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Come funziona il car sharing? A chi conviene?

3 Giugno 2017
Come funziona il car sharing? A chi conviene?

Car sharing: gli italiani viaggiano in condivisione: chi sceglie le “auto in comune” è aumentato del 45% in un anno.

Numeri positivi per il car sharing in Italia: si punta alla “condivisone” non più al “possesso” dell’auto.

Ssono sempre di più gli italiani che preferiscono il car sharing quando si tratta di muoversi in città: la maggior parte per risparmiare sui costi di gestione.

Boom di iscrizioni al car sharing

A confermare il crescente fenomeno del car sharing sono i dati raccolti a fine 2016, che evidenziano oltre un milione di tessere di iscrizione in Italia: l’utente medio è maschio, ha circa 38 anni, vive in zone centrali o semi-centrali ed è un pendolare che sfrutta il car sharing per motivi di lavoro.

Con una flotta composta da 6mila veicoli, l’automobilista italiano non usufruisce di una sola compagnia affezionata o di uno specifico modello, ma sceglie in base alla disponibilità del servizio, sottoscrivendo una media di 2,8 tessere di diversi fornitori. Milano e Roma sono le città leader con l’80% del business complessivo, in crescita Torino e Firenze.

Cos’è precisamente il car sharing?

Una buona e semplice definizione è questa: car sharing è la condivisione tra cittadini dell’utilizzo di un’automobile non di proprietà. Dunque, una automobile (car) che si “condivide” quando ritorna utile farlo senza esserne proprietari.

L’automobile nel car sharing è di un altro soggetto, diverso dall’utilizzatore, in genere di una società che ne trae profitto mettendone a disposizione un certo numero a pagamento in modalità pay-per-use.

La differenza tra il car sharing e il noleggio sta nella durata preventivata e concordata di utilizzo del bene: breve nel car sharing e di medio lungo periodo nel noleggio. Tuttavia esistono forme di car sharing “allungato” che assomigliano a noleggi brevi e per chi abita in città sono una valida alternativa all’acquisto di un’automobile.

Altra caratteristica è il perimetro di utilizzo dell’automobile, in genere circoscritto all’area urbana. Si stanno tuttavia diffondendo forme allargato ad aree più ampie, in modo particolari gli aeroporti che stanno fuori città, e in alcuni caso è possibile usare l’auto anche all’estero.

Come funziona il car sharing?

Una cosa comune a tutti i servizi proposti è che occorre iscriversi con i propri dati e la patente in una delle sedi delle varie società o sui loro siti (in alcuni casi è chiesta una quota di iscrizione in altri no) perché chi mette a disposizione l’auto ovviamente deve sapere chi poi la guiderà e sincerarsi se è abilitato a farlo.

Una differenza, per esempio tra il servizio pubblico di GuidaMi di Milano e i vari servizi privati come Car2go, Enjoy e altri è che nel primo caso l’auto va prelevata e riconsegnata nello stesso parcheggio, negli altri invece l’auto può essere presa e lasciata in un punto qualsiasi della città.

L’apertura della portiera avviene avvicinando una card al finestrino. Quest’ultima si ritira in uno dei punti abilitati dopo l’iscrizione.

Inoltre ci solo le App scaricabili dai siti che guidano l’utente nel prenotare e rintracciare l’auto più vicina. E se si deve fare benzina si può andare in uno dei distributori indicati.

Alternativa a bus e tram?

Il fenomeno ha portato a un dato particolarmente interessante riguardante l’aumento di persone che scelgono il car sharing in alternativa al trasporto pubblico: lo si usa al posto dell’auto di proprietà e viene preferito a bus e metropolitana. Inoltre, chi non ha nulla di cui lamentarsi sono i Comuni che incassano canoni per consentire la sosta e l’accesso alle zone a traffico limitato dagli operatori: 1.100 euro l’anno per ogni veicolo a Milano, 1.200 a Roma, 600 a Firenze, 700 a Torino.

A chi conviene il car sharing?

In una forma o nell’altra, il car sharing può essere conveniente per spostarsi liberamente in città o per chi usufruisce dei mezzi pubblici e vuole un’auto per la gita fuori porta del fine settimana senza doverla comprare. È un aspetto interessante della sharing economy e il livellamento dei prezzi lo sta rendendo sempre più interessante.

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Autore immagine: Google Immagini


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