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Cartelle: si può rinunciare alla rottamazione?

24 giugno 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 giugno 2018



Cosa fare dopo aver ricevuto la comunicazione delle somme dovute: pagare o no?

Hai aderito alla definizione agevolata delle cartelle esattoriali (meglio conosciuta come rottamazione), ma ti è arrivata la comunicazione con le somme da pagare e ti sei accorto che la cifra è comunque troppo alta e non riesci a sostenerla in cinque rate. Ti stai quindi chiedendo: si può rinunciare alla rottamazione delle cartelle? Cosa succede se non pago la prima rata? E se pago la prima rata ma non quelle successive?

Vediamo quali sono le conseguenze della rinuncia/mancato pagamento delle rate della rottamazione.

Rottamazione cartelle: cosa succede dopo la domanda

I passaggi successivi alla presentazione della domanda di adesione alla definizione agevolata sono i seguenti.

Carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio al 30 settembre 2017

Tutti coloro che hanno presentato la domanda di rottamazione per carichi relativi al periodo dal 1° gennaio al 30 settembre 2017, Agenzia delle entrate-Riscossione dovrà inviare una comunicazione entro il 30 giugno 2018, con la quale accoglie o nega la definizione agevolata:

  • In caso di accoglimento: la comunicazione indica l’importo delle somme dovute ai fini della definizione agevolata, la scadenza delle eventuali rate e i bollettini da utilizzare per il pagamento.
  • In caso di diniego la comunicazione indica i motivi di esclusione.

Una volta ricevuta la comunicazione, è possibile effettuare il pagamento in un’unica soluzione oppure in un massimo di 5 rate di pari importo, la prima delle quali entro il 31 luglio 2018 e l’ultima, entro il 28 febbraio 2019.

Carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2016

Coloro che hanno presentato la domanda di adesione per carichi relativi al periodo dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2016, Agenzia delle entrate-Riscossione deve inviare una comunicazione entro il 30 settembre 2018.

Rottamazione cartelle: che fare se non si riceve la comunicazione

Chi, decorso il 30 giugno (o 30 settembre per chi ha ripreso la definizione agevolata del 2016), non ha ricevuto la comunicazione di accoglimento o diniego della definizione agevolata o l’ha smarrita, può chiederne un duplicato, mediante accesso all’area pubblica del sito dell’Agenzia delle entrate Riscossione appositamente predisposta per tale richiesta.

Rottamazione cartelle: si può rinunciare?

Una volta presentata l’istanza di definizione agevolata delle cartelle esattoriali non è più possibile presentare una rinuncia formale. Questa poteva essere presentata entro lo stesso termine di scadenza della domanda di adesione (15 maggio). Allo stesso modo non è più possibile modificare le cartelle inserite nell’istanza (per esempio aggiungerne o eliminarne alcune).

Il contribuente è comunque libero di non rispettare la definizione agevolata non pagando le rate e così rinunciandovi tacitamente. Ciò comporta tuttavia determinate conseguenze, escluse se il contribuente avesse “ripensato” in tempo a rinunciare. Vediamo quali sono.

Rottamazione cartelle: cosa succede se non si paga la prima rata?

In caso di mancato, insufficiente o tardivo pagamento della prima o dell’unica rata della rottamazione, questa non produce effetti e la conseguenza più grave è che il contribuente non può più ottenere nuovi provvedimenti di rateizzazione.

Ciò vuol dire che l’Agenzia delle Entrate Riscossione può riattivare il recupero di tutti crediti contenuti nelle cartelle esattoriali e pretenderne il pagamento in un’unica soluzione, senza che il contribuente possa rateizzare il debito in 72 o 120 rate.

La rateizzazione è possibile solo per le cartelle e gli avvisi notificati da meno di 60 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione di adesione.

Chi invece aveva presentato l’istanza di rottamazione quando aveva già in corso un rateizzazione, regolarmente rispettata, può riprendere il piano di rate, rinunciando tacitamente alla definizione agevolata.

Rottamazione cartelle: cosa succede se non si pagano le rate successive?

In caso di pagamento della sola prima rata della rottamazione, si decade da quest’ultima e l’Agenzia delle Entrate Riscossione può riattivare il recupero di tutti crediti contenuti nelle cartelle esattoriali e pretenderne il pagamento in un’unica soluzione, senza che il contribuente possa rateizzare il debito in 72 o 120 rate. Dal debito complessivo si scomputano la rata o le rate già pagate della rottamazione.

In caso di mancato, insufficiente o tardivo pagamento delle rate successive alla prima non sarà invece più possibile proseguire eventuali precedenti rateizzazioni, in quanto queste ultime risultano già revocate al pagamento della prima rata.

Se si rinuncia alla rottamazione si possono impugnare le cartelle?

Una conseguenza rilevante dell’adesione alla definizione agevolata è la rinuncia ai giudizi di impugnazione delle relative cartelle, anche qualora queste fossero già state opposte e la causa fosse in corso al momento della presentazione della domanda di adesione.

Ma cosa succede ai giudizi in corso se il contribuente decide di non aderire più alla rottamazione? La legge nulla dice in merito, ma a parere di chi scrive, può rivelarsi prezioso il chiarimento reso dall’Agenzia delle Entrate in ordine all’individuazione del momento di perfezionamento della rottamazione.

Secondo una nota circolare dell’Agenzia delle Entrate [1], l’adesione alla definizione agevolata si perfeziona, non con la presentazione della relativa istanza, bensì con il pagamento della prima rata. Difatti, è solo con l’effettivo pagamento del debito rottamato che il contribuente manifesta definitivamente la volontà di aderire alla definizione agevolata e di rinunciare ai giudizi in corso.

Stando così le cose, il contribuente potrà riprendere i giudizi in corso (momentaneamente sospesi per effetto della presentazione dell’istanza di definizione agevolata) solo se non paga la prima rata. Se, invece, paga la prima rata della rottamazione, la causa non potrà più essere proseguita e il giudice dovrà dichiarare la cessazione della materia del contendere. Ne consegue che il contribuente non potrà più contestare quelle cartelle inserite nella domanda di rottamazione visto che, con il pagamento spontaneo della prima rata, ha sostanzialmente manifestato la volontà di rinunciare alle impugnazioni.

note

[1] Agenzia delle Entrate, circolare n. 2/E del 8.03.2017.


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