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Autobus in ritardo, quando scatta il rimborso

31 maggio 2017


Autobus in ritardo, quando scatta il rimborso

> Business Pubblicato il 31 maggio 2017



Un emendamento nella manovrina prevede il rimborso del biglietto se il bus non arriva o arriva in ritardo.

Rimborsi in caso di ritardo, multe salate per i furbetti e videosorveglianza. Sono questi gli argomenti previsti dell’emendamento approvato dalla Commissione Bilancio alla Finanziaria bis, in discussione in questi giorni in Parlamento.

L’emendamento è stato presentato da Paola Bragantini del Pd: prevede per i cittadini il diritto ad avere restituito il costo del biglietto nel caso in cui l’autobus sia in ritardo o addirittura non effetti la corsa.

 

Quando scatta il rimborso

Il rimborso, va detto, scatta quando il ritardo è rilevante: un servizio di trasporto pubblico regionale e locale subisce una cancellazione o un ritardo superiore a sessanta minuti alla partenza dal capolinea o da una fermata, o di trenta minuti per i servizi di trasporto pubblico svolti in ambito urbano, fatto salvo il caso di calamità naturali, di scioperi e di altre emergenze imprevedibili. I passeggeri hanno comunque diritto al rimborso del prezzo del biglietto da parte del vettore.

Rimborso biglietto

Il rimborso sarà pari al costo completo del biglietto e, in caso di abbonamento, sarà, ovviamente, pari al costo del biglietto giornaliero.

Il vettore dovrà restituire in danaro il prezzo pagato dal passeggero, salvo che questi non decida di accettare un’altra forma di pagamento, come ad esempio un buono da spendere per una futura corsa.

note

Autore immagine: Google Immagini


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