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Inps: l’amministratore non socio è obbligato all’iscrizione?

30 Giugno 2018
Inps: l’amministratore non socio è obbligato all’iscrizione?

Il soggetto che svolge esclusivamente attività di amministratore non socio di una società di capitali, non è obbligato all’iscrizione Inps – gestione commercianti – ma è obbligato solo alla iscrizione all’Inps – gestione separata – come lavoratore autonomo, se riceve un compenso, a motivo del proprio incarico, in quanto l’attività svolta è solo e soltanto quella di amministrazione, senza alcun impegno lavorativo a favore della società e senza svolgere alcuna delle operazioni previste dall’oggetto sociale.

Altrettanto vero è che il socio di società di capitali che non presta alcuna attività lavorativa a favore della società non ha alcun obbligo di iscrizione all’Inps – gestione commercianti – essendo egli o ella, un mero socio di capitale.

In questi casi tuttavia, in caso di contestazione da parte dell’Inps, la Cassazione è intervenuta a confermare la competenza del giudice di merito a valutare la condizione dell’abitualità del lavoro svolto dall’amministratore nel caso in cui la società fosse priva di dipendenti.

Infatti l’Inps potrebbe intervenire a verificare quali sono i soggetti che consentono alla società di realizzare le operazioni previste dall’oggetto sociale e, qualora non vi fossero dipendenti e non vi fossero soci che svolgono l’attività sociale, potrebbe essere utilizzata la circolare n. 78/2013 che espone alcune linee guida per individuare l’eventuale abitualità dell’attività dei soggetti che si occupano di realizzare l’oggetto sociale della società, sia che essi siano – asseritamente – meri soci di capitali o amministratori non soci.

La verifica prevede, fra l’altro, che si possa individuare attività svolta a favore della società con obbligo di iscrizione all’Inps – gestione commercianti, anche:

  • nella sistematicità e la reiterazione della prestazione, che potrebbe essere anche di breve durata, di poche ore al giorno e non tutti i giorni;
  • nell’abitualità che può manifestarsi anche nella realizzazione di un singolo affare diretto al conseguimento di un profitto e che richieda una organizzazione complessa e articolata;
  • nella presenza o assenza di altri dipendenti, che potrebbe far ritenere provata la condizione dell’abitualità dalla circostanza che l’impresa fosse affidata al lavoro di nessun soggetto, né dipendente, né indipendente;
  • nell’attività lavorativa che può avere tanto un contenuto esecutivo, quanto un contenuto organizzativo e direzionale, contenuti che vanno indagati entrambi.

Articolo tratto dalla consulenza resa dal dott. Mauro Finiguerra



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