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Reversibilità: quando spetta a figli e nipoti

25 giugno 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 giugno 2018



Quali requisiti devono possedere i figli e i nipoti del lavoratore o del pensionato deceduto per aver diritto alla pensione ai superstiti?

Non è solo il coniuge superstite ad aver diritto alla pensione di reversibilità: in presenza di determinati requisiti, possono ottenere la pensione ai superstiti i genitori, i fratelli e le sorelle, i figli, e addirittura i nipoti. Per quanto riguarda i figli, ed ancor di più per quanto riguarda i nipoti, però, le condizioni per il diritto alla reversibilità sono più severe di quelle previste per il coniuge, sia per quanto riguarda il reddito, sia per la vivenza a carico ed il mantenimento abituale da parte del dante causa. Facciamo allora un po’ di chiarezza a proposito della pensione di reversibilità: quando spetta a figli e nipoti, a quanto ammonta la pensione, quando si riduce.

Quali sono i figli ed equiparati che hanno diritto alla reversibilità?

Sono equiparati ai figli e, in presenza di determinati requisiti, hanno diritto alla reversibilità:

  • i figli adottivi e affiliati del lavoratore deceduto;
  • i figli del deceduto riconosciuti o giudizialmente dichiarati;
  • i figli non riconoscibili dal deceduto per i quali questi era tenuto al mantenimento o agli alimenti in virtù di sentenza;
  • i figli non riconoscibili dal deceduto che nella successione del genitore hanno ottenuto il riconoscimento del diritto all’assegno vitalizio;
  • i figli nati dal precedente matrimonio del coniuge del deceduto;
  • i figli riconosciuti, o giudizialmente dichiarati, dal coniuge del deceduto;
  • i minori regolarmente affidati dagli organi competenti a norme di legge;
  • i nipoti minori, anche se non formalmente affidati, dei quali risulti provata la vivenza a carico degli ascendenti;
  • i figli postumi, nati entro il trecentesimo giorno dalla data di decesso del padre (in questa ipotesi la decorrenza della contitolarità della pensione è il 1° giorno del mese successivo alla nascita del figlio postumo).

Nell’ipotesi in cui risultino presenti nel nucleo familiare del dante causa dei figli, anche minori, del coniuge superstite, l’Inps deve verificare che il genitore naturale non abbia l’obbligo di erogare somme per il loro mantenimento: in caso positivo, le somme corrisposte devono essere valutate per verificare l’effettivo mantenimento del minore da parte del defunto, assieme al requisito della vivenza a carico, per i figli maggiorenni studenti o inabili.

Quali sono i requisiti previsti per i figli per il diritto alla reversibilità?

A questo proposito, i requisiti previsti per i figli in merito al diritto alla pensione ai superstiti sono [1]:

  • un’età sino a 18 anni; i figli o equiparati di età inferiore a 18 anni sono considerati a priori a carico del dante causa.
  • in alternativa, un’età sino a 21 anni, se studenti della scuola secondaria superiore o di istituti professionali;
  • in alternativa, età sino a 26 anni, se studenti universitari, entro la durata legale del corso di laurea;
  • in alternativa, inabilità a proficuo lavoro.

Per quanto riguarda i figli maggiorenni studenti o inabili, poi, deve essere verificato il requisito della vivenza a carico, che si desume:

  • dallo stato di bisogno del figlio superstite, determinato dalla sua condizione di non autosufficienza economica: la condizione di non autosufficienza economica si considera verificata quando l’interessato ha un reddito inferiore a 659,65 euro mensili (cioè inferiore al trattamento minimo maggiorato del 30%: la soglia di 659,65, pari a 507,42 maggiorati del 30%, è la soglia mensile valida per l’anno 2018);
  • dal mantenimento abituale del figlio superstite da parte del dante causa; questa condizione si desume dall’effettivo comportamento di quest’ultimo nei confronti dell’avente diritto; nella valutazione assumono particolare rilevanza i seguenti elementi:
    • la convivenza del figlio col lavoratore o il pensionato dante causa: in caso di convivenza, di norma si prescinde dalla verifica del mantenimento abituale; in caso di non convivenza, devono essere verificate entrambe le condizioni di non autosufficienza economica e mantenimento abituale;
    • per verificare l’effettività del mantenimento abituale bisogna poi accertare, anche confrontando i redditi del dante causa e del superstite, se il primo concorreva realmente in maniera rilevante e continuativa al mantenimento del figlio non convivente; non è comunque richiesto che l’assicurato o pensionato provvedesse in via esclusiva al mantenimento del figlio non convivente

Quali sono i requisiti previsti per i nipoti per il diritto alla reversibilità?

I requisiti previsti per i nipoti sono gli stessi previsti per i figli, con alcune particolarità.

