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Spese sanitarie 730 precompilato: devo conservare gli scontrini?

20 giugno 2018


Spese sanitarie 730 precompilato: devo conservare gli scontrini?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 giugno 2018



Le spese che il contribuente trova già inserite nella dichiarazione dei redditi precompilata vanno documentate? È necessario conservare le pezze d’appoggio?

È arrivato il momento di fare la dichiarazione dei redditi e anche quest’anno ti varrai del 730 precompilato. Nel controllare i dati inseriti in automatico dall’Agenzia delle Entrate ti accorgi che ci sono anche le spese sanitarie che hai sostenuto nell’acquistare in farmacia le medicine; senonché, per alcune di queste, non hai conservato gli scontrini. Ti chiedi a questo punto cosa fare: devi cancellare dal 730 le voci di spesa che non sei in grado di documentare oppure puoi lasciare le cose come stanno? In quest’ultimo caso, però, cosa rischieresti se il fisco dovesse farti un controllo e chiederti le cosiddette “pezze giustificative”? In altri termini, ti poni il seguente problema: per le spese sanitarie nel 730 precompilato devo conservare gli scontrini? Una cosa è certa: anche se si tratta di cifre di basso importo non vuoi rischiare che l’Agenzia delle Entrate ti invii un accertamento. Bene, sto per darti delle buone notizie: leggi attentamente questo articolo e saprai come comportarti senza pericolo di verifiche. Ma prima facciamo un passo indietro e vediamo come funziona la dichiarazione precompilata e le detrazioni per spese mediche e di farmaci.

Come ottenere la dichiarazione dei redditi precompilata?

La precompilazione della dichiarazione dei redditi da parte dell’Agenzia delle Entrate riguarda:

  • i modelli 730;
  • i modelli REDDITI Persone fisiche.

Per prendere visione e scaricare il proprio 730 precompilato, il contribuente deve accedere al sito dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it), nell’apposita area autenticata entro il 15 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento. È necessario autenticarsi con uno dei seguenti strumenti:

  1. credenziali dispositive Fisconline rilasciate dall’Agenzia delle Entrate;
  2. Carta Nazionale dei Servizi (CNS);
  3. nuovo Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID);
  4. credenziali dispositive rilasciate dall’INPS o dalla Guardia di Finanza o dal sistema informativo di gestione e amministrazione del personale della Pubblica Amministrazione (NoiPA), gestito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze;

credenziali rilasciate da altri soggetti individuati con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

In alternativa il contribuente può delegare l’accesso alla dichiarazione precompilata al sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale, ad un professionista abilitato o ad un CAF-dipendenti.

Se è il contribuente ad accedere alla propria area e non il suo delegato, egli può:

  • visualizzare e stampare la dichiarazione precompilata;
  • accettare la dichiarazione precompilata, così come predisposta dall’Agenzia delle Entrate;
  • modificare la dichiarazione precompilata, effettuando variazioni ed integrazioni dei dati che incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta;
  • inviare telematicamente la dichiarazione, a partire dal 2 maggio;
  • qualora la dichiarazione venga presentata in assenza di un sostituto d’imposta tenuto ad effettuare il conguaglio, effettuare il versamento delle somme eventualmente dovute, mediante il modello F24 già compilato con i dati relativi al pagamento da eseguire, con possibilità di addebito sul proprio conto corrente bancario o postale;
  • indicare le coordinate del conto corrente bancario o postale sul quale accreditare l’eventuale rimborso, sempre in mancanza del sostituto d’imposta;
  • consultare la dichiarazione presentata, le ricevute e le comunicazioni.

Spese mediche e sanitarie: come funzionano le detrazioni?

Tra le varie voci contenute nel 730 precompilato ci sono le spese sanitarie sostenute dal contribuente e comunicate direttamente all’Agenzia delle Entrate.

È prevista una detrazione fiscale pari al 19% per la parte di spese sanitarie che eccede la franchigia di 129,11 euro.

