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Intercettazioni: sono prove?

14 Agosto 2018 | Autore:
Intercettazioni: sono prove?

Le intercettazioni sono propriamente mezzi di ricerca della prova: vediamo cosa significa.

Il tema delle intercettazioni e delle registrazioni è da sempre particolarmente centrale nel dibattito contemporaneo, non solo in relazione al settore giuridico ma anche socio- culturale. È infatti innegabile come le moderne tecnologie abbiano notevolmente facilitato, per chiunque, queste attività, atteso che basta servirsi di dispositivi mobili per effettuare registrazioni ambientali all’insaputa altrui, acquisendo conversazioni, o lasciando il cellulare acceso e con il registratore già in funzione in una stanza dalla quale si è usciti per registrare e poi ascoltare quanto detto. Bisogna tuttavia prestare attenzione all’uso delle parole, perchè intercettare non equivale a registrare, e viceversa, senza cntare peraltro l’utilizzo, dal punto di vista legale, del materiale ottenuto. Vediamo quindi assieme cosa significa intercettazione, e se le intercettazioni sono prove.

Intercettazioni: cosa sono

Quando si parla di intercettazioni, come abbiamo anticipato, occorre stare attenti a perimetrarne anzitutto il significato e la definizione, non solo per non confonderle con le registrazioni, che peraltro hanno una disciplina differente anche dal punto di vista legale, ma soprattutto per comprendere la fondamentale differenza fra una prova, un mezzo di prova, e un mezzo di ricerca della prova. Questa terminologia, strettamente penalistica, riguarda le modalità di acquisizione delle prove e la loro stessa natura, e comporta distinzioni rilevanti. Con il termine intercettazione si intende l’attività diretta a captare il contenuto di una conversazione segreta in corso dra due o più persone, attraverso l’uso di particolari strumentazioni tecniche che consentano una registrazione.

I requisiti di un’intercettazione sono pertanto:

  • la segretezza della comunicazione fra i protagonisti della conversazione, che vengono in definitiva ascoltati e registrati a loro insaputa;
  • l’utilizzo di particolari strumenti tecnologici di percezione, di tipo elettronico o elettro-meccanico, idonei a captare il contenuto della conversazione;
  • la clandestinità della posizione di chi sta intercettando, che deve essere persona assolutamente estranea al colloquio in corso e, come vedremo, autorizzata a procedere in tal senso.

Intercettazioni: tipologie e differenza con le registrazioni

Per quanto riguarda le tipologie di intercettazioni, possiamo distinguere fra le intercettazioni ambientali, dette anche intercettazioni fra presenti, che consentono di ricevere e registrare tutte le voci in un determinato momento e luogo; le intercettazioni telefoniche (o di comunicazioni), che mettono sotto controllo una specifica utenza telefonica registrando tutte le chiamate in entrata ed in uscita; le intercettazioni che riguardano le ocmunicazioni informatiche e telematiche, e che attraverso l’uso delle nuove tecnologie intercettano i dati e le comunicazioni riguardanti appunto i sistemi informatici e telematici. Le intercettazioni dunque sono da tenere separate rispetto alle registrazioni: la registrazione, infatti, viene effettuata fra privati cittadini, dei quali uno dei due decide di utilizzare qualche strumento per registrare la conversazione della quale fa egli stesso parte.

Intercettazioni: mezzi di ricerca delle prove

Dal punto di vista qualificatorio e per rispondere alla nostra principale domanda, possiamo quindi dire che già dalla nozione fin qui chiarita emerga come le intercettazioni non debbano essere confuse con il contenuto di quanto registrato, e non siano pertanto inquadrabili come prove. Le intercettazioni rientrano infatti, assieme ad altre attività (ispezioni, perquisizioni, sequestri) fra i mezzi di ricerca della prova, cioè quei fondamentali strumenti di indagine che servono per acquisire le prove al processo. Possono essere disposte dal giudice, dal pubblico ministero e, in alcune ipotesi, dalla polizia giudiziaria nel corso delle indagini preliminari. L’autorizzazione a procedere con l’intercettazione è concessa con decreto motivato soltanto se ci sono gravi indizi di reato in relazione alla persona intercettata, e se l’intercettazione stessa è assolutamente indispensabile per la prosecuzione delle indagini. Data la loro natura potenzialmente molto invasiva, e destinata ad acquisire informazioni all’insaputa di coloro dai quali tali informazioni devono essere captate, è chiaro come siano basate sul fattore sorpresa, e di conseguenza non è consentito il preventivo avviso al difensore dell’indagato quando vengono compiute durante le indagini preliminari.

Intercettazioni: bilanciamento dei beni giuridici tutelati

Intercettare una persona ha una evidentissima conseguenza, che è quella di venire a conoscenza di fatti e informazioni di vario genere che la riguardano e interessano, senza che la persona interessata lo sappia. Una interferenza di tale portata nella vita altrui costituisce una chiara lesione del diritto fondamentale dell’individuo alla riservatezza (conosciuto comunemente come diritto alla privacy), alla segretezza delle comunicazioni e della corrispondenza, tutti tutelati dal nostro ordinamento anche a livello costituzionale. La possisbilità quindi di far rcorso a questi mezzi di ricerca della prova è data da un bilanciamento di interessi giuridici e beni giuridici degli interessati, laddove nel corso di un procedimento penale per gravi reati la tutela della privacy personale risulta secondaria rispetto al perseguimento della giustizia, della tutela dell’ordinamento giuridico e del garantire che la responsabilità penale personale abbia conseguenze giuridiche, per coloro che abbiano commesso illeciti penali, da accertare attraverso processo penale.


note

Autore immagine: Pixabay.


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