Diritto e Fisco | Editoriale

Si può diseredare un genitore?

20 giugno 2018


Si può diseredare un genitore?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 giugno 2018



La possibilità di diseredare un parente è consentita solo se non è legittimario.  

Si può diseredare un parente? La risposta non è così immediata come potrebbe sembrare a prima vista. La legge pone un divieto generale di diseredare solo gli eredi legittimari, quelli cioè che per legge hanno sempre diritto a una quota del patrimonio del defunto, anche contro la volontà espressa da questi nel testamento. È invece possibile diseredare gli altri parenti che possono essere chiamati all’eredità in caso di assenza di testamento. I figli quindi non possono essere diseredati al pari dei genitori: sono infatti entrambi eredi “legittimari”. Tuttavia, nel 2012, è intervenuta una riforma del diritto di famiglia che ha consentito in modo esplicito la possibilità di diseredare un proprio erede legittimo/legittimario. Di tanto ci occuperemo qui di seguito: tenteremo, in particolare, di spiegare se si può diseredare un genitore.

Diseredazione: cos’è?

Quando si parla di “diseredazione” ci si riferisce alla volontà, espressa da una persona, che alla propria morte una o più persone non gli succedano, non siano cioè suoi eredi. In linea di massima è possibile diseredare qualcuno ma detta possibilità incontra due limiti. Eccoli.

Innanzitutto ha un senso diseredare qualcuno solo se tale soggetto, in assenza di testamento, può diventare erede (si pensi a un fratello che è erede nel caso in cui muore una persona che non ha né figli, né i genitori). Ad esempio, non ha senso diseredare un proprio amico, il quale – non avendo alcun legame di parentela – non sarà mai un erede. Certo, se con un precedente testamento si è disposto in favore di una persona (si pensi a un’associazione) e poi si cambia idea, si può mutare volontà, ma in tal caso si parla di una modifica del testamento e non di una diseredazione vera e propria.

Il secondo limite riguarda gli eredi legittimari. Non è mai possibile diseredare un erede legittimario, ossia uno di quei familiari cui la legge riconosce sempre una quota fissa e minima del patrimonio del defunto (sia che questi abbia fatto testamento che nel caso contrario). In pratica, i legittimari sono le persone a cui non si può evitare di lasciare una parte dei propri beni dopo la morte, pur facendo testamento. Essi sono:

  • il coniuge, purché non separato con addebito o divorziato;
  • il partner riconosciuto con un’unione civile che viene equiparato al coniuge;
  • i figli e le figlie, che siano legittimi, naturali, legittimati, adottati;
  • gli ascendenti legittimi ossia i genitori (anche adottivi). In assenza dei genitori, se viventi, i nonni o eventualmente i bisnonni.

In sintesi, la diseredazione inserita in un testamento può essere intesa esclusivamente come causa di esclusione dalla successione legittima dei parenti, che non siano legittimari.

Si può diseredare un genitore?

Come abbiamo detto il genitore è un erede legittimario e, come tale, non può mai essere diseredato. Tuttavia esiste un’eccezione [1]. Se è intervenuta una sentenza che ha tolto al genitore la responsabilità genitoriale, il figlio:

  • non è più tenuto a corrispondere al genitore gli alimenti in caso di bisogno;
  • ha la facoltà di escluderlo dalla propria successione, ossia di diseredarlo.

In cosa consiste la decadenza dalla potestà genitoriale? Come noto entrambi i genitori hanno la responsabilità genitoriale, devono cioè esercitare i diritti e doveri che la legge attribuisce loro nell’interesse dei figli, per garantire cura, istruzione ed educazione e mantenimento dei figli nel rispetto delle loro capacità, delle loro inclinazioni naturali e delle loro aspirazioni. I genitori esercitano la potestà genitoriale di comune accordo tenendo conto delle capacità, delle inclinazioni naturali e delle aspirazioni del figlio.

Se però uno dei genitori viola in modo significativo e consapevolmente i doveri che riguardano la potestà genitoriale, il Tribunale dei Minorenni gliela può revocare. Si tratta quindi di una sanzione, la più grave che esista in materia di famiglia, collegata a fatti o atti idonei a procurare un danno morale o materiale al minore.

Nel caso in cui a perdere la potestà genitoriale sia un solo genitore, la titolarità resta all’altro. Se invece la perdono entrambi, il figlio minorenne viene sottoposto a tutela.

Il provvedimento di decadenza dalla potestà genitoriale permane anche dopo il compimento della maggiore età del figlio, sicché questi in qualsiasi momento può diseredare il genitore.

Indegnità a succedere

C’è infine un ultimo caso in cui un genitore – così come qualsiasi altro parente – può essere escluso dall’eredità: se questi viene ritenuto, con una sentenza, indegno a succedere. L’azione può essere promossa da qualsiasi altro erede dopo l’apertura della successione e a condizione che il soggetto indegno abbia già accettato l’eredità.

È ritenuto indegno chi:

  • ha volontariamente ucciso o tentato di uccidere la persona della cui successione si tratta, o il coniuge (al quale è equiparata la parte di una unione civile), o un discendente, o un ascendente della medesima, purché non ricorra alcuna delle cause che escludono la punibilità a norma della legge penale;
  • ha commesso, in danno di una di tali persone, un fatto al quale la legge dichiara applicabili le disposizioni sull’omicidio;
  • ha denunziato una di tali persone per reato punibile con l’ergastolo o con la reclusione per un tempo non inferiore nel minimo a tre anni, se la denunzia è stata dichiarata calunniosa in giudizio penale; ovvero ha testimoniato contro le persone medesime imputate dei predetti reati, se la testimonianza è stata dichiarata, nei confronti di lui, falsa in giudizio penale;
  • essendo decaduto dalla potestà genitoriale nei confronti della persona della cui successione si tratta, non è stato reintegrato nella potestà alla data di apertura della successione della medesima;
  • chi ha indotto con dolo o violenza la persona, della cui successione si tratta, a fare, revocare o mutare il testamento, o l’ha impedita (è anche il caso di chi usa mezzi fraudolenti per indurre il testatore a disporre dei beni in modo diverso da come avrebbe fatto in assenza di inganno: App. Lecce 19 marzo 2015 n. 207).
  • chi ha soppresso, celato o alterato il testamento (valido) dal quale la successione sarebbe stata regolata;
  • chi ha formato un testamento falso o ne ha fatto scientemente uso, a meno che chi risulta indegno non provi che il contenuto delle disposizioni corrispondeva alla volontà del defunto e che questi aveva consentito alla compilazione della scheda da parte di lui nell’eventualità che egli non fosse riuscito a farlo.

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