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Il legame tra stress lavorativo e insorgenza di malattie non trasmissibili

25 Luglio 2013 | Autore:
Il legame tra stress lavorativo e insorgenza di malattie non trasmissibili

Lo stress e i ritmi usuranti, spesso causati da una cattiva organizzazione lavorativa, influenzano negativamente gli stili di vita e le abitudini alimentari favorendo l’insorgere di malattie incurabili.

Lo stress in ambito lavorativo è ormai monitorato con enorme attenzione dagli studiosi per le ripercussioni che può sortire sia a livello lavorativo/organizzativo che a livello individuale.

A livello lavorativo/organizzativo, il lavoratore stressato influisce negativamente sulla produttività e le performance della propria azienda e, molto spesso, può essere causa di incidenti gravi o mortali.

A livello individuale, ci possono essere ripercussioni negative sulla vita personale e sulle reazioni psicofisiche.

Purtroppo, lo stress interessa tutti e a tutti i livelli, lavoratori, studenti e disoccupati. Ingenuamente si è portati a pensare che lo stess sia causato prevalentemente da regimi lavorativi intensi e logoranti, invece il fenomeno è molto più complesso e interessa tutti gli ambiti lavorativi. Nello specifico, esso non è causato solo dal troppo lavoro, ma anche da dimensioni di impiego non stimolanti. Ad esempio, la noia può essere causa di stress.

“Lo stress, potenzialmente, può colpire in qualunque luogo di lavoro e qualunque lavoratore, a prescindere dalla dimensione dell’azienda, dal campo di attività, dal tipo di contratto o di rapporto di lavoro” [1].

Lo stress può manifestarsi con diversi sintomi tra cui:

–  disturbi dell’apparato cardiocircolatorio;

–  disturbi gastrointestinali;

–  disturbi dell’apparato genitale;

–  disturbi della sfera sessuale;

–  disturbi dell’apparato muscoloscheletrico;

–  disturbi dermatologici;

–  disturbi del sonno;

–  disturbi neurologici, psicologici e della sfera intellettiva, in generale.

Tali sintomi, se trascurati e associati a stili di vita inadeguati e ad abitudini alimentari del tutto errate, rischiano di aggravarsi fino a diventare mali spesso incurabili.

Lo stress da lavoro può essere causato da svariati fattori (contenuto del lavoro, cattiva organizzazione, ambiente inadeguato, scarsa comunicazione con i colleghi, ecc.) che sono descritti e valutati dal DVR aziendale [2].

Tuttavia la complessità del fenomeno non permette di stilare una lista completa di tutti i possibili rischi. Ad esempio, ciò che spesso il DVR non valuta ma che può essere estremamente pericoloso per i lavoratori è:

– l’insoddisfazione o le eccessive pressioni che possono sfociare in abusi di sostanze nocive come fumo, alcool e droghe;

l’inadeguata gestione del tempo e la fretta che contraddistingue la vita moderna e che induce a saltare/slittare i pasti o a consumare velocemente cibi malsani.

La prima Conferenza ministeriale europea sulla nutrizione e le malattie non trasmissibili, organizzata dall’Oms Europa (svoltasi a Vienna il 4 e il 5 luglio scorsi), ha puntato il dito contro gli inadeguati stili di vita e le alimentazioni scorrette: fattori determinanti nell’insorgere di malattie non trasmissibili.

Il dato sconcertante è che, in Europa, le malattie non trasmissibili rappresentano l’80% dei decessi.

L’obiettivo finale della conferenza, sintetizzato in un documento sottoscritto dai diversi ministri della salute dei paesi europei, è stato quello di attuare delle azioni mirate per migliorare le condizioni di vita e di salute, tali da ridurre del 25% le morti causate da stili di vita errati.

Il documento, denominato Dichiarazione di Vienna, stabilisce le linee guida e le azioni operative atte a promuove e favorire le corrette abitudini alimentari. Ecco i suoi punti salienti:

– promuovere e permettere a tutti l’accesso a cibi sani, freschi, nutrienti e poco calorici;

– contrastare l’obesità, soprattutto in età infantile

– ridurre la pressione delle pubblicità che promuovono cibi ipercalorici e malsani;

– incoraggiare l’allattamento al seno;

– favorire un’alimentazione corretta in tutte le fasi della vita;

– promuovere, incoraggiare e favorire l’attività sportiva per tutti;

– incoraggiare e promuovere le diete equilibrate;

– obbligare le scuole, i luoghi di lavoro, gli enti e le istituzioni dotate di mensa, a prediligere pietanze a base di frutta, verdura e prodotti locali;

– pubblicizzare i corretti stili di vita attraverso tutti i mezzi di comunicazione, compresi i social network;

– promuovere e incentivare le tradizioni alimentari dei vari territori;

– intervenire con norme severe sulla composizione dei cibi industriali per ridurre nettamente il contenuto di calorie e grassi;

– rendere più evidenti sulle etichette la composizione dei cibi e il loro apporto calorico;

– assicurare copertura sanitaria universale per tutte le malattie non trasmissibili;

– attivare sinergie tra i ministeri della salute dei diversi stati comunitari, al fine di creare una rete di condivisione e confronto;

– implementare le attività di sorveglianza, monitoraggio e ricerca per individuare in anticipo i principali rischio e i migliori interventi da attuare.

Descrizione delle malattie non trasmissibili

Sono così definiti: il cancro, il diabete, le malattie cardiovascolari, le patologie legate all’obesità, i disturbi muscoloscheletrici, ecc. Le malattie non trasmissibili, in generale, sono attribuibili a fattori genetici e ambientali, ma la moderna concezione li associa sempre più a stili di vita malsani [fumo, abuso di alcool e/o droghe, regimi alimentari poco sani, inattività fisica, ecc.].

note

[1] Accordo europeo sullo stress sul lavoro del 08/10/04 – art.1

[2] DVR – Documento di Valutazione dei Rischi


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