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Cos’è e come funziona il baratto amministrativo

30 Maggio 2017


Cos’è e come funziona il baratto amministrativo

> Business Pubblicato il 30 Maggio 2017



Consente di pagare le tasse e debiti con il Fisco con lavori socialmente utili per il Comune. Vediamo come funziona.

Il baratto amministrativo 2017 è uno strumento introdotto dal decreto Sblocca Italia [1], che offre la possibilità ai cittadini in difficoltà di poter saldare i propri debiti con il fisco, mettendosi a disposizione del Comune per eseguire lavori socialmente utili.

La norma che regolamenta il baratto amministrativo si pone idealmente in continuità con quanto dettato dalla Costituzione [2], laddove prevede che le istituzioni «favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà».

Cos’è il baratto amministrativo

La noma che introduce il baratto amministrativo per i Comuni prevede che un cittadino possa ammortizzare il costo di un tributo locale con dei «lavoretti» volti alla riqualificazione del territorio. Il baratto amministrativo permette così una sorta di scambio tra il Comune e il cittadino: il primo promette sconti o esenzioni sulle somme che il contribuente deve all’amministrazione al posto di alcuni interventi sul proprio territorio.

Il Comune così non deve procedere ad alcun esborso diretto di denaro a favore delle azioni di decoro pubblico ma dovrà calcolare una diminuzione relativa delle entrate fiscali. Tali interventi, possono riguardare la «pulizia, la manutenzione, l’abbellimento di aree verdi, piazze, strade ovvero interventi di decoro urbano, di recupero e riuso, con finalità di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati, e in genere la valorizzazione di una limitata zona del territorio urbano o extraurbano»  L’esenzione dal pagamento delle tasse locali grazie al baratto amministrativo, può essere concessa solo per un periodo di tempo limitato, a seconda del tipo di tributo da pagare e dell’attività di lavoro socialmente utile, criteri questi che devono essere decise direttamente dal Comune.

I requisiti del baratto amministrativo

Per richiedere il baratto amministrativo è necessario che il cittadino compia con determinati requisiti:

  • versare in stato di disagio economico;
  • avere tributi locali scaduti;
  • aver fatto richiesta al comune, per farsi accettare il baratto amministrativo, e cioè il consenso a poter pagare le tasse dovute, attraverso lo svolgimento di un’attività socialmente utile.

 

La regolamentazione per i Comuni

Il Comune che voglia applicare sul proprio territorio lo strumento del baratto amministrativo è tenuto ad emettere una delibera che ne consenta l’uso. La stessa delibera deve definire i limiti e la regolamentazione dell’istituto dal momento che i criteri e le condizioni effettive rispetto alle quali si svolgerà il baratto amministrativo sono demandate agli enti territoriali. I requisiti baratto amministrativo fissati per i comuni sono:

  • debito non superiore a 5mila euro;
  • essere residenti maggiorenni nel Comune;
  • avere un ISEE non superiore a 8.500 euro;
  • che i debiti siano tributi comunali iscritti a ruolo non ancora pagati o che abbiano ottenuto contributi come inquilini morosi non colpevoli negli ultimi 3 anni.

Per quanto riguarda le esenzioni dal pagamento di determinati tributi, il Comune deve provvedere ad una loro delimitazione temporale.

Iniziative come il baratto amministrativo queste potrebbero far nascere una nuova epoca tra fisco e contribuente, più orientato al venirsi incontro e cercare nuove soluzioni, che fatto di solleciti e cartelle di pagamento.

note

Autore immagine: Google Immagini

[1] D. L.  art. 24  n. 133/2014.

[2] Costituzione art. 118.


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