Diritto e Fisco | Editoriale

Flagranza di reato: cos’è?

13 Agosto 2018 | Autore:

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 Agosto 2018



Quando si può procedere all’arresto in flagranza? Cos’è la quasi flagranza? Cos’è la flagranza differita?

Il vocabolario giuridico è ricco di termini complessi e astrusi che richiedono una conoscenza specifica del mondo del diritto. Alcune parole, però, sono così diffuse anche nel gergo popolare da essere oramai note a tutti: si pensi all’usucapione, alla comunione, alla divisione dell’eredità e alla flagranza di reato. Pur non conoscendo a fondo il significato e la portata precisa di queste nozioni, esse sono entrate a far parte del linguaggio comune e a volte sono utilizzate anche al di fuori del loro contesto naturale. Con questo articolo ci soffermeremo sulla flagranza di reato spiegando di cosa si tratta e perché è sempre collegata all’arresto. Vediamo allora cos’è la flagranza di reato.

Flagranza di reato: cosa significa?

Cos’è la flagranza di reato? Ce lo dice la legge: è in stato di flagranza chi viene colto nell’atto di commettere il reato [1]. La flagranza di reato, quindi, presuppone la contestualità tra la commissione del reato e il momento in cui tale condotta è scoperta; in questo caso, dunque, sarà possibile procedere all’arresto del reo. Classico esempio è quello del ladro colto proprio nel momento in cui svaligia una gioielleria.

Quasi flagranza: cos’è?

Se la flagranza di reato è la condizione in cui si trova l’autore di un reato quando è sorpreso nell’atto stesso di commetterlo, la quasi flagranza riguarda colui che, subito dopo il reato, è inseguito dalla polizia giudiziaria, dalla persona offesa o da altre persone ovvero è sorpreso con cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso il reato immediatamente prima.

Mentre la flagranza di reato presuppone la coincidenza del momento in cui il soggetto ha commesso il delitto e quello in cui è scoperto, nella quasi-flagranza i piani temporali non si sovrappongono perfettamente, in quanto il colpevole viene inseguito subito dopo aver commesso il fatto. Quindi, si avrà quasi-flagranza nel caso in cui il furfante non sia colto proprio sul fatto, ma immediatamente dopo, con indizi tali da far credere senza ombra di dubbio che abbia commesso il reato: ad esempio, il ladro viene visto fuggire via dalla stanza in cui erano conservati dei preziosi gioielli, con una collana che gli esce dalle tasche.

Flagranza differita: cos’è?

Tradizionalmente, la flagranza di reato comporta che l’autore del misfatto sia colto con le mani nel sacco; al limite, nel caso della quasi flagranza, è possibile che lo stesso venga “beccato” immediatamente dopo, con evidenti tracce della commissione del delitto. Esiste però un’ulteriore ipotesi di flagranza, cosiddetta differita, che si realizza ogni volta che l’autore di un reato viene scoperto a commettere il misfatto attraverso riprese video o fotografiche e si procede al suo arresto non oltre le trentasei ore dal fatto.

La flagranza differita serve ad estendere la possibilità di procedere all’arresto in tutti quei casi in cui l’autore del reato è identificato mediante strumenti tecnologici (telecamere, fotocamere, ecc.) ma non è possibile agguantarlo sul fatto o immediatamente dopo, come nel caso della quasi flagranza. L’ipotesi di flagranza indiretta è prevista dalla legge che disciplina la tutela nello svolgimento delle manifestazioni sportive: quando non è possibile procedere immediatamente all’arresto per ragioni di sicurezza o incolumità pubblica, si considera comunque in stato di flagranza colui il quale, sulla base di documentazione video fotografica o di altri elementi dai quali emerge con evidenza il fatto, ne risulta autore, sempre che l’arresto sia compiuto non oltre il tempo necessario alla sua identificazione e, comunque, entro le trentasei ore dal fatto [2].

Facciamo un esempio: Tizio, allo stadio per seguire una partita di calcio, in preda ai fumi dell’alcool dà avvio ad una rissa che coinvolge numerose persone. Grazie ai sistemi di videosorveglianza, Tizio viene individuato nel giro di poche ore e, sebbene il fatto (cioè, la rissa) sia oramai già avvenuto, egli potrà comunque essere raggiunto dalla polizia per essere arrestato, purché non si superino le trentasei ore dal reato.

Arresto in flagranza: cos’è?

Perché la flagranza di reato è così importante? Perché soltanto in presenza di questa condizione la polizia giudiziaria può procedere all’arresto del colpevole. Ed infatti, per poter ammanettare una persona che ha commesso un reato esistono solo due strade: o attendere l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari, oppure cogliere sul fatto il delinquente, cioè sorprenderlo in flagranza di reato.

La flagranza è elemento essenziale per procedere all’arresto, arresto che, tra l’altro, può essere eseguito non solo dalla polizia giudiziaria (poliziotti, carabinieri, guardia di finanza, ecc.) ma anche dal privato cittadino quando si tratta di delitti perseguibili d’ufficio. In questo caso, la persona che ha eseguito l’arresto deve senza ritardo consegnare l’arrestato e le cose costituenti il corpo del reato alla polizia giudiziaria, la quale redige il verbale della consegna e ne rilascia copia [3].

Tuttavia, non si può procedere all’arresto in flagranza per qualsiasi tipo di reato. Altra condizione, infatti, è che si tratti di un reato reputato grave dalla legge. La gravità è individuata in due modi: attraverso l’entità della pena astrattamente prevista per quel tipo di reato; mediante un elenco di ipotesi tipiche.

Dal primo punto di vista, la polizia giudiziaria procede all’arresto di chiunque è colto in flagranza di un delitto doloso, consumato o tentato, per il quale la legge stabilisce la pena dell’ergastolo o della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni e nel massimo a venti anni [4]. Di conseguenza, si potrà procedere all’arresto in flagranza per reati gravi come l’omicidio o la concussione, ma non per quelli come lesioni semplici o violenza privata.

note

[1] Art. 382 cod. proc. pen.

[2] Art. 8, legge n. 401 del 13.12.1989.

[3] Art. 383 cod. proc. pen.

[4] Art. 380 cod. proc. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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