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Inps: l’amministratore non socio è obbligato all’iscrizione?

30 giugno 2018


Inps: l’amministratore non socio è obbligato all’iscrizione?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 giugno 2018



Mia madre è attualmente socio unico e amministratore di una srl (Startup Innovativa). La società, commercio di cereali, non ha dipendenti, in quanto stiamo gestendo l’attività tramite vari consulenti, conti deposito del magazzino che gestisce giacenza ed ecommerce. Quindi, né mia madre nè io, che peraltro vivo all’estero  ce ne occupiamo in modo continuativo e prevalente. Non abbiamo uffici, la sede è casa di mia madre. Se io diventassi amministratore a titolo gratuito e mia madre socio non lavoratore, uno dei due dovrebbe pagare contributi Inps ? L’Inps mi iscriverebbe d’ufficio alla gestione commercianti o è possibile spiegare, in base alla giurisprudenza e casi analoghi, che in base a quanto sopra l’amministratore non svolge attività prevalente? 

Il soggetto che svolge esclusivamente attività di amministratore non socio di una società di capitali, non è obbligato all’iscrizione Inps – gestione commercianti – ma è obbligato solo alla iscrizione all’Inps – gestione separata – come lavoratore autonomo, se riceve un compenso, a motivo del proprio incarico, in quanto l’attività svolta è solo e soltanto quella di amministrazione, senza alcun impegno lavorativo a favore della società e senza svolgere alcuna delle operazioni previste dall’oggetto sociale.

Altrettanto vero è che il socio di società di capitali che non presta alcuna attività lavorativa a favore della società non ha alcun obbligo di iscrizione all’Inps – gestione commercianti – essendo egli o ella, un mero socio di capitale.

In questi casi tuttavia, in caso di contestazione da parte dell’Inps, la Cassazione è intervenuta a confermare la competenza del giudice di merito a valutare la condizione dell’abitualità del lavoro svolto dall’amministratore nel caso in cui la società fosse priva di dipendenti.

Infatti l’Inps potrebbe intervenire a verificare quali sono i soggetti che consentono alla società di realizzare le operazioni previste dall’oggetto sociale e, qualora non vi fossero dipendenti e non vi fossero soci che svolgono l’attività sociale, potrebbe essere utilizzata la circolare n. 78/2013 che espone alcune linee guida per individuare l’eventuale abitualità dell’attività dei soggetti che si occupano di realizzare l’oggetto sociale della società, sia che essi siano – asseritamente – meri soci di capitali o amministratori non soci.

La verifica prevede, fra l’altro, che si possa individuare attività svolta a favore della società con obbligo di iscrizione all’Inps – gestione commercianti, anche:

– nella sistematicità e la reiterazione della prestazione, che potrebbe essere anche di breve durata, di poche ore al giorno e non tutti i giorni;

– nell’abitualità che può manifestarsi anche nella realizzazione di un singolo affare diretto al conseguimento di un profitto e che richieda una organizzazione complessa e articolata;

– nella presenza o assenza di altri dipendenti, che potrebbe far ritenere provata la condizione dell’abitualità dalla circostanza che l’impresa fosse affidata al lavoro di nessun soggetto, né dipendente, né indipendente;

– nell’attività lavorativa che può avere tanto un contenuto esecutivo, quanto un contenuto organizzativo e direzionale, contenuti che vanno indagati entrambi.

La risposta al quesito posto è dunque la seguente:

l’Inps potrebbe procedere ad una verifica d’ufficio nel momento in cui venisse registrata presso il registro imprese, con la procedura di iscrizione – Comunica – una società di capitali, priva di dipendenti e senza alcun soggetto iscritto alla gestione commercianti, né alcun amministratore iscritto alla gestione separata, in quanto sussisterebbe a sistema una società di capitali apparentemente incapace di realizzare l’oggetto sociale e dunque impossibilitata ad operare.

Le probabilità di un tale controllo non sono quantificabili in una percentuale esatta, tuttavia, considerato che la procedura di iscrizione e di attivazione delle società al registro imprese è ormai obbligatoria e viene inviata a tutti gli uffici (Camera di Commercio, Agenzia delle Entrate, Inps e Inail) è molto probabile che l’Inps decida di intervenire a verificare le esatte funzioni di ciascuno dei partecipanti alla vita della società stessa.

Articolo tratto dalla consulenza resa dal dott. Mauro Finiguerra

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