Ecco quali sono le spese detraibili:

  • spese mediche generiche e di assistenza specifica, diverse da quelle relative ai soggetti portatori di handicap (per queste ultime, infatti, spetta la deducibilità dal reddito). Sono detraibili le spese sostenute per l’assistenza infermieristica e riabilitativa (es. fisioterapia, kinesiterapia, laserterapia, ecc.), le prestazioni rese da personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale esclusivamente dedicato all’assistenza diretta della persona, le prestazioni rese da personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo, le prestazioni rese da personale con la qualifica di educatore professionale e le prestazioni rese da personale qualificato addetto ad attività di animazione e/o di terapia occupazionale;
  • spese per prestazioni chirurgiche;
  • spese per prestazioni specialistiche;
  • spese per analisi, indagini radioscopiche, ricerche e applicazioni;
  • spese per l’acquisto o l’affitto di protesi dentarie e sanitarie in genere;
  • spese per le prestazioni di un medico generico (anche per visite e cure di medicina omeopatica);
  • spese per ricoveri collegati ad operazioni chirurgiche o degenze;
  • dalle spese per l’acquisto di medicinali;
  • spese per l’acquisto o l’affitto di dispositivi medici (es. occhiali, lenti a contatto e relativi liquidi per la manutenzione, apparecchi per aerosol o per la misurazione della pressione sanguigna, siringhe, bende, cerotti, ecc.);
  • spese per il trapianto di organi;
  • importo del ticket pagato, se le spese sono state sostenute nell’ambito del Servizio sanitario nazionale;
  • spese sostenute per l’acquisto di alimenti a fini speciali che rientrano nella sezione A1 del Registro nazionale di cui all’art. 7 del DM 8.6.2001, con l’esclusione di quelli destinati ai lattanti.

Spese sanitarie: vanno conservati gli scontrini?

Veniamo ora al problema da cui siamo partiti: il contribuente che trova le spese mediche nel 730 precompilato deve conservare gli scontrini per le medicine e le prestazioni sanitarie sostenute? E se non li conserva e magari li perde o li strappa, l’Agenzia delle Entrate può eseguire un controllo? La soluzione è proprio nelle norme che hanno scritto il sistema della dichiarazione precompilata. La legge, in pratica, stabilisce che se il contribuente accetta la dichiarazione precompilata in modo puro e semplice, ossia senza modificarne il contenuto, è esonerato dall’obbligo di tenuta delle documentazioni giustificative. In buona sostanza non vanno conservate le pezze d’appoggio. Questo perché, l’accettazione integrale del 730 precompilato – e quindi anche delle spese mediche in esso inserite – mette al riparo il contribuente da controlli documentali su scontrini, ricevute, fatture, bonifici riguardati le spese relative a detrazioni o deduzioni. Tale esonero – meglio ribadirlo ancora una volta – vale solo per le spese “precaricate”, ossia già inserite dall’Agenzia delle entrate nella dichiarazione precompilata.

Viceversa se il contribuente modifica o integra una o più voci della precompilata dovrà essere pronto a dare giustificazione al fisco delle rettifiche apportate attraverso i relativi documenti, documenti che andranno conservati almeno per cinque anni a partire dall’anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione dei redditi (quindi le scartoffie possono essere cestinate dopo il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stato presentato il 730: termine entro cui l’Agenzia è autorizzata a richiederla in sede di controllo). Se il contribuente non è in grado di comprovare un onere riportato nel 730, gli uffici possono iscrivere a ruolo le maggiori imposte dovute o liquidare un minor rimborso, applicando le sanzioni.

Chi si affida al Caf o al commercialista deve pertanto consegnargli tutti i documenti che comprovano il sostenimento della spesa.

Accettare il 730 precompilato è quindi particolarmente vantaggioso non solo perché mette al riparo da controlli e verifiche fiscali ma anche e soprattutto perché evita di dover occupare interi scaffali della libreria con documentazioni ormai inutili.


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4 Commenti

  1. non si è capito se devo conservare anche gli scontrini e le fatture per medicinali e visite specialistiche precaricati dall’agenzia delle entrate

    1. Io deduco, purtroppo, che solo chi accetta la TUTTA dichiarazione precompilata può non conservare i documenti.
      Chi, come la gran parte, aggiunge qualcosa non precaricato deve conservare tutto. Sarebbe comunque una grande stupidaggine. Perchè io posso avere smarrito 10 scontrini riconosciuti dal fisco, ma se aggiungo qualcosa, in caso di controllo scommettete che me li chiedono tutti? O comunque a loro piacimento? Quindi non c’è un gran miglioramento nelle certezze e nei rapporti di fiducia.

      1. Si deve conservare solo la documentazione che giustifichi le modifiche e non quella relativa al precompilato, l’articolo è chiarissimo.

    2. Secondo me, al contrario, si è capito benissimo che gli scontrini precaricati non è necessario conservarli.

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