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Andare in giro con molti contanti: cosa rischio?

24 giugno 2018


Andare in giro con molti contanti: cosa rischio?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 giugno 2018



Mazzetta di contanti nascosta: può bastare per far scattare un’accusa di riciclaggio? Cosa succede se la polizia ti trova in tasca o sotto il tappetino dell’auto il denaro cash sopra tremila euro?

La giornata è andata bene. Finalmente alcuni clienti ti hanno pagato. Lo hanno fatto in contanti perché, in tutti i casi, si trattava di somme inferiori a tremila euro (tetto oltre il quale scatta l’obbligo dell’assegno e del bonifico). Tuttavia, a conti fatti, l’importo complessivo che ora hai in tasca è di diverse decine di migliaia di euro, ben sopra il limite massimo consentito dalla legge per i pagamenti cash. A questo punto, te ne torni a casa in auto tutto soddisfatto ma, per evitare brutte sorprese, metti il contante sotto il tappetino del lato guida. Dopo qualche chilometro, non lontano da te, ti accorgi della presenza di una pattuglia della polizia: un posto di blocco che sta eseguendo controlli. In un secondo pensi a cosa potrebbe succedere se uno degli agenti dovesse trovare i soldi. Così ti chiedi che rischio se ho molti contanti in tasca? La soluzione è stata fornita dalla Cassazione con una recente sentenza [1]. Ecco qual è in merito la posizione dei giudici.

Quanti contanti si possono usare?

La legge ha fissato in tremila euro la soglia massima di trasferimenti di contanti tra soggetti diversi. Il che significa che cadono nel divieto non solo le vendite, ma anche le donazioni o i prestiti. Non vale invece il prelievo o il versamento in banca visto che l’istituto di credito è un semplice depositario e la proprietà del denaro non passa di mano. Anche per il versamento delle tasse vale lo stesso divieto. In caso di violazioni è prevista una sanzione che varia da 3mila a 50mila euro. Si tratta però di un semplice illecito amministrativo e non penale.

Esiste poi il divieto di effettuare bonifici bancari per somme superiori a 12.500 euro senza l’intervento di un intermediario finanziario, limite imposto dalla normativa sul riciclaggio.

Quanti contanti si possono portare in giro?

Il fatto che vi sia il divieto di trasferire il denaro contate tra soggetti diversi non significa che non si possa circolare con i soldi in tasca o nascosti in auto. Ciò che è vietato è infatti l’atto del trasferimento, ma non la semplice detenzione. E a nulla vale il fatto che sia del tutto atipico che una persona circoli a mezzanotte con una mazzetta di diverse migliaia di euro in contanti nascosta in qualche parte del corpo o della macchina. Il semplice sospetto non basta a far scattare l’accusa penale.

Il codice penale [2] punisce il reato di riciclaggio che descrive in quel comportamento di chi sostituisce o trasferisce denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto non colposo, ovvero compie in relazione ad essi altre operazioni, in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa. La sanzione (in questo caso penale) è costituita dalla reclusione da quattro a dodici anni e la multa da euro 5.000 a euro 25.000.

Dunque il poliziotto non può sequestrare il malloppo di contanti solo perché ha il sentore che possa costituire il frutto di un reato senza però avere le prove di ciò che sospetta. E ciò perché, quando si procede per riciclaggio, il reato che ha consentito di procurare tali soldi (quelli cioè da riciclare) deve risultare configurabile almeno in astratto. Insomma, deve emergere che il denaro nascosto sia potenzialmente frutto di un’evasione fiscale penalmente rilevante, da spaccio di droga, sfruttamento della prostituzione, gioco d’azzardo o da un altro reato. Il fatto che la somma sia trasportata in macchina non significa di per sé che chi è alla guida intenda ripulirla. Stesso discorso vale per la ricettazione: non basta un’operazione sospetta a far scattare l’ipotesi di reato e dunque il sequestro.

Peraltro, nulla toglie che i soldi contanti possano essere stati prelevati dalla banca cosa del tutto lecita (ma anche dimostrabile) o donati da un parente (in questo caso però resta fermo il vincolo dei tremila euro). Oppure potrebbero essere semplicemente dei risparmi accumulati nel tempo (in questo caso però sarebbe difficile dimostrare la ragione per cui li si porta dietro). Al di là di tutto, non è il cittadino a doversi giustificare, ma tutt’al più sono le autorità a dover dimostrare che dietro il possesso si nasconde un atto delittuoso. In sintesi: camminare con il denaro contante è del tutto lecito e non può assurgere ad elemento indiziario di un crimine o all’ipotesi di riciclaggio di denaro sporco.

Quando i contanti fanno scattare il riciclaggio di denaro sporco

È vero: quando si sequestra del denaro per riciclaggio, il reato posto alla base non deve essere individuato in modo specifico e tanto meno accertato. Ma almeno indicato: il giudice non può cioè limitarsi a supporne l’esistenza. Il semplice trasporto dei contanti in un altro luogo non rientra nella condotta tipica del riciclaggio: servono elementi in grado di far ritenere che la ripulitura sia in corso.

note

[1] Cass. sent. n. 29074/18 del 22.06.2018.

[2] Art. 648bis cod. pen.

Autore immagine: 123rf com

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