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Lo sai che? A che punto è il ponte sullo stretto di Messina?

Lo sai che? Pubblicato il 9 gennaio 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 9 gennaio 2013

Ce lo siamo persi nei meandri di qualche decreto o finanziaria: insomma, questo benedetto ponte sullo stretto si fa o no?

La questione sul ponte sullo stretto, in verità, è ancora in bilico. L’ultimo atto ufficiale è stato un decreto legge dello scorso novembre 2012, emanato dal Governo Monti [1] (“Misure urgenti per la ridefinizione dei rapporti contrattuali con la società “Stretto di Messina S.p.A.”), con il quale l’esecutivo aveva deciso di prorogare, per altri due anni, i termini per l’approvazione del progetto definitivo del ponte. Tanto serviva per verificare la fattibilità tecnica e le condizioni di bancabilità dell’opera.

La moratoria di due anni era, in verità, una scusa per prendere fiato, attesa la disastrata condizione delle casse erariali. Peraltro, ad aggravare la situazione era intervenuta la batosta della Commissione Europea che aveva deciso di non inserire il progetto tra le “linee strategiche sui corridoi trans-europei”, escludendolo di fatto dai finanziamenti comunitari.

Il decreto prevedeva, inoltre, che, qualora in tali due anni non si fosse pervenuti a una soluzione tecnico-finanziaria sostenibile, tutti i contratti in corso con la società “Stretto di Messina S.p.A.” sarebbero stati sciolti e lo Stato avrebbe pagato a quest’ultima solo le spese sostenute e una penale del 10%.

Insomma, non c’era stata né una bocciatura, né un’approvazione del progetto, ma solo una proroga per un vaglio più attento. Una decisione da stratega quella di Monti: una decisione di “non decidere”, vista anche la difficile congiuntura economica, per lasciare la patata bollente ai successori, secondo un antico costume italiano.

Oggi l’ultima puntata. Il ministero della Giustizia [2] ha appena comunicato che il predetto decreto Monti non è stato convertito e, pertanto, è decaduto.

Attenzione però: questo non vuol dire che è decaduto anche il progetto del ponte sullo stretto, ma solo la legge che aveva deciso la proroga. Restano, dunque, ancora in vita tutti gli accordi con la società appaltatrice “Stretto di Messina S.p.A.” e, con essi, anche il problema per gli italiani. Che forse saranno costretti a pagare penali e risarcimenti per una spesa che mai doveva essere sostenuta e che forse nessuno vuole.

note

[1] D.L. 2.11.2012 n. 187.

[2] Pubblicato in G.U. n. 2 del 3.01.2013.


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