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Come parcheggiare gratis

24 giugno 2018


Come parcheggiare gratis

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 giugno 2018



Strisce blu a pagamento e strisce bianche gratis: quando si può lasciare la macchina senza pagare la sosta. Le zone cittadine in cui non ci sono le strisce blu o in cui sono illegittime.

La tua città è piena di strisce blu a pagamento: parcheggiare gratis è diventato impossibile. Che fai? O circoli in bicicletta (il che però diventa difficile nella stagione invernale) o impari ad usare il motorino (cosa che non hai mai fatto e che forse è tardi da imparare adesso), oppure inizi a studiare i modi per non pagare. In definitiva tutti hanno un’auto, a volte anche due, e il tuo problema è tutt’altro che isolato. Eppure non ti risulta che la gente stia vendendo la propria macchina a causa della crisi di parcheggi, segno che una soluzione ci deve essere. Dunque è arrivato il momento anche per te di scoprire come parcheggiare gratis. Come? Hai capito bene: lasciare l’auto senza pagare la sosta è tutt’altro che impossibile e non sempre illegale. Vediamo quando succede.

Dove parcheggiare gratis

Forse risulterà abbastanza banale iniziare questo articolo dicendo che il parcheggio è sempre gratis sulle strisce bianche. Ci possono essere luoghi invece dove il parcheggio gratuito è limitato a un limite massimo di tempo: ciò succede spesso nei pressi dei principali ospedali e nelle zone tariffate della città dove sono esentati dal limite orario solo i residenti titolari di permesso.

Le donne in gravidanza possono parcheggiare gratis sulle strisce rosa mentre gli invalidi possono farlo sulle strisce gialle. Attenzione però: se il portatore di handicap trova il posto riservato occupato non può, solo per questo, parcheggiare gratis sulle strisce blu o in seconda fila.

Ogni città ha poi le sue aree di parcheggi gratis. Su internet vi è un’ampia scelta. Basta scrivere su Google il nome del proprio Comune e le parole «parcheggi gratis».

Si può infine parcheggiare gratis anche laddove non ci sono né strisce bianche, blu, rosa o gialle e sempre che, a inizio marciapiede, non vi sia un divieto di sosta. In tal caso il parcheggio deve avvenire a lato del marciapiede nel senso di marcia: vietato parcheggiare a T o a spina di pesce.

Parchimetro rotto

Un tipico caso in cui si può lasciare la macchina sulle strisce blu senza pagare un euro è quando il parchimetro è rotto. Ovviamente, prima di andarsene serenamente a passeggio, sarà opportuno verificare che, nelle adiacenze, non vi sia un altro apparecchio funzionante. La legge non dice quanto distante debba essere il primo parchimetro per non essere costretti a raggiungerlo e a fare il ticket. Tutto va valutato in relazione al caso concreto e anche alle condizioni fisiche dell’automobilista: un vecchietto che lascia l’auto vicino casa non potrà essere costretto a fare 500 metri per pagare la sosta. Una cosa è certa: se il parchimetro non funziona sarà bene fare una fotografia e telefonare alla polizia municipale per segnalare il guasto. Ciò servirà anche a costituirsi le prove in caso di una multa.

Parchimetro senza bancomat

Un altro caso che si sta affermando nelle aule di tribunale che consente di parcheggiare gratis sulle strisce blu è quando il parchimetro non consente di pagare con il bancomat. Questo perché, dal 1° luglio 2016 [1], tutti gli apparecchi devono essere in grado di ricevere anche il pagamento con le carte, onde tutelare chi, magari, non ha gli spiccioli per pagare e nessun negozio è disposto a cambiarli.

Attenzione però. Anche in questo caso, il Comune si salva in corner se dimostra che la predisposizione del parchimetro per pagamenti con bancomat non è possibile per ragioni di «impossibilità tecnica». La legge non dice cosa debba intendersi con tale concetto, ma è da escludersi che, in esso, possa essere ricompresa anche l’impossibilità economica derivante dalla difficoltà, per l’amministrazione locale, di sostituire i vecchi strumenti con quelli nuovi. E questo perché il concetto di «impossibilità tecnica» non è certo ampliabile fino a includere quello di «impossibilità finanziaria».

