. Io non direi che se la passano tanto male:in alcuni Stati,so che fanno pagare anche gli utenti di Utube per le visualizzazioni dei loro video musicali,e non lo trovo giusto,anche se si tratta di pochissimi centesimi per ogni visualizzazione…

  2. Mi sa tanto che sei male informata, e soprattutto che non fai la musicista per lavoro. Io sarei piu’ realista, anche perchè so di cosa si tratta, i musicisti oggi fanno la fame, i video musicali che tu citi non rappresentano neanche l’un percento dell’intiera categoria, e dunque sarebbe da ipocriti fare esempi del genere, bisogna sapere di quel che si vuole discutere o commentare.

  3. Articolo vecchio ma la musica non è cambiata… non credo che la pirateria uccida i musicisti, uccide il cancro delle case discografiche che supportano i musicisti e che da tempo non investono nella novità: la storia è diversa.
    Non basta comprare una chitarra per diventare musicisti, servono tante altre cose. Ne parlo qui, con affetto, agli interessati

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