Nel dettaglio, la pensione di reversibilità ai nipoti, in base ai chiarimenti forniti dall’Inps in una nota circolare [1], spetta purché il nipote sia minorenne alla data del decesso del nonno o della nonna e risultino soddisfatti sia il requisito della non autosufficienza economica che quello della vivenza a carico.

Il diritto alla reversibilità per i nipoti può sussistere anche se il beneficiario non è orfano: la presenza di uno o di entrambi i genitori, difatti, non ostacola il riconoscimento del diritto, purché sia accertata l’impossibilità, sia da parte del padre che da parte della madre, di provvedere al mantenimento del figlio.

Se uno dei genitori svolge un’attività lavorativa autonoma alla data di morte dell’ascendente, la pensione per il nipote non spetta, anche se l’attività è in perdita: in parole semplici, niente pensione dal nonno (o dalla nonna) al nipote, se uno dei genitori di quest’ultimo ha la partita Iva aperta (anche se non guadagna nulla).

Se il nipote percepisce la pensione e, in una data successiva al decesso del nonno o della nonna, il genitore riprende l’attività lavorativa o diventa titolare di redditi che potrebbero consentirne il mantenimento, il diritto acquisito alla pensione di reversibilità non deve essere revocato né sospeso.

A quanto ammonta la pensione di reversibilità per figli e nipoti?

La pensione ai superstiti corrisponde a una percentuale della rendita spettante al pensionato, o a una percentuale della pensione alla quale avrebbe avuto diritto il lavoratore. Le percentuali di spettanza variano in base ai familiari aventi diritto:

  • coniuge solo: 60%;
  • coniuge ed un figlio: 80%;
  • coniuge e due o più figli: 100%;
  • un figlio: 70%;
  • due figli: 80%;
  • tre o più figli: 100%;
  • un genitore: 15%;
  • due genitori: 30%;
  • un fratello o una sorella: 15%;
  • due fratelli o sorelle: 30%;
  • tre fratelli o sorelle: 45%;
  • quattro fratelli o sorelle: 60%;
  • cinque fratelli o sorelle: 75%;
  • sei fratelli o sorelle: 90%;
  • sette o più fratelli o sorelle: 100%.

Quando si riduce la reversibilità?

La pensione di reversibilità, pur essendo già ridotta di per sé, in quanto, come appena osservato, corrisponde a una percentuale della pensione che il deceduto avrebbe percepito se fosse rimasto in vita, può subire un’ulteriore riduzione nel caso in cui il beneficiario possieda redditi propri. In particolare, perché il trattamento sia ridotto, è necessario che i redditi posseduti superino determinate soglie.

In particolare, la riduzione della pensione di reversibilità non viene effettuata se il reddito del titolare della prestazione non supera di 3 volte il trattamento minimo Inps, ossia sino a 19.789,38 euro annui (importo valido per l’anno 2018).

Se questa soglia è superata, la reversibilità è ridotta del:

  • 25%, nel caso in cui il reddito non superi 26.385,84 euro (4 volte il minimo Inps); questo perché, per tale fascia di reddito, la percentuale di cumulabilità del trattamento di reversibilità è pari al 75%;
  • 40%, se il reddito dell’interessato supera i 26.098,28 euro ma non i 32.982,30 euro (5 volte il minimo Inps); questo perché, se il reddito del pensionato è superiore a 4 volte il trattamento minimo annuo Fpld, la percentuale di cumulabilità del trattamento di reversibilità è pari al 60%;
  • 50% se il reddito del pensionato supera i 32.982,30 euro: in pratica, la percentuale di cumulabilità del trattamento di reversibilità è pari al 50% nel caso in cui il reddito superi 5 volte il minimo Inps.

Il trattamento che deriva dal cumulo dei redditi con la reversibilità ridotta non può comunque essere inferiore a quello spettante per il reddito pari al limite massimo della fascia immediatamente precedente.

Inoltre, la pensione ai superstiti non viene ridotta se nel nucleo familiare sono presenti figli minori, studenti o inabili aventi diritto.

Quali redditi non riducono la reversibilità?

In ogni caso, non tutti i redditi prodotti dal beneficiario della reversibilità sono contati ai fini dei limiti di cumulo; devono infatti essere esclusi:

  • il Tfr, i trattamenti assimilati e le relative anticipazioni;
  • il reddito della casa di abitazione;
  • gli arretrati sottoposti a tassazione separata;
  • l’importo della pensione ai superstiti su cui deve essere eventualmente operata la riduzione, assieme ad eventuali ulteriori pensioni ai superstiti.

Sono stati esclusi anche pensione e assegno sociale, rendite Inail, assegni di accompagnamento, pensioni privilegiate, pensioni e assegni per invalidi, ciechi e sordomuti.

note

[1] Inps Circ. n.185/2015.