Parcheggio in seconda fila: i casi in cui si può

Forse non lo sai ancora ma, in alcune ipotesi, è possibile parcheggiare in seconda fila. Non si tratta – come magari potresti pensare – dei casi in cui hai un posto riservato (ad esempio agli invalidi) e qualcuno non legittimato lo ha occupato (anzi, in una ipotesi del genere, se blocchi il passaggio, commetti il reato di violenza privata), ma quando esiste una forza maggiore (non dipendente da te) o uno stato di necessità che ti impongono di lasciare urgentemente la macchina senza metterti alla ricerca di un parcheggio. In tali casi non puoi essere multato. Vuoi qualche esempio? Per quanto riguarda lo «stato di necessità»:

  • acquisto di una medicina salvavita in farmacia di cui c’è urgente bisogno;
  • soccorso a un familiare che ha chiesto aiuto ai parenti con una telefonata e che si trova in pericolo di vita;
  • necessità di recarsi al pronto soccorso per un problema grave proprio o di uno dei passeggeri trasportati nell’auto. La multa può essere annullata a prescindere da quello che sarà il responso dei medici: ad esempio, se il conducente ritiene di avere un imminente infarto, mentre poi viene diagnosticata una semplice tachicardia, a rilevare è quello che ritiene (in buona fede) l’interessato. La Cassazione, a riguardo, ha detto che, in tema di esclusione della responsabilità per violazioni amministrative, affinché ricorra l’esimente dello stato di necessità, occorre che sussista un’effettiva situazione di pericolo imminente di un grave danno alla persona, non altrimenti evitabile, ovvero l‘erronea convinzione, provocata da circostanze oggettive, di trovarsi in tale situazione;
  • necessità di accompagnare dal medico una persona che ha un’urgenza particolare.

Lo stato di necessità non deve essere determinato dalla condotta colpevole dell’automobilista. Se questi, ad esempio, deve scappare al bagno non può essere scusato – salvo si tratti di patologie certificate – potendo prevedere il bisogno con anticipo.

Per quanto riguarda invece la «forza maggiore», si pensi a un guasto meccanico improvviso.

Parcheggio sulle strisce blu se mancano quelle bianche

Si è ormai affermato un filone giurisprudenziale secondo cui è legittima la sosta sulle strisce blu, senza pagare il ticket, quando nella zona (non necessariamente sull’altro lato della strada) non vi sono parcheggi gratuiti ossia con le strisce bianche. Questo perché il Comune non può fare cassa speculando sulle necessità degli automobilisti di trovare un parcheggio. Insomma, in ogni area urbana ci deve essere un’adeguata alternanza tra parcheggi a pagamento e non. Questa regola dell’alternanza trova però eccezioni nei seguenti casi:

  • nelle zone a traffico limitato,
  • nelle aree pedonali,
  • nei centri storici di particolare importanza e
  • nelle altre zone di particolare rilevanza urbanistica, opportunamente individuate e delimitate dalla giunta, nelle quali sussistano esigenze e condizioni particolari di traffico.

In tali casi quindi è possibile trovare solo strisce blu senza anche quelle bianche. Tuttavia ci deve essere un’ordinanza comunale ben motivata a stabilirlo. Se manca la sosta è ugualmente legittima. Il cittadino ha la possibilità di prendere visione della delibera e vedere se esiste effettivamente. In caso contrario la multa è illegittima. Se invece la delibera dovesse esistere ma non dovesse essere motivata, la stessa andrà impugnata al Tar, il che aprirebbe un giudizio nel giudizio, con eccessivo dispendio di denaro.

Per un maggiore approfondimento, leggi: Come contestare la multa sulle strisce blu.

note

[1] Art. 1 co. 901, L n. 208/2015 ha stabilito che, a decorrere dal 1.07.2016 le disposizioni di cui al comma 4 dell’art. 15 del decreto legge n. 179 del 18.10.2012 convertito con modificazioni nella legge n. 221 del 17.12.2012 si applicano anche ai dispositivi di cui alla lettera f) co. 1, art. 7 del Codice della strada cioè ai dispositivi di controllo della durata della sosta finalizzati alla riscossione delle tariffe per la sosta nelle aree di parcheggio a pagamento.

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