Diritto e Fisco | Editoriale

Il reato di favoreggiamento reale

21 Luglio 2018 | Autore:
Il reato di favoreggiamento reale

Cos’è il favoreggiamento reale? Qual è la differenza tra favoreggiamento e ricettazione? Qual è la differenza con il favoreggiamento personale?

La legge penale non punisce soltanto le condotte che aggrediscono altre persone, ma anche quelle che ostacolano il normale corso della giustizia. Lo Stato, quindi, può essere vittima tanto quanto una persona fisica. Si prenda come esempio la falsa testimonianza: chi depone il falso intralcia la giustizia e, di conseguenza, è meritevole di una sanzione penale. Lo stesso accade quando si aiuta taluno a sfuggire alle autorità oppure ad assicurargli i proventi di un reato. Con questo articolo ci soffermeremo proprio su quest’ultima tipologia di condotta: vedremo quindi cos’è e quando si configura il reato di favoreggiamento reale.

Favoreggiamento reale: cos’è?

Secondo il codice penale, il favoreggiamento reale consiste nella condotta di chi, fuori dei casi di concorso nel reato e di quelli di ricettazione, riciclaggio e Impiego di beni di provenienza illecita, aiuta taluno ad assicurarsi il prodotto o il profitto o il prezzo di un reato in precedenza commesso. La pena è la reclusione fino a cinque anni se il reato da cui derivano i proventi è un delitto (se è quello di associazione mafiosa, la pena non è mai inferiore ai due anni), mentre è una semplice multa se si tratta di contravvenzione [1].

Favoreggiamento reale: quando è reato?

In pratica, il favoreggiamento reale consiste nell’aiutare un’altra persona a mettere al sicuro il bottino frutto di un precedente reato, ostacolando così il compito dell’autorità deputata a svolgere le indagini. Quindi, qualsiasi comportamento idoneo a far acquisire definitivamente al favorito il provento della sua precedente attività criminosa fa scattare il reato di favoreggiamento reale. Esempio: Tizio ruba un’automobile, ma è ricercato e non sa dove nasconderla. Caio gli viene in soccorso mettendogli a disposizione il suo garage dove poter nascondere l’auto da occhi indiscreti. In questa ipotesi, Caio commette il reato di favoreggiamento reale, perché aiuta Tizio (autore del furto) ad assicurarsi il vantaggio economico del suo reato.

Requisiti indispensabili perché si possa integrare questo tipo di reato sono:

  • che il favorito abbia commesso un reato;
  • che il favoreggiatore non abbia partecipato al fatto delittuoso dell’aiutato.

Favoreggiamento reale: caratteristiche

Il bene giuridico tutelato dal reato di favoreggiamento reale è l’amministrazione della giustizia. In altre parole, la condotta di chi commette favoreggiamento è punita perché è di intralcio alla giustizia, in quanto ostacola il normale procedere delle indagini: ecco perché il favoreggiamento reato, pur non facendo vittime, costituisce reato. La condotta del reo è diretta a danneggiare lo Stato stesso e, in particolare, la macchina della giustizia.

L’elemento soggettivo (cioè psicologico) del reato è il dolo generico: significa che il favoreggiatore deve essere consapevole di aiutare una persona a giovarsi del suo crimine. Se, al contrario, colui che presta aiuto è assolutamente ignaro del delitto commesso antecedentemente dal favorito, non potrà rispondere di favoreggiamento.

Come anticipato, per commettere favoreggiamento reale è necessario che il favoreggiatore non sia in alcun modo coinvolto nella realizzazione del reato commesso dalla persona aiutata. Il favoreggiatore non è il complice del favorito: egli interviene in un momento successivo, quando il delitto commesso dalla persona aiutata è già stato perfezionato e compiuto in ogni suo elemento. Ruolo del favoreggiatore, dunque, non è quello di aiutare il favorito a commettere il delitto, ma a sottrarsi alla giustizia. Facciamo un esempio: se Tizio e Caio si mettono d’accordo per commettere una rapina e il ruolo di Caio è solamente quello di ricevere il maltolto recuperato da Tizio, egli non risponderà di favoreggiamento reale, ma di concorso in rapina. Se, invece, Tizio compie autonomamente una rapina e poi trova in Caio un aiuto nel nascondere quanto sottratto illegittimamente, allora Caio risponderà di favoreggiamento reale, in quanto il suo intervento è successivo alla rapina commessa dal solo Tizio.

Favoreggiamento: cosa sono il prodotto, il profitto e il prezzo del reato?

La norma che disciplina il favoreggiamento reale parla esplicitamente di prodotto, profitto e prezzo del reato quale vantaggio che il favorito riesce ad assicurarsi grazie all’aiuto del favoreggiatore. Ma cosa significano, di preciso, questi termini?

  • Prodotto: è quanto deriva direttamente dal compimento del delitto (nel caso di furto sarebbero i beni rubati, come gioielli, auto, abiti firmati, ecc.; la refurtiva, in pratica);
  • Profitto: consiste nei guadagni, non esclusivamente patrimoniali, conseguenti al compimento del reato (ad es. il provento della vendita di un bene precedentemente rubato);
  • Prezzo: si identifica in quanto promesso ad un soggetto affinché realizzi un reato.

Favoreggiamento reale: qual è la differenza con la ricettazione?

Non sempre aiutare qualcuno a giovarsi del profitto del proprio reato comporta favoreggiamento reale. In particolare, non soltanto occorre che non ci sia concorso nella condotta criminosa dalla quale deriva il provento, ma anche che l’aiuto non integri il reato di ricettazione o quello di riciclaggio. Cosa significa in pratica? Qual è la differenza tra ricettazione e favoreggiamento reale? È presto detto. I due reati si distinguono in funzione della finalità: per aversi favoreggiamento reale è necessario che l’agente sia spinto soprattutto dal fine di prestare aiuto all’autore del reato per assicurargli il provento della sua attività criminosa; si ha ricettazione [2], invece, se il soggetto attivo agisce per finalità egoistiche, cioè per garantirsi un ingiusto profitto.

Più marcata è la differenza con il riciclaggio, la cui condotta tipica consiste nel trasferire, sostituire o comunque ostacolare in qualsiasi modo l’identificazione della provenienza delittuosa di danaro o di altri proventi [3]. Anche il riciclaggio ha uno scopo egoistico e, inoltre, è limitato soltanto a determinati oggetti (normalmente somme di denaro).

Secondo la giurisprudenza, la ricettazione è prevalente sul favoreggiamento reale. Questo significa che, anche quando venga posta in essere un’attività di aiuto o di agevolazione all’autore del reato, l’attività stessa dà vita al reato di ricettazione se l’agente si sia determinato anche al fine di procurare un profitto a sé o ad altri [4]. In pratica, chi aiuta un ladro a nascondere la refurtiva in cambio di una parte di essa, risponde di ricettazione, non di favoreggiamento reale, perché il suo aiuto è interessato, egoistico.

Favoreggiamento reale: in cosa consiste?

Come ricordato, il favoreggiamento reale consiste in un aiuto fornito a chi ha commesso un reato: scopo è quello di consentirgli di conservare i proventi (prodotto, profitto o prezzo, come sopra spiegato) del suo illecito. Secondo la giurisprudenza, per integrarsi il favoreggiamento reale è sufficiente il semplice aiuto prestato all’autore del reato, indipendentemente che il favorito riesca effettivamente a conseguire il prodotto, il prezzo o il profitto del suo crimine [5].

Sempre secondo i giudici supremi, la condotta tipica del favoreggiamento reale è costituita da qualsiasi comportamento idoneo ad assicurare il provento criminoso, ossia ad evitarne la dispersione e a consentirne un definitivo impossessamento. Questa condotta non deve implicare necessariamente un contatto fisico tra favoreggiatore e guadagno illecito, essendo sufficiente qualsiasi azione od omissione idonea allo scopo [6].

Si badi, poi, che per la configurabilità del favoreggiamento reale è necessario che l’aiuto venga fornito nell’esclusivo interesse dell’autore del reato principale; se esso venga, invece, prestato anche nel proprio interesse e venga fornito prima o durante la commissione del reato principale, ricorrerà l’ipotesi di concorso nel reato medesimo [7].

Favoreggiamento reale e favoreggiamento personale: qual è la differenza?

Vediamo ora quale differenza passa tra le due forme di favoreggiamento conosciute dal codice penale italiano, e cioè tra il favoreggiamento reale e quello personale [8]. In realtà, la distinzione è abbastanza agevole: mentre nel favoreggiamento personale il favoreggiatore aiuta direttamente la persona che ha commesso in precedenza un reato a sottrarsi alla giustizia, nel favoreggiamento reale l’aiuto prestato al delinquente riguarda solamente il provento del suo reato. La differenza, quindi, sta nel tipo di aiuto fornito:

  • se l’ausilio è prestato direttamente alla persona ed è volto ad eludere le indagini cui lo stesso è sottoposto, si avrà favoreggiamento personale;
  • se il soccorso è prestato sui beni o sulle cose che provengono dal reato, il favoreggiamento è reale.

note

[1] Art. 379 cod. pen.

[2] Art. 648 cod. pen.

[3] Art. 648-bis cod. pen.

[4] Cass., sent. n. 2357 del 09.02.1977.

[5] Cass., sent. n. 778 del 21.01.1999.

[6] Cass., sent. n. 6138 del 15.05.1980.

[7] Cass., sent. n. 4997 del 07.02.2007.

[8] Art. 378 cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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