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8 Commenti

  1. Buongiorno, vorrei sottoporre un quesito a proposito del diritto di reversibilità della pensione verso i figli.
    Il mio caso è il seguente:
    Nel 2008 mi trasferisco da Roma a Mondavio (PU), cedendo un’attività commerciale che avevo, per aiutare mia madre malata di Alzheimer e mio padre che l’accudiva e che come si sa era stressato e depresso.
    per questa circostanza ho venduto il mio appartamento per ricomprarne un altro in Mondavio in modo di poter ospitare i miei genitori in casa.
    Nel 2009 mia madre è deceduta e sono rimasta sola con mio padre (82 anni) che, progressivamente con tante patologie invalidanti , totalmente non autosufficiente e finito sulla sedia a rotelle , è morto nell’anno 2015.
    Ovviamente da quando mi sono trasferita non ho avuto più redditi ed ero totalmente a carico di mio padre a livello economico.
    Oggi mi trovo sola ho 62 anni un modello isee di circa 5.000 euro e pur essendo iscritta all’ufficio del lavoro non riesco a trovare nulla.
    Il quesito è: non ho requisiti per poter avere la reversibilità della pensione di mio padre ?

    1. Caso simile e’ successo a me, per i figli vige la regola che dobbiamo essere inabili al lavoro.Mentre per la moglie separata ha diritto alla pensione di reversibilita’.Ancora per i deputati dette regola non vale,si trasferiscono le reversiblita’ senza essere inabili al lavoro.Poi se lasci i tuoi genitori da soli,potresti essere denunciato per abbandono di persone anziane.Legge che fa buchi da tutte le parti.Tempo fa ero maggiorenne e non potevo usufruire della legge 626,perche’ convivevo con mio padre. In altre parole,quando sei tu a dare,la legge non esiste.Quando e’ lo stato (in persona dell’Inps ) mettono le leggi.e-mail borrielloluciano@libero.it

    1. si precisi…anzi loro prendono meno ancora…!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  2. ho un figlio a carico età 34 anni con invalidità 74xcento
    riconosciuto la legge 104-92 omologa dal giudice del tribunale di civitavecchia dal 2014.
    sono un pensionato della pubblica amministrazione dal 1998,chiedo se mio figlio ha diritto alla reversibilità dopo la mia morte e anche di mia moglie,la quale è a carico.
    in attesa di una vs risposta.

    distinti saluti
    spatarella giuseppe

  3. Buongiorno , sono un figlio invalido totale al 100% di una mamma invalida totale al 100% che mi mantiene in quanto lei ha la pensione sua e quella di reversibilità per un totale di circa 1.100 euro al mese . Naturalmente per aiutarmi io e mia madre viviamo insieme dal 2 maggio 2018. Quando mia madre salirà in cielo, ( il più tardi possibile ) avrò diritto ad una pensione di reversibilità ?
    Lo chiedo perché oltre all’invalidità totale ho una incapacità permanente lavorativa al 100 % per un cancro alle ossa . Le sono grato fin d’ora per la sua risposta ed il suo interessamento . Grazie

  4. mio padre è deceduto per lavoro in fabbrica per l’amianto, mia madre ha percepito l’ indennità da parte dell’inail, al
    decesso di mia madre l’indennità va persa oppure c’è reversibilità sugli eredi grazie.
    carvar@iol.it

  5. BUON POMERIGGIO.
    COMPLIMENTI PER L’INTERESSANTE ARTICOLO POICHE’ NON TUTTI SONO A CONOSCENZA DEI DIRITTI CHE SI POSSONO OTTENER.
    AGGIUNGO,UNA DELLE VOCI CHE IN TANTI,DA TANTO TEMPO NON RIUSCIAMO A CAPIRE E’,IL SIGNIFICATO DEL REDDITO DELLA CASA DI ABITAZIONE POICHE’ LA CASA IN CUI SI ABITA “NON” PRODUCE REDDITO BENSI’ SI PAGANO VARIE TASSE NONOSTANTE TRATTASI DI ENORMI SACRIFICI PER ESSERE IN POSSESSO DI UN TETTO..
    PER CUI,IN TANTI SAREMO LIETI DELLA DELUCIDAZIONE IN MERITO,POICHE’ SIAMO CONVINTI CHE TALE VOCE E’ UNA REALE ASSURDITA’. AGGIUNGO ANCORA,VARIE VOLTE,CON PROFESSIONISTI, MI E’ CAPITATO DI TIRARE IN BALLO TALE ARGOMENTO,E TUTTI MI HANNO RISPOSTO “AI RAGIONE MA’!!!!!!!.
    RINGRAZIO SE VORRETE ALARGIRE E’ FAR CANCELLARE LA VOCE REDDITO DELLA CASA DI ABITAZIONE POICHE’ PER TALE CASA SI SPENDONO I SOLDI PER CUI,”NON SI INCASSANO”